Il Sistema Bibliotecario Vibonese affare di famiglia, il gip: “Soldi pubblici distribuiti dal padre ai figli”

Nel mirino della Procura di Vibo l'ex direttore artistico Gilberto Floriani, il suo "braccio operativo" Valentina Amaddeo e tre dei suoi cinque figli. Ecco le accuse

Nasce da un’informativa di reato della Polizia Locale l’inchiesta, condotta dalla Guardia di Finanza sotto il coordinamento della Procura di Vibo, su una presunta scorretta gestione amministrativo-contabile del Sistema Bibliotecario Vibonese. Al centro delle accuse, infatti, i bilanci “manipolati” e la “scellerata” conduzione familiare che avrebbe portato alla distribuzione di contributi pubblici sottoforma di incarichi, rimborsi spesa o assunzioni a favore dell’ex direttore dell’ente e del sua famiglia. Nell’ordinanza d’applicazione della misura cautelare e nel contestuale decreto di sequestro preventivo sono finiti i nomi dell’ex direttore artistico Gilberto Floriani, 76 anni di Vibo; e dell’ex direttrice amministrativa Valentina Amaddeo, 32 anni di Vibo. Entrambi sono stati sottoposti dal gip Rossella Maiorana agli arresti domiciliari. Indagati a piede libero tre figli di Floriani: Emilio, di 33 anni, Giuseppe di 47 anni e Gabriele di 35 anni.

Ipotesi peculato da 230mila euro

Ipotesi peculato da 230mila euro

Peculato in concorso è la principale e unica ipotesi di reato contestata. In particolare, Floriani e Amaddeo, si sarebbero appropriati di somme di denaro pubblico per il soddisfacimento di interessi privati. Nel mirino degli inquirenti circa 230mila euro che sarebbero finiti nelle tasche di Floriani e dei suoi tre figli. Gilberto Floriani avrebbe percepito indebitamente oltre 87mila euro a titolo di indennità di direzione, rimborsi spese e per il conferimento di incarichi; Emilio Floriani avrebbe ottenuto quasi 65mila euro per il conferimento di incarichi e per assunzioni a tempo determinato nell’Ente finito al centro della bufera giudiziaria. Altri 70mila sarebbero stati corrisposti per lo stesso motivo a Giuseppe e poco più di 8mila a Gabriele per il solo conferimento di incarichi.

I conti “disordinati” del SBV

L’attività investigativa è stata avviata lo scorso anno con il sequestro di una corposa documentazione a palazzo Santa Chiara, sede del Sistema Bibliotecario Vibonese e contestualmente negli uffici della Regione Calabria che in una nota si è affrettata a svincolarsi dall’inchiesta chiarendo di essere parte lesa e di aver già avviato gli atti ingiuntivi per il recupero delle somme erogate e non rendicontante. Gli inquirenti hanno fin da subito ravvisato “disordine, carenza di organizzazione e soprattutto una gestione amministrativo-contabile poco limpida”. Secondo l’ipotesi accusatoria la documentazione era detenuta in maniera “frammentaria e confusionale”, si è constatata l’assenza di documenti indispensabili per la corretta gestione del Sistema e, soprattutto, per la predisposizione dei bilanci di previsione e dei consuntivi. “Nonostante siano stati richiesti – sostengono gli investigatori – non sono stati consegnati il libro degli inventari e le relazioni ai bilanci che, tra l’altro, non sono stati sottoposti al necessario vaglio di un revisore dei conti”.

Il “dominus” e il “braccio operativo”

L’accusa ruota intorno all’operato di Gilberto Floriani che si sarebbe mosso con la “compiacente collaborazione” di Valentina Amaddeo e il silente ‘placet’ dei presidenti susseguitisi nel tempo e delle svariate assemblee dei sindaci. Diverse le determine rinvenute e ritenute indiziate di illeceità nell’arco temporale compreso tra il 2015 e il 2022. “A prescindere dalla mancata legittimità dei provvedimenti – scrive il gip – non può sottacersi il dato evidente che Gilberto Floriani e Valentina Amaddeo abbiano veicolato nel tempo ingenti somme verso se stessi quali rimborsi spese e verso i figli di Floriani con gli incarichi”. Floriani viene definito come il “dominus” del SBV di cui è stato a capo fin dalla costituzione: “Ha avuto la possibilità di gestire il Sistema Bibliotecario come una ‘creatura’ propria disponendo a proprio piacimento delle risorse dell’ente e determinato, secondo la propria volontà, gli incarichi da affidare, le assunzioni e gli affidamenti dei vari servizi prestati da soggetti terzi”. Compiti attribuiti dallo Statuto ma per gli inquirenti “in molti casi a trarre beneficio dalla gestione “scellerata” della cosa pubblica sono stati proprio i figli di Floriani che, negli anni, sono stati destinatari di incarichi remunerati con oltre 140mila euro”. Valentina Amaddeo viene invece inquadrata come il “braccio operativo” di Floriani. Per gli inquirenti una nomina “solo di facciata” e finalizzata a fare in modo che le determinazioni riguardanti Floriani e i suoi figli fossero firmate da soggetto diverso da lui “che, come da Statuto, si sarebbe dovuto astenere dal prendere provvedimenti in caso di conflitto di interessi”.

“Gravi indizi di colpevolezza”

Il gip nell’applicazione della misura cautelare ritiene sussistano a carico sia di Gilberto Floriani che di Valentina Amaddeo gravi indizi di colpevolezza. “Risulta pacifico si siano appropriati – sottolinea il gip – del denaro di cui ne avevano il possesso e la disponibilità in ragione del proprio ufficio-funzionale alla gestione amministrativa del Sbv, per un totale di 230.100,22 erogandolo sotto forma pagamento di compensi derivanti da incarichi e/o stipendi da lavoro temporaneo a vantaggio del Floriani stesso e dei figli di quest’ultimo non tenendo documentazione contabile, ponendo in essere procedure irregolari ed illegittime di gestione del Sbv, né giustificando le relative spese sostenute per il suo funzionamento, configurandosi in tal modo la condotta tipica del rato di peculato”.

Diritto alla difesa

Fin qui le accuse mosse dalla Procura di Vibo guidata da Camillo Falvo e che chiamano in causa, tra gli altri, uno degli operatori culturali più importanti della città, Gilberto Floriani, ritenuto il papà del Festival Leggere&Scrivere e di tante altre lodevoli iniziative che hanno proiettato la città verso una dimensione nazionale. L’ultima, in ordine cronologico, è relativa a Vibo Capitale del Libro del quale Floriani è stato il principale ispiratore avendo contribuito in modo determinate a scrivere il bando alla base del riconoscimento poi attribuito dal Ministero della Cultura allora guidato da Dario Franceschini. Ora insieme ai suoi figli e alla sua famiglia dovrà difendersi e avrà la possibilità di fornire agli inquirenti anche la sua versione dei fatti nel tentativo di smontare o, quanto meno, ridimensionare il quadro delle accuse. Il Sistema Bibliotecario Vibonese, invece, vive il momento più difficile dalla sua creazione e il rischio chiusura è tutt’altro che un’ipotesi remota ma questa è davvero un’altra storia.

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