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In arrivo 9 milioni di cartelle esattoriali: Codacons diffida Mef e Agenzia delle Entrate

“In arrivo 9 milioni di cartelle esattoriali dell’Agenzia delle Entrate nei confronti di contribuenti e imprese”. Lo fa sapere il vicepresidente nazionale del Codacons, Francesco Di Lieto. “Dal 16 ottobre – spiega – è scaduta la sospensione dei pagamenti decisa dal Governo per aiutare i contribuenti in difficoltà a causa dell’emergenza Covid. Una situazione che sta gettando nel panico migliaia di cittadini e imprese, considerato che gli effetti economici della pandemia continuano a farsi sentire anche dopo il lockdown e impediscono a molti di far fronte ai propri debiti”.
Il Codacons ha inviato una diffida al Ministero dell’Economia ed all’Agenzia delle Entrate in cui si chiede di sospendere con effetto immediato l’invio delle cartelle esattoriali. “Il codice civile – continua Di Lieto – sancisce l’impossibilità di agire contro l’imprenditore che versi in una situazione di impotenza finanziaria. Invero, gli articoli 1218 e 1463 del Codice stabiliscono la regola che, in caso di impossibilità alla prestazione, il debitore è esonerato dal dovere di adempiere alla prestazione richiesta dal creditore. Tale impostazione è confermata dall’articolo 91 del decreto legge numero 18 del 2020 che, proprio in virtù della crisi che stiamo vivendo, dispone che: il rispetto delle misure di contenimento di cui presente decreto è sempre valutata ai fini dell’esclusione, ai sensi e per gli effetti degli articoli 1218 e 1223 , della responsabilità del debitore, anche relativamente all’applicazione di eventuali decadenze o penali connesse a ritardati o omessi adempimenti”.
Il legislatore ha chiarito, con tale norma, che il rispetto delle misure di contenimento e le conseguenze che da esse ne derivano sono condizione di esonero della responsabilità del contribuente dal pagamento del debito. Norme che si applicano a qualsiasi credito, compresi quelli vantati dallo Stato
Per questi motivi il Codacons ha diffidato il Mef e l’Agenzia delle Entrate “ad astenersi dall’intraprendere attività di riscossione nei confronti di Pmi e contribuenti, rinegoziando i debiti in considerazione della sopravvenuta impossibilità dei pagamenti”.

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