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Il viadotto di Pizzo? un eterno cantiere. I lavori di manutenzione non finiscono mai (VIDEO)

Automobilisti in pericolo, soprattutto, nelle ore notturne. Insufficienti la segnaletica e i punti luminosi in prossimità delle deviazioni

Parliamo del viadotto di Pizzo. Quasi due chilometri di pericoli. Anzi vogliamo essere più precisi: 1950 metri da percorrere con il “cuore in gola” per le numerose deviazioni che lo disegnano in entrambe le corsie di marcia. Come mai così tante “gimcane” sul piano viabile? Purtroppo queste insidiose deviazioni, nei giorni di pioggia o di nebbia, potrebbero trasformarsi in autentiche trappole mortali per automobilisti distratti?

L’arcano mistero è presto svelato, involontariamente, da un ex dipendere Anas che preferisce l’anonimato per non avere qualche problema con i suoi ex superiori. “Fa rabbia vedere – ha sottolineato l’ex tecnico – sempre operai su questo maledetto tratto di strada. I lavori non sembrano finire mai. Anzi sono convinto che non finiranno mai. C’è sempre qualcosa da fare con grave pericolo per gli automobilisti. Tanti gli incidenti che si sono verificati su questo viadotto, che è il più lungo dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Molti di questi sono stati mortali. Ciò che fa rabbia è che questi sinistri sono stati autonomi. Cioè non si è verificato nessuno scontro con altri mezzi. Speriamo che il cantiere attuale venga chiuso in tempi ragionevoli. Negli ultimi anni sul viadotto è stato un susseguirsi di interventi di messa in sicurezza. Non ricordo quante volte è stato rifatto l’asfalto”.

L’arcano mistero è presto svelato, involontariamente, da un ex dipendere Anas che preferisce l’anonimato per non avere qualche problema con i suoi ex superiori. “Fa rabbia vedere – ha sottolineato l’ex tecnico – sempre operai su questo maledetto tratto di strada. I lavori non sembrano finire mai. Anzi sono convinto che non finiranno mai. C’è sempre qualcosa da fare con grave pericolo per gli automobilisti. Tanti gli incidenti che si sono verificati su questo viadotto, che è il più lungo dell’autostrada Salerno-Reggio Calabria. Molti di questi sono stati mortali. Ciò che fa rabbia è che questi sinistri sono stati autonomi. Cioè non si è verificato nessuno scontro con altri mezzi. Speriamo che il cantiere attuale venga chiuso in tempi ragionevoli. Negli ultimi anni sul viadotto è stato un susseguirsi di interventi di messa in sicurezza. Non ricordo quante volte è stato rifatto l’asfalto”.

Relativamente agli incidenti mortali avvenuti sul viadotto, alto 53 metri nel suo punto più alto, nel corso degli ultimi 20 anni ne ho contati almeno 35. Il più tragico si è verificato di notte in prossimità dello svincolo di Sant’Onofrio. In quell’occasione morirono sul colpo ben 4 ragazzi di una squadra di pallanuoto. La loro macchina andò a “picchiare” violentemente sul palo di ferro che reggeva la scritta: “Uscita per Sant’Onofrio.” Successivamente in entrambe le corsie di marcia si verificarono altri gravissimi incidenti dall’esito mortale. In questi giorni la situazione si è fatta rischiosa, soprattutto, nelle ore notturne. La segnaletica verticale non è sufficiente ed è fatta con i piedi, soprattutto, in prossimità delle deviazioni. Non sono sufficienti i punti luminosi per cui c’è il serio rischio di andare a sbattere sulle barriere in cemento. Ieri sera, insieme ad altri automobilisti, ho percorso l’intero tratto autostradale quasi al buio. Non si può rischiare l’osso del collo Si facciano le opportune verifiche per migliorare il transito dei mezzi. Sul viadotto, con 47 campate, la sicurezza deve essere messa al primo posto. Il video registrato in diretta parla da solo. Guardatelo con attenzione perché noterete i gravi pericoli.

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