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Imponimento, da Iannello a Mantella: ecco chi sono i 49 pentiti chiamati a deporre dalla Dda

Archiviate le schermaglie iniziali e definiti tutte le questioni preliminari, si inizia a fare sul serio. Nell’aula bunker di Lamezia Terme scocca l’ora dei collaboratori di giustizia anche per “Imponimento”, l’altro grande processo contro la ‘ndrangheta scaturito dalla maxi inchiesta condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro guidata da Nicola Gratteri che punta a fare luce sugli affari del clan Anello di Filadelfia, uno dei più potenti del Vibonese. Nell’udienza di venerdì scorso la pubblica accusa rappresentata dal procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla e dai sostituti procuratori Antonio De Bernardo e Chiara Bonfadini ha presentato una lista di 203 testimoni e tra questi i collaboratori di giustizia chiamati a deporre sono 49 nel filone principale che si sta celebrando dinnanzi al Tribunale collegiale di Lamezia Terme con il rito ordinario. Si ricomincerà proprio dai pentiti e il 29 ottobre in videoconferenza dai siti riservati si collegheranno l’ex boss della malavita cosentina Franco Pino; l’ex luogotenente del super boss Pasquale Condello (il “supremo”) Paolo Iannò e Michele Iannello di San Giovanni di Mileto, condannato in via definitiva per l’omicidio di Nicholas Green.

La lista dei 49 collaboratori di giustizia

Michienzi, Iannò e Pino saranno i primi tre di una lunga serie che andranno a caratterizzare la prima fase del processo. Proprio come sta avvenendo nelle udienze di “Rinascita Scott”. I collaboratori di giustizia chiamati a deporre in “Imponimento” arrivano da ogni angolo della Calabria. Da Lamezia e dintorni si segnalano Giovanni Angotti, Francesco Michienzi, Rosario e Saverio Cappello, Giuseppe e Pasquale Catroppa, Battista Cosentino, Massimo Di Stefano, Giuseppe e Pasquale Giampà, Umberto Muraca, Luca Piraina, Gennaro Pulice, Angelo Torcasio, Matteo Vescio. Nutrita anche la pattuglia di pentiti vibonesi: Andrea Mantella, Bartolomeo Arena, Enzo Taverniti, Walter Loielo, Giuseppe Comito, Emanuele Mancuso, Angiolino Servello, Francesco Costantino, Salvatore Schiavone. E poi ancora da Catanzaro e dal Catanzarese Luigi Farris, Francesco Fiorentino, Francesco Mammone, Santo Mirarchi, Bruno Procopio, Domenico e Vincenzo Todaro, Vitaliano Turrà; da Crotone e dal suo hinterland Giuseppe Vrenna e Francesco Oliverio; dalla piana di Gioia Tauro Giuseppina Pesce, Marino Belfiore, Gaetano Albanese, Cosimo Virgiglio; dal Cosentino Antonio Cicciù oltre a Franco Pino; da fuori regione i catanesi Domenico Assinnata e Giuseppe Di Giacomo, poi Cristian Talluto di Torino, Gianni Cretarola di Sanremo. La Dda di Catanzaro ha anche chiesto l’acquisizione al fascicolo del dibattimento dei verbali resi negli anni passati dai collaboratori di giustizia deceduti: Gerardo D’Urzo, Giuseppe Scriva, Basilio Perugini, Barbara Mastrandrea e Francesco Galati.

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