Il volto patinato di Tropea e tutti i nodi irrisolti dalla malapolitica, una “ripassatina” per la triade commissariale

Ecco un elenco di priorità da affrontare subito e cancellare l'onta dello scioglimento del Consiglio comunale per infiltrazioni mafiose

Una “ripassatina” per la commissione prefettizia inviata a palazzo Sant’Anna per gestire la “cosa pubblica” nella città di Tropea. Dopo la caduta del principe e della sua nobile corte i problemi della Capitale del turismo sono ancora visibili in tutta la loro crudezza. I turisti, cosiddetti di qualità tanto cari all’ex primo cittadino Nino Macrì, ancora poche tracce. Nel tour cittadino sul lungomare mare e per le stradine del Centro storico della “babele” linguistica degli anni scorsi neanche l’ombra. Tropea, dopo lo scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, rischia di subire un duro contraccolpo turistico in termini di presenze.

L’immagine patinata di Borgo più bello d’Italia l’ha persa irrimediabilmente specie dopo la pubblicazione dei verbali della Commistione di accesso che ha fotografato una città gravemente compromessa con il potere criminale. Cosa risaputa da tempo. Solo chi non voleva vedere si è girato dall’altra parte facendo finta di niente. Sicuramente il nuovo gruppo di governo, inviato dal prefetto di ferro Paolo Giovanni Grieco, farà bene per liberare la “res pubblica” dalle commistioni con la criminalità organizzata. Ma, forse, non basterà visto che già in passato dal palazzo municipale sono transitate altre due Commissioni prefettizie che non hanno fatto i miracoli sperati. Purtroppo l’ombra dei clan, nonostante le rassicurazioni di Dio in persona, è rimasta appiccicata al Municipio. Forse ci vorrà del tempo prima che avvenga una vera e propria rivoluzione tropeana.

L’immagine patinata di Borgo più bello d’Italia l’ha persa irrimediabilmente specie dopo la pubblicazione dei verbali della Commistione di accesso che ha fotografato una città gravemente compromessa con il potere criminale. Cosa risaputa da tempo. Solo chi non voleva vedere si è girato dall’altra parte facendo finta di niente. Sicuramente il nuovo gruppo di governo, inviato dal prefetto di ferro Paolo Giovanni Grieco, farà bene per liberare la “res pubblica” dalle commistioni con la criminalità organizzata. Ma, forse, non basterà visto che già in passato dal palazzo municipale sono transitate altre due Commissioni prefettizie che non hanno fatto i miracoli sperati. Purtroppo l’ombra dei clan, nonostante le rassicurazioni di Dio in persona, è rimasta appiccicata al Municipio. Forse ci vorrà del tempo prima che avvenga una vera e propria rivoluzione tropeana.

La speranza che la nuova Commissione sappia scrivere nuove pagine cominciando a mettere ordine nel caotico mondo delle attività turistiche, commerciali e alberghiere. Capire se le licenze sono tutte a posto alla luce della rigida normativa antimafia. Ricordiamo che sul territorio tropeano dominano la scena criminale alcune delle consorterie mafiose più pericolose di Europa. Farebbe bene alla trasparenza e alla legalità un approfondito controllo da parte della Commissione che ha cominciato a lavorare bene mettendo le “mani pulite” in tutti i settori della città amministrativa cittadina. Ricordiamo alla ristretta governance comunale che restano da portare a termine i lavori di messa in sicurezza della Rupe e dello scoglio della Madonna dell’Isola. Priorità assolute insieme alla riqualificazione del quartiere degradato “Barracche” che non collassa perché puntellato da pesanti barre di acciaio. Alle cose da fare, con estrema urgenza, vanno aggiunti: gli interventi di messa in sicurezza degli arenili, divorati dall’erosione costiera, dei torrenti che sfociano a mare e dell’ex area del depuratore ”Rocca Nettuno” diventata un ricettacolo di immondizie. I commissari devono veramente correre se vogliono portare a termine i lavori di completamento dello stadio e di ristrutturazione di palazzo “Giffone”, acquisito al patrimonio comunale. I Commissari, per lasciare traccia del loro passaggio, devono inoltre adoperarsi per dare nuova vita al “palazzaccio” confiscato dieci anni fa alla presunta cosca dei La Rosa.

La super Commissione, infine, deve accendere i riflettori sul ciclo della depurazione per capire come vengono smaltiti fanghi della stessa. E per finire i turisti chiedono che vengano riviste le tariffe dei parcheggi e i prezzi all’interno degli stabilimenti balneari che sono tra i più alti d’Italia. Sicuramente qualcosa che non potrà sfuggire all’occhio attento dei commissari. Esempio classico: l’abusivismo edilizio che deve essere debellato se si vuole salvare uno dei pochi patrimoni paesaggistici del Pianeta. Tropea è veramente di tutti. Non lasciamola saccheggiare dal crimine organizzato che pensa solo al facile guadagno. Ultimissimo telegramma per i commissari: velocizzino i lavori sul lungomare trasformato in un indecoroso cantiere.

© Riproduzione riservata

TI POTREBBE INTERESSARE
L'appuntamento è per domenica 16 giugno e al centro dell'iniziativa ci sarà la terza età. Il titolo è già tutto un programma: "Siamo tutti anziani"
Secondo quanto raccontato da "Basta vittime sulla statale 106": il conducente della vettura sbalzato fuori dall'abitacolo e incastrato nel guardrail
Ci sono anche due deputati calabresi tra i parlamentari sanzionati dall'ufficio di presidenza della Camera dei deputati
Soddisfazione da parte del presidente di Coldiretti Calabria Franco Aceto: "Ma non basta, la mobilitazione continua"
l'inviato
Centinaia di chilometri di arenile ubicati a ridosso della statale 18 invasi da erbacce, rifiuti e liquami fognari
L'Intervista
Il testo licenziato dal Senato - spiega il governatore della Calabria al Corriere della Sera - è un buon testo, ma deve essere migliorato”
I messaggi social con la firma delle “Brigate Rosse” diretti a due cosiddetti "diarchi fascisti": "Siete condannati a morte"
La Cgil incalza di fronte all'ennesimo episodio "Bisogna prendere provvedimenti drastici e urgenti affinché i colleghi vengano tutelati"
Accolte le istanze dei difensori del 31enne, di Spadola. Il Tribunale di Messina ha ritenuto inammissibile la richiesta della Dda
Accusati in concorso tra di loro di peculato, erano stati arrestati nell'ambito di un'inchiesta della Guardia di finanza. Accolte le le richieste della difesa
RUBRICHE

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Catanzaro n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019.

Direttore Responsabile Mimmo Famularo
Caporedattore Gabriella Passariello

Calabria7 S.r.l. | P.Iva 03674010792

2024 © All rights reserved