Il “superpoliziotto” temuto dai clan, a Vibo si insedia il nuovo questore Rodolfo Ruperti

Crotonese di 59 anni, Ruperti conosce la 'ndrangheta come le proprie tasche, soprattutto quella attiva in provincia di Vibo
ruperti

Si insedierà giorno 8 aprile alla guida della Questura di Vibo Valentia il “superpoliziotto” Rodolfo Ruperti. Crotonese di 59 anni, subentra a Cristiano Tatarelli il quale era arrivato nel capoluogo di provincia nel 2022. Ruperti conosce la ‘ndrangheta come le proprie tasche, soprattutto quella vibonese: anche grazie a lui, infatti, ssono state concluse operazioni contro i clan Mancuso, Lo Bianco e La Rosa, come “Dinasty-Affari di famiglia”, “Nuova Alba”, “Odissea” e “Dinasty 2- Do ut Des”. Ruperti, infatti, in passato, è stato anche a capo della Squadra mobile di Vibo Valentia.

La “primavera” della legalità

La “primavera” della legalità

Ruperti è un esperto della ’ndrangheta vibonese. Con il suo braccio destro Fabio Zampaglione e una squadra investigativa di prim’ordine ha condotto fino al 2008 quella che si può tranquillamente definire la primavera di legalità nel Vibonese andando a colpire le maggiori consorterie del territorio: Mancuso, Lo Bianco e La Rosa, con le operazioni “Dinasty-Affari di famiglia” nell’ottobre 2003, “Odissea” nel settembre 2006, “Dinasty 2- Do ut Des” nell’ottobre dello stesso anno e “Nuova Alba” nel febbraio 2007. In tutto oltre 60 operazioni in Calabria che l’hanno portato a colpire anche i casati mafiosi di altri territori come Catanzaro e il Lametino. Un esperto di dinamiche criminali, soprattutto di quelle mafiose con una lunghissima esperienza professionale che l’ha condotto ad operare nei più difficili territori del meridione.

Da Vibo a Palermo, la carriera di Ruperti

Oltre Vibo, infatti, ha combattuto e con successo i clan dei casalesi di Casal Di Principe (Caserta) nel momento del loro apice, quando imperversava la guerra di Camorra; successivamente ha ricoperto l’incarico di dirigente della Squadra mobile di Catanzaro dove ha condotto altre importanti operazioni anche contro le cosche vibonesi in un periodo in cui il territorio era alle prese con ben due faide, quella tra il gruppo dei Piscopisani e i Patania di Stefanaconi e quella delle Preserre che vedeva contrapposti il gruppo degli Emanuele e quello dei Loielo. Chiuse questa seconda esperienza calabrese si è spostato a Palermo, altro territorio caldissimo sotto il profilo criminale affrontando, anche qui con brillanti risultati conseguiti contro le “famiglie” operanti nel capoluogo siciliano e nel suo hinterland. In Sicilia ha lavorato per sei anni prima di andare a ricoprire il ruolo di vice questore vicario a Pisa. Da oggi è ufficialmente il nuovo questore di Vibo, un ritorno alle origini per una nuova primavera di legalità.

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