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Il ritorno di Censore: 10 minuti show al debutto di Oliverio (VIDEO)

di Sergio Pelaia – Dieci minuti da mattatore – anzi, ammette lui stesso, da colui che “pigghia la matta” – segnano il ritorno ufficiale sulla scena politica di Bruno Censore. Dopo aver mancato la riconferma alla Camera alle Politiche del 2018 doveva essere candidato con il Pd alle Regionali di gennaio 2020, ma l’allora aspirante presidente Pippo Callipo mise un veto sul suo nome. Lui fece candidare il suo pupillo, Luigi Tassone, che si dovette dimettere da sindaco di Serra San Bruno dopo essare stato eletto anche grazie ai suoi voti. Oggi la situazione si è rovesciata: Tassone ha ottenuto la ricandidatura con il Pd ma Censore è su una sponda contrapposta, capolista di Mario Oliverio nell’area Centro, pronto a rendere pan per focaccia all’ex delfino che oggi i dem gli hanno preferito.

Dal consiglio comunale alla Camera

Nato a Serra San Bruno 63 anni fa, cuoco, commercialista, docente di scuola superiore, dalla gioventù nella sezione locale del Pci è approdato in consiglio comunale, riuscendo poi a diventare sindaco nel 2002. Nel 2005 ha fatto il grande salto: eletto consigliere regionale nell’era Loiero e riconfermato, all’opposizione, anche nell’era Scopelliti. Nel 2013 è infine “salito” alla Camera. Bersaniano quando prevaleva Bersani, renziano quando si affermava Renzi, poi ovviamente anche Zingarettiano, a giugno del 2019, in vista delle Regionali, dichiarava: “Il Pd vada oltre Oliverio o la sconfitta è certa. Il progetto di cambiamento è diventato continuismo. Ripartiamo dal civismo”.

La politica “allu bar”

Proprio all’esordio ufficiale della lista di Oliverio (leggi qui) Censore ha preso la parola regalando 10 minuti di show alla sua maniera: ha presentato i candidati tracciandone i profili usando lo slang che qualche anno fa lo ha reso un personaggio social per un’espressione con cui ha efficacemente riassunto il suo approccio alla politica: “A mia mi piacia mu ‘ndi vidimu allu bar, mu parramu, mu facimu…“. Al di là del suo modo di fare, che può strappare qualche sorrisetto ironico in chi oggi lo ripudia ma fino a qualche anno fa era pronto a scattare a ogni suo cenno, Censore resta un politico scaltro che conosce bene il suo territorio. Il Pd, lo stesso Pd che provava a difenderlo davanti a Callipo e che fino a ieri ha beneficiato dei suoi voti, oggi ha furbescamente utilizzato la scelta dell’imprenditore del tonno per toglierselo definitivamente di mezzo. Lui invece è tornato con Oliverio e assieme all’ex presidente lavora alla sua vendetta politica. Ne vedremo delle belle, l’esordio lo conferma.

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