Il preistorico disciplinare della Regione Calabria, timbrature manuali e fax

Disciplinare inerente “Orario di lavoro, di servizio e di apertura al pubblico” della Regione Calabria regolato da delibere del 1996

“Sarà un insano amore per l’antichità o sarà che è totalmente sfuggito dai radar. Ancora oggi – denuncia il sindacato Csa-Cisal – alcune attività dell’amministrazione della Regione Calabria sono regolate da delibere del 1996. Dopo un quarto di secolo non risulta formalmente modificato il disciplinare adottato dalla Giunta il 23 settembre del 1996 su “Orario di lavoro, di servizio e di apertura al pubblico”, la cui carta intestata è rimasta “Settore giuridico del Personale – Palazzo Europa Santa Maria di Catanzaro”. C’era ancora la lira, i metodi per rilevare le presenze sono profondamente mutati, gli uffici regionali sono stati totalmente cambiati e venti anni dopo è stata inaugurata la Cittadella regionale ma ancora – fa notare il sindacato CSA-Cisal – sopravvive il disciplinare di più di 25 anni fa”.

Incluse sedi dislocate nella città di Catanzaro dismesse

Incluse sedi dislocate nella città di Catanzaro dismesse

“Per dare l’idea della vetustà del disciplinare, – sottolinea il sindacato Csa-Cisal – allora la sede della Giunta regionale era a Via Massara a Catanzaro, qualche anno dopo sarà Palazzo Alemanni. Poiché, come noto, gli uffici dell’mministrazione, nell’era pre-Cittadella, erano sparpagliati sul territorio del capoluogo e venivano regolate “… le uscite di servizio, con destinazione presso altra struttura regionale, ubicata nella stessa città…”. Appunto – aggiunge il sindacato -, perché i locali a disposizione della Regione erano numerosi e dislocati in più punti della città. L’elenco, l’allegato n. 9 al disciplinare, oltre a via Massara, cita Palazzo Europa nel quartiere Santa Maria dove era ubicato l’assessorato al Personale, quello al Turismo era invece in vico III Raffaelli, quello all’Agricoltura a via Acri, quello ai Lavori pubblici a via Crispi, quello al Bilancio a viale Gioacchino da Fiore e quello alla Sanità via S. Antonio nel quartiere Gagliano. Tutte queste sedi sono state dismesse, alcune sono rimaste come archivio. Inoltre, sempre nell’allegato 9, sono citati i responsabili delle varie sedi, dipendenti ormai andati in pensione o forse deceduti. Curioso anche l’allegato n. 11 che riporta una griglia con i tempi di percorrenza (in minuti) per raggiungere le diverse sedi regionali nelle varie province. Anche qui “mappa” superata perché nessuno è più ufficio regionale”.

Timbrature manuali

“Ormai tutti questi uffici sono stati accentrati nella Cittadella regionale. Ma ci sono – afferma il sindacato Csa-Cisal – altre chicche nel disciplinare d’altri tempi. Infatti, è previsto che “i dipendenti in servizio presso strutture ed uffici non provvisti di appositi rilevatori elettronici L.B., devono registrare la propria presenza sugli appositi fogli di registrazione…”. Ma perché oggi risultano uffici senza il sistema di timbratura con badge?  In pratica – ricorda il sindacato CSA-Cisal – eravamo nell’epoca in cui i lettori badge ancora non erano del tutto diffusi e quindi si contemplava la possibilità di registrare le presenze “a mano”. Circostanza ormai del tutto anacronistica. Così come il “Controllo dei dati relativi alla presenza” per cui viene riportato: “… ad ogni dipendente, tramite il dirigente di ciascuna struttura viene trasmesso il cartellino riepilogativo delle prestazioni, al fine di verificare la rispondenza della propria posizione nei riguardi dell’amministrazione (allegato 10)”. Anche qui meccanismo superato così come moltissimi dei documenti contenuti negli allegati. L’allegato 1 (mod. 1/rp) “foglio rilevazione presenza”, allegato 3 (mod. 2/rp) “cumulativo – riepilogo quindicinale”, o ancora allegato 7 (mod. 7/rp) “trasmissione riepilogativi quindicinali”, ancora allegato 8 (mod. 8/rp) “registro carico-scarico giustificativi””.

Badge d’altri tempi e richiamo al fax

“In ogni caso, per gli uffici che allora avevano il lettore dei badge – spiega Csa-Cisal – è evidente che la procedura indicata nel disciplinare di oltre 25 anni fa sia del tutto diversa rispetto a quella attualmente utilizzata, non fosse altro che è profondamente cambiata la strumentazione e la normativa nazionale. Per “l’ingresso” era previsto “dopo aver premuto il tasto funzionale F1…” e ancora “…l’utente dovrà accertarsi dell’avvenuta accensione del led rosso…”. Come vivere in un’altra epoca. Per l’uscita invece il tasto funzionale da premere era F2. E ancora c’erano altri tasti funzionali da F5 a F8 che consentivano ai dipendenti di poter avere informazioni, che invece oggi sono comodamente consultabili dall’apposito portale. Tornando ai casi di registrazione tramite moduli cartacei, in assenza di lettori di badge, il disciplinare prevedeva l’invio del fax. In sostanza, siamo in un’altra era geologica”.

Correzioni e aggiornamenti al testo del disciplinare

“Non vale la pena aggiungere altro. Confidiamo che questa segnalazione dopo un quarto di secolo sia sufficiente a indurre l’Amministrazione ad aggiornare un disciplinare ormai “disapplicato” nella sostanza e nella forma che ha bisogno di essere adattato alle procedure in essere e alle tecnologie utilizzate per le timbrature. Sarebbe un segnale di attenzione verso i dipendenti regionali che ovviamente non meritano di essere “dimenticati” da oltre 25 anni. Ci rivolgiamo – dichiara il sindacato CSA-Cisal – alla dirigente del settore “Gestione Giuridica” e al dirigente generale del “Personale”. Sappiamo essere scrupolosi e attenti, quindi non nutriamo particolari dubbi che si adopereranno affinché i contenuti non più attuali del disciplinare vengano corretti. Abbiamo conosciuto l’attuale dg del “Personale” come persona pragmatica e risoluta e dunque siamo certi che non farà passare altro tempo, quando magari il sistema di bedgiatura attuale sarà superato da nuove tecnologie e il disciplinare del 1996 non sarà come ora vecchio, ma preistorico”.

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