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Il Sant’Anna Hospital si appella ai parlamentari calabresi: “Non si può inibire il diritto alla salute” (VIDEO)

di Antonio Battaglia – Appesi ad un filo. In meno di tre mesi. Il futuro del “Sant’Anna Hospital” di Catanzaro, nota struttura sanitaria specializzata nella cura delle patologie cardiovascolari, è diventato tristemente incerto. La clinica sta attraversando una crisi di liquidità dovuta al fatto, secondo il management della struttura, che l’Azienda sanitaria provinciale ha bloccato rimborsi per prestazioni già erogate dal Sant’Anna per un totale di circa venti milioni di euro: di fatto, a causa del mancato rinnovo della convenzione con la Regione Calabria, l’ombra della chiusura si fa sempre più concreta. I dipendenti, circa trecento, rischiano il posto di lavoro e la Calabria potrebbe così perdere una vera e propria eccellenza riconosciuta in tutto il Meridione. 

“Comportamento della società aderente alla norme”

Per scongiurare un rischio di tale portata e far luce sulla situazione, il management della clinica ha organizzato una call conference con i parlamentari calabresi. Nell’incipit, il presidente del Cda del Sant’Anna Hospital Giovanni Parisi ha voluto precisare che “non si tratta di un’azienda in crisi, ma lo diventerà se non si riesce a sbloccare in breve tempo questa situazione. Il Sant’Anna – spiega – è riuscito stare in vita tutto l’anno senza incassare un euro per le prestazioni incassate. Grazie alla solidità finanziaria siamo riusciti a pagare gli stipendi fino al mese di novembre, la società è in regola con i tributi. Siamo stati convocati per martedì 5 gennaio nella terza commissione Sanità del Consiglio regionale: alla riunione parteciperanno i vertici dell’Asp di Catanzaro e il commissario Longo. Speriamo di riuscire a dare ulteriori informazioni utili affinché questo procedimento si possa avviare”.

“Ritardi da dividere tra Regione e Asp”

Il direttore sanitario della struttura, Soccorso Capomolla, ha ricostruito tutto l’iter dell’accreditamento: “E’ un processo che si dipana in sette step, per un massimo di 115 giorni. Dal 2015 ci sono state sette interlocuzioni con accesso della commissione Asp, fino al 2019 nessuna decretazione sull’accreditamento. Nell’ultimo accesso, entrambe le commissioni si sono espresse in maniera favorevole. Il comportamento aziendale – aggiunge – è stato sempre aderente alla norma, andando a soddisfare tutti i punti. I ritardi sono da dividere tra Regione e Asp, c’è una mancanza di governance dei processi gestionali”.

Capomolla elenca, in seguito, tutti i pazienti in urgente attesa di riscontri e definisce questa situazione una “grossa responsabilità che supera l’iter burocratico”, aggiungendo poi che “non si può inibire un diritto alla salute, l’indotto occupazionale di 300 lavoratori è importante”.

L’unità dei parlamentari calabresi

L’accorato appello di alcuni medici che lavorano nella struttura precede l’intervento di alcuni noti parlamentari calabresi. La deputata di Fratelli d’Italia Wanda Ferro, già presidente della provincia di Catanzaro, parla di “risposte importanti e puntuali che il Sant’Anna ha sempre garantito. I requisiti per l’accreditamento ci sono – aggiunge – ma si spera non vengano inficiati dalla firma che non viene apposta per l’indagine della magistratura. Ho prospettato la possibilità di creare un tavolo alla presenza dell’Asp e della Regione per capire un percorso veloce e alternativo. La politica è spesso vituperata e considerata inadempiente, ma noi vogliamo essere uniti perché stiamo di fatto decretando la vita o la morte di un paziente”.

Proprio l’unità viene considerata da Antonio Viscomi, deputato del Partito Democratico, una parola chiave da affiancare a “responsabilità e professionalità. Questa call conference è sinonimo di un nuovo modus operandi della deputazione calabrese nell’interesse di tutti i cittadini. Ho telefonato al ministro Speranza – spiega – perché questa situazione mi è parsa un groviglio burocratico difficile da dipanare. Il Sant’Anna è solo la punta dell’iceberg di un sistema regionale che deve essere completamente ribaltato”.

Un tavolo con il ministro Speranza

La parlamentare del Pd Enza Bruno Bossio si chiede il perché di una “precipitazione arrivata proprio in questo momento difficile, dato che sin dal 2015 non c’è mai stata una risposta al rinnovo dell’accreditamento”, aggiungendo che “i parlamentari calabresi hanno votato l’emendamento dell’onorevole Occhiuto e dato tutti gli strumenti necessari al commissario regionale e ai colleghi delle singole aziende sanitarie”.

Cosa può offrire ulteriormente la deputazione calabrese per scongiurare il rischio chiusura del Sant’Anna? La risposta viene fornita da Roberto Occhiuto, deputato di Forza Italia, che propone un tavolo con il ministro della Salute Roberto Speranza affinché “sia il Governo nazionale a stabilire la soluzione migliore in tempi immediati – afferma – se lasciamo la questione nelle mani del nostro dipartimento della Salute, ormai povero di energie e professionalità, dubito che il tutto possa essere risolto con celerità”. In merito all’emendamento alla Legge di bilancio presentato e approvato in sede di Commissione Bilancio della Camera, Occhiuto ha spiegato che “un progetto del genere viene approvato perché la sanità calabrese è diventata un problema nazionale, un paio di anni fa sarebbe stato difficile”.

Capitolo prescrizioni

La più incalzante è stata la senatrice del Movimento 5 Stelle Bianca Laura Granato, che ha chiesto un aggiornamento sulle prescrizioni richieste dall’Asp il 22 dicembreCapomolla ha tenuto a rassicurare sul fatto che “si è già adempiuto per l’installazione dei tappeti decontaminanti, il percorso sporco-pulito e la segnaletica interna, mentre per il rilascio del certificato unico di agibilità saranno necessari dai tre ai quattro mesi. Sulla realizzazione degli spogliatoi, invece, sono già al lavoro quattro squadre e in una decina di giorni l’impresa consegnerà i lavori”. Gli altri parlamentari pentastellati Dalila Nesci e Massimo Misiti, infine, hanno chiesto di poter ricevere tutta la documentazione necessaria per evitare la chiusura di un’eccellenza sanitaria come il Sant’Anna.

 

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