Il Sistema bibliotecario vibonese a un bivio, L’Andolina: “O cambia o chiude”

Il rischio diventerà concreto se le richieste avanzate dal presidente della più grande biblioteca pubblica della Calabria non saranno messe in atto
sistema bibliotecario vibonese

Il rischio c’è, anche se lontano, ma certamente esiste. E diventerà quanto mai concreto nel caso in cui le richieste avanzate dal presidente di quella che è la più grande biblioteca pubblica della Calabria – e una delle maggiori del Sud – non saranno messe in atto. Non un ultimatum ma un appello a ragionare e cambiare radicalmente la situazione. Naviga in pessime acque il Sistema bibliotecario vibonese, che sta cercando di schivare non solo le onde minacciose rappresentate dai costi di gestione ormai insostenibili ma anche dagli scogli della carenza di personale che vede, allo stato, assunto un solo dipendente, supportato da qualche volontario.

Custoditi ben 80mila volumi

Custoditi ben 80mila volumi

Corrado L’Andolina, sindaco del comune di Zambrone, è il presidente di turno dell’ente che al suo interno custodisce ben 80.000 volumi, che gestisce il Sistema bibliotecario regionale con la messa in rete 160 biblioteche che promuove il ‘Festival Leggere & scrivere’, evento di spessore del panorama nazionale. Secondo lui il tempo per salvare il Sbv si sta progressivamente erodendo. Una crisi iniziata a seguito del taglio totale dei finanziamenti previsti dalla legge regionale 17/85 che sosteneva il Sistema – la cui sede è nello storico complesso Santa Chiara, a Vibo – il quale, da quel punto in poi, ha dovuto fare affidamento unicamente alle risorse dei bandi regionali e nazionali ai quali ha partecipato e che l’hanno visto spesso prevalere.

Ma già da un paio d’anni anche quei canali sono venuti meno e la voce costi ha iniziato a preoccupare sempre più, tant’è che non si è ancora provveduto a chiudere il bilancio 2021. E di certo non sono sufficienti allo scopo quei pochi centesimi per abitante che 17 Comuni della provincia versano, e non sempre, come quota associativa.

La carenza di dipendenti

Questo dunque, lo stato dell’arte, non certo florido, che caratterizza il Sbv, in un periodo storico che vede – dopo l’emergenza pandemica – un ritrovato flusso di utenti una volta riprese a pieno ritmo le numerose e diversificate attività. L’Andolina, però, non vede, come detto, tutto nero tant’è che l’ipotesi di una chiusura dell’ente la vede molto lontana: “Non è al momento nelle previsioni, neanche nelle situazioni più cupe – osserva – Certo le difficoltà ci sono per la presenza di congiunture sfavorevoli, quella più grave è la carenza di dipendenti tant’è che attualmente vi è una sola unità in servizio. Il resto qualche volontario”.

Puntare sul Servizio civile

L’obiettivo è quello però di puntare sul Servizio civile: “Noi non possiamo assumere a tempo indeterminato perché non ha le risorse per farlo – rileva – tuttavia aspettiamo la graduatoria dei ragazzi del Servizio Civile che dovrebbe essere pubblicata tra non molto. E poi continueremo a cercare volontari e avvieremo una interlocuzione con le scuole che rappresentano un elemento importante. Questo servirà per affrontare questa fase ma è chiaro che bisogna guardare in prospettiva di definire un percorso di rifondazione dell’organizzazione del Sbv”.

La possibile via d’uscita

Nello specifico servirebbe una nuova struttura giuridica per l’assunzione di personale e mettere ordine dal punto di vista contabile in quanto “esistono delle situazioni passive pregresse legate alle gestioni precedenti alla mia e delle quali ho fatto già accenno all’assemblea dei sindaci ma che non è facile svolgere”. A breve, inoltre, ci sarà la nomina del nuovo direttore, che succederà ai Floriani (padre e figlio), da scegliere tra una rosa di tre nomi (in realtà erano 4 ma l’ultima domanda è stata presentata oltre il termine previsto), tra i quali figura anche quello di una vibonese.

Insomma, per Corrado l’Andolina, o si volta definitivamente pagina con il passato oppure si chiude davvero e in queste condizioni, l’attuale presidente del Sbv non sembra essere intenzionato a proseguire il proprio mandato. (f.p.)

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