Il rettore dell’Umg contro Talerico, querelle infinita: “Invece di attaccare noi, polemizzi col CNR”

Nuovo botta e risposta tra il consigliere regionale e l'Università sulla situazione che ha portato alla chiusura dell’unità di Ricerca
Università Magna Graecia di Catanzaro

“Ho letto con stupore la replica del consigliere Talerico che ancora una volta fa affermazioni non
corrispondenti alla verità”, cosi incomincia la nota del rettore dell’università di Catanzaro Giovambattista De Sarro che torna sulla polemica che è divampata nelle settimane passate. “Francamente – continua De Sarro – non comprendiamo appieno la posizione del consigliere regionale Talerico che, invece di polemizzare col CNR, che col suo comportamento ha causato la chiusura dell’Unità di Ricerca di Germaneto, polemizza con toni inquisitori con la nostra Università che in questa brutta storia è parte lesa”.

Le precisazioni dell’Università

Le precisazioni dell’Università

Il rettore enuclea i punti di replica alle affermazioni di Talerico: “Il CNR, dal 2017 ad oggi, non ha versato alla sua Unità di Ricerca allocata a Germaneto i finanziamenti per il potenziamento dell’attività scientifica né ha provveduto alla manutenzione delle sue attrezzature disattendendo gli impegni assunti nella convenzione. Tali finanziamenti erano destinati, per convenzione, ai progetti scientifici dei ricercatori e
non certo all’Università che, dunque, non può avviare alcuna azione di recupero crediti nei confronti del CNR. Ho definito l’atteggiamento del CNR ingiustificato e ingiustificabile perché in palese violazione del patto convenzionale con cui l’Università ha concesso i suoi locali in uso gratuito in cambio dell’impegno finanziario del CNR per la ricerca scientifica.

“Attrezzature obsolete non utilizzabili per la ricerca”

“Come ho già chiaramente detto nella precedente risposta – prosegue il rettore – , la RM 3T, acquistata 13 anni addietro, oggi è sicuramente una tecnologia obsoleta per la ricerca scientifica che richiede attrezzature all’avanguardia. Questo non vuol dire che tale strumentazione non possa essere utilizzata da strutture sanitarie per motivi diagnostici, ma sicuramente non è utile alla ricerca. Ci auguriamo che il consigliere Talerico riuscirà a realizzare la sua proposta e far avere gratuitamente la RM 3T del CNR a qualche struttura sanitaria catanzarese con sicuri benefici per le liste di attesa di pazienti che richiedono esami diagnostici urgenti. Devo precisare, a tal proposito, che l’Unità di ricerca del CNR di Germaneto ha sempre utilizzato la RM 3T esclusivamente per motivi scientifici e non per finalità assistenziali. Trattandosi di attività di ricerca, tutti i soggetti sottoposti alla RM 3T hanno sempre effettuato tale indagine gratuitamente e senza ricorrere alla prescrizione medica del servizio sanitario regionale. Chi poteva accedere alla RM3T? Tutti i soggetti con patologie neurologiche di interesse scientifico, selezionati dai neurologi di strutture pubbliche e private, potevano partecipare, se consenzienti, ai progetti di ricerca in corso effettuando gratuitamente la RM 3T, contribuendo così allo sviluppo delle nuove conoscenze specie nel campo delle malattie neurodegenerative”.

“Risultati visibili e rinvenibili nelle pubblicazioni scientifiche”

“I risultati di queste ricerche – conclude la nota -, che hanno contribuito ad avanzamenti significativi nel campo della diagnosi delle malattie neurodegenerative, sono rappresentati dalle pubblicazioni scientifiche facilmente reperibili sui siti specializzati internazionali. È con orgoglio che posso comunicare che l’Unità di Ricerca in Neuroimmagini di Germaneto ha prodotto negli anni 2013-2023 più di 260 pubblicazioni scientifiche su prestigiose riviste internazionali peerreviewed, un risultato eccezionale specie se si tiene conto che è stato ottenuto in mancanza dei finanziamenti promessi dal CNR e mai erogati.
Mi auguro che dopo queste ulteriori precisazioni si possa chiudere la polemica su una triste vicenda che testimonia solo il disinteresse di un grande Ente di ricerca pubblico per la nostra Università, per la nostra città, e per i nostri giovani ricercatori”.

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