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Imbarazzo nel centrosinistra: Tansi “richiama” Bruni su un candidato Pd sotto processo

Evidentemente qualcosa è sfuggito e non è proprio un dettaglio: un candidato del Pd viola i principi fissati dal Codice etico che è stato sbandierato da Carlo Tansi come una vittoria legalitaria del suo movimento, “Tesoro Calabria”, che lo ha sua volta sottoposto e fatto sottoscrivere alla candidata alla Presidenza del centrosinistra Amalia Bruni.

L’imbarazzo di Tansi

A confermarlo è lo stesso Tansi: “Apprendo dalla stampa, con forte disagio che nelle liste del Pd della Circoscrizione sud, risulta candidato una persona rinviata a giudizio nel processo “Miramare”, sembrerebbe per abuso d’ufficio. Considerato che la notizia divulgata dalla stampa locale e ovviamente cavalcata dagli avversari della nostra coalizione progressista – prosegue Tansi – sta creando notevole imbarazzo tra i nostri candidati e sostenitori, chiedo ad Amalia Bruni, che ritengo unica garante della trasparenza delle liste che la sostengono, di valutare, con la necessaria solerzia, se le condizione giudiziaria del candidato rientra nelle condizioni ostative alla candidabilità previste nel Codice Etico, da Lei pubblicato e adottato da tutta la coalizione progressista”.

L’appello a Bruni

“Nel caso di verifica di incandidabilità – continua Tansi – chiediamo che Amalia Bruni, a nome di tutta la coalizione, prenda le distanze politiche e morali, da una candidatura che finirebbe per danneggiarne non solo l’immagine ma anche il risultato elettorale. Invito anche, se necessario, il Partito che lo ha candidato a intraprendere le dovute contromisure. Se viceversa non risultano, con riferimento al Codice Etico, esservi condizioni ostative alla candidabilità – conclude Tansi – invitiamo la candidata alla Presidenza della Regione, a utilizzare il diritto di replica e di smentita nelle forme di legge”. In realtà c’è poco da smentire perché il candidato in questione rappresenta un’area politica di peso, ovvero quella del sindaco di Reggio Giuseppe Falcomatà: si tratta infatti di un assessore comunale, Giovanni Muraca, di professione poliziotto, che come lo stesso Falcomatà è coinvolto nel processo “Miramare”.

s. p.

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