Il Santuario Mariano di Mamma Natuzza meta di un pellegrinaggio inarrestabile

La Mistica, dopo 15 anni dalla sua morte, continua ad accogliere migliaia di figli spirituali che chiedono guarigioni e la pace del cuore. Paravati luogo universale di preghiera e raccoglimento interiore
natuzza

Mancano ormai dodici giorni alla Pasqua di Resurrezione e la Chiesa di Mamma Natuzza è diventata meta inarrestabile dei suoi figli spirituali che, ogni giorno, si riversano sulla spianata di Villa della Gioia per chiedere miracoli e la pace del cuore. A migliaia, infatti, sono le persone che durante questo periodo Pasquale sentono forte il bisogno di raccogliersi in preghiera nel Santuario Mariano di Paravati “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime”.

Proprio nella Settimana Santa comparivano sul suo corpo le stigmate

Nel periodo della Quaresima, quando Mamma Natuzza era ancora in vita, davanti alla sua abitazione si raccoglievano migliaia di credenti che con le preghiere accompagnavano il suo atroce Calvario. Mamma Natuzza, infatti, proprio in questo periodo speciale per la Chiesa Universale, viveva sul suo corpo martoriato la Via Crucis del Cristo Salvatore. Per la Mistica il momento di dolore estremo era la Settimana Santa. In questi sette giorni comparivano sul suo corpo i segni della Passione del Messia. Sprofondata in un letto di dolore, (chi non lo ricorda) la Messaggera di Dio, riviveva sul suo corpo la flagellazione e la crocifissione. Ogni centimetro del suo santo corpo era piagato da ferite che sanguinavano.

Nonostante quel tempo sia ormai trascorso, a migliaia ancora sono i fedeli che non hanno dimenticato quel dolore di Mamma Natuzza che appartiene alla Chiesa e ad ogni credente. Per continuare a stare vicino alla Mistica con le Stimmate, i cenacoli sparsi in ogni angolo del mondo si ritrovano a Paravati per pregare con cuore sincero lasciandosi coccolare dall’amore della Madre Celeste. Con questi miei occhi davanti alla tomba di Natuzza ho visto giovani e anziani, maschi e femmine piangere a gridate perché ammalati terminali di tumore. Tutti chiedevano il miracolo della guarigione o quantomeno la forza di sopportare il dolore. Inginocchiati davanti alla Vergine Maria non c’era un solo ammalato che non si asciugava gli occhi gonfi di lacrime.

In preghiera per accelerare il cammino verso la santificazione

Nel Santuario Mariano di Paravati ogni giorno è così. Carichi di speranze folle anonime piegano le ginocchia per chiedere la salvezza del corpo e dell’anima. Anche durante la Messa del lunedì sera, quando davanti agli occhi di Maria e di Mamma Natuzza si inginocchiano i cenacoli degli uomini, la storia si ripete. Professionisti, uomini semplici, giovani disabili: tutti raccolti in preghiera per accelerare il cammino verso la santificazione. Nel corso della liturgia non c’è un solo maschio che non si asciuga le lacrime che spontanee sgorgano dal cuore trafitto da chissà quale dolore.

Mamma Natuzza in questo periodo pasquale aspetta tutti a braccia aperte. Nella Chiesta “Cuore Immacolato di Maria Rifugio delle Anime” ogni lacrima viene asciugata. Ogni preghiera viene ascoltata e ogni malattia viene curata.

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