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Il presidente della Figc Gravina in visita a Catanzaro: “Vi spiego la mia riforma del calcio” (VIDEO)

di Antonio Battaglia – Un importante e prestigioso momento di confronto, chiaro segnale della centralità dell’attività sportiva dilettantistica di base nel “sistema calcio” italiano. Il presidente della Figc Gabriele Gravina è stato quest’oggi in Calabria per incontrare le istituzioni calcistiche del territorio. Nell’occasione è stata accolta la richiesta del presidente della Lnd Calabria, Saverio Mirarchi, di consentire l’esposizione della coppa di Euro 2020 nella sede del Comitato regionale della Figc. Una presenza emblematica, sinonimo di un lavoro che parte dal basso interessando tutte le componenti federali.

Dopo i ringraziamenti del presidente Mirarchi, Gravina ha tenuto a precisare in una conferenza stampa i motivi della sua visita: “Sono qui – ha spiegato – non per diffondere informazioni di natura politica, ma per raccogliere idee che devono essere poi trasformate in progetti. Abbiamo già iniziato a ridare grande dignità al calcio italiano, uno sport che ora ha la possibilità di essere centrale nel nostro Paese”. L’intento di queste incursioni territoriali è legato alla “responsabilità che un dirigente istituzionale ha nell’andare incontro alle esigenze del territorio. Ho scoperto – ha affermato – che l’attività di base del calcio italiano va approfondita. Io ho conosciuto questo mondo 20 anni fa, ma ora è completamente diverso. La dimensione economica è fondamentale nel mondo del calcio, come in ogni attività di mercato, ma va ugualmente valorizzata la dimensione sociale legata alle esigenze che un territorio riscontra giornalmente. A questi livelli, e lo sto notando anche qui in Calabria, si capisce quanto tempo i giovani dedicano al calcio per la loro crescita personale”.

Dazn e capienza stadi

Qualche cenno anche all’ormai arcinota questione dei problemi tecnici sulla piattaforma streaming Dazn: “E’ una situazione che riguarda la Lega di A, lascio a loro la soluzione. Noi stiamo vigilando e abbiamo sollecitato i dovuti interventi affinché ci sia la massima attenzione su questo tema”. Poi, sulla capienza negli stadi: “Tra oggi e domani dovrebbe venir fuori la nuova disposizione. Si potrebbe passare al 75% dai primi giorni di ottobre. Grazie al sistema dei controlli agli ingressi, la curva dei contagi è scesa drasticamente”.

Proprietà straniere

Gravina evidenzia il lato positivo delle proprietà straniere nel calcio italiano: “Da una parte sono sinonimo di una mancanza di liquidità del nostro Paese, ma dall’altro non si può non sottolineare l’ottima qualità delle loro idee. Le proprietà straniere propongono progettualità moderne, che si basano su investimenti in infrastrutture e settori giovanili. In Italia, l’aspetto infrastrutturale è carente rispetto agli altri Paesi europei: in questo senso, il mondo tedesco è di gran lunga avanti rispetto a noi”.

“Ecco la mia idea per riformare il calcio”

La riforma del calcio, a detta del presidente Gravina, è “lontana anni luce dal riguardare la Serie C. Tutti pensano che il rinnovamento del sistema calcio passi attraverso quello dei campionati, ma non è così. La mia riforma è culturale, oltre a riguardare i numeri: quello di oggi – prosegue – è un calcio surriscaldato, si spende troppo perché il divario tra le diverse categorie è altissimo. Ciò costringe quasi tutte le società a preoccuparsi di non retrocedere per non fallire, invece di pensare a vincere. Io voglio raffreddare questo sistema con delle fasce intermedie e spero che il Consiglio Federale di ottobre approvi la riforma fondata sull’introduzione di una Serie C Elite e una Serie D Elite. Dalla stagione 2024/25, invece, avverrebbe una fusione tra Serie C Elite e Serie B. Il semiprofessionismo verrebbe così allargato, mentre il mondo dilettantistico tornerebbe alla sua dimensione autentica.

“Vi spiego qual è la via d’uscita per il calcio”

Dopo l’esaltazione della Nazionale Italiana, ormai “modello che ha convinto tante squadre a cambiare approccio negli investimenti sulla formazione”, Gravina passa all’attacco: “Gli aiuti di Stato? Noi non dovremmo nemmeno chiederli. Il calcio impatta in maniera pesante sul Pil nazionale e rientra tra i settori maggiormente colpiti dalla pandemia. Abbiamo chiesto di modificare una legge fondamentale come la 91, che risale ormai al 1981 e si può definire dunque vetusta. Vogliamo dare una risposta concreta alle forme di investimento, essenziali per mettere in moto il Paese, ma devono darci la possibilità di procedere”.

L’indebitamento di 5 miliardi di euro del calcio italiano “è legato non tanto alla mancanza di ricavi, ma all’aumento spropositato dei costi. La via d’uscita per il calcio è chiara: bisogna tenere sotto controllo la politica dell’indebitamento costante e, allo stesso tempo, cercare la patrimonializzazione delle nostre aziende”.

© Riproduzione riservata.

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