Il progetto cinematografico sulla Divina Commedia fa tappa a Catanzaro

“In viaggio con Dante”, il progetto cinematografico a cura della Società Dante Alighieri stamattina ha fatto tappa a Catanzaro riunendo gli studenti degli istituti Tecnico “Chimirri” e Agrario “Vittorio Emanuele II” e dei licei scientifico “Siciliani” e classico “Galluppi”, insieme ai ragazzi del Consiglio comunale della scuola media “Patari” al Cinema Teatro Comunale Catanzaro per l’incontro con il regista Lamberto Lambertini alla scoperta della produzione promossa dall’istituto culturale italiano che si occupa di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo.

“In viaggio con Dante”, il progetto cinematografico a cura della Società Dante Alighieri stamattina ha fatto tappa a Catanzaro riunendo gli studenti degli istituti Tecnico “Chimirri” e Agrario “Vittorio Emanuele II” e dei licei scientifico “Siciliani” e classico “Galluppi”, insieme ai ragazzi del Consiglio comunale della scuola media “Patari” al Cinema Teatro Comunale Catanzaro per l’incontro con il regista Lamberto Lambertini alla scoperta della produzione promossa dall’istituto culturale italiano che si occupa di tutelare e diffondere la lingua e la cultura italiana nel mondo.

L’appuntamento, che rientra nel tour che terminerà a settembre 2021 alla vigilia del 700esimo anniversario della morte di Dante Alighieri organizzato dal comitato locale della Società “Dante Alighieri”, ha presentato agli studenti dei diversi istituti, accumunati dallo studio della Divina Commedia, “l’opera che incarna la dimensione italiana della letteratura, l’opera più popolare che si possa immaginare, che si rivolge principalmente ai giovani”. Così il prof. Luigi La Rosa ha introdotto l’intervento del regista Lambertini, parlando del progetto come “un modo di esaminare attraverso una prospettiva completamente nuova la commedia di Dante” che, come sottolinea, è già di per sé ”un’opera cinematografica nel ritmo, nelle movenze, nei passi che vengono scanditi, nelle visioni che offrono delle sequenze dell’esperienza di un’anima che ha immaginato di attraversare i regni della nostra coscienza, la discesa in una dimensione torbida di peccato fino alla risalita nella possibilità del bene. Un’opera che racconta questo viaggio che ognuno di noi affronta”.

Il regista Lambertini ha illustrato il lavoro realizzato insieme a Paolo Peluffo, composto da 100 film da 12 minuti l’uno che raccontano l’intera Divina Commedia sulle immagini dell’Italia di oggi, unita attraverso la lingua del sommo poeta. Ogni film è un canto girato nelle strade d’Italia e in alcuni luoghi simbolo, un progetto realizzato nell’arco di sette anni, suddiviso in tre blocchi, come l’Inferno, il Purgatorio e il Paradiso, in cui “l’azione è rappresentata dai versi di Dante, a differenza del cinema dove sono centrali le immagini, qui lo sono le parole e le immagini diventano quasi un sottofondo musicale, come se gli artigiani, gli operai che popolano alcuni luoghi simbolo della nostra Italia mentre lavorano stessero ascoltando quelle parole che diedero vita alla lingua italiana”. A questo proposito Lambertini ha sottolineato come Dante, nell’epoca della lingua volgare, attraverso i suoi neologismi sia stato l’inventore di circa il 25 per cento della lingua italiana.

A conclusione dell’incontro, è stato mostrato il montaggio in cui viene ripercorso l’intero progetto e la
proiezione integrale del film sul Quinto Canto in cui sono protagonisti i personaggi di Paolo e Francesca, ambientato nella fonderia Marinelli in Molise, dove vengono prodotte le campane più antiche e pregiate d’Italia, che, come dice Lambertini, rappresenta “un set naturale, un luogo millenario, in cui si ritrova una giovane donna che scolpisce la cera e un uomo intento a scolpire il bronzo, una libera associazione che fa respirare la pietas, la compassione con cui Dante tratta i dannati, che vorrebbe perdonare, ma sa che deve rimettersi alla legge divina”.

Negli altri film, altri luoghi simbolo e attori naturali come gli operai delle saline di Marsala o i pescatori delle anguille nel Comacchio, e altre realtà italiane che stanno chiudendo e quindi Lambertini ha messo in luce il fatto che questo progetto rappresenta anche “un archivio di un’italia meravigliosa, del nobile lavoro, delle arti e dei mestieri”.

redazione Calabria 7

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