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In Italia le mascherine hanno evitato 30mila contagi: lo studio sulla prima ondata Covid

mascherine

In Italia l’uso delle mascherine avrebbe evitato fino a 30.000 contagi nella prima ondata della primavera 2020: lo indica lo studio matematico coordinato dall’Università di Padova e pubblicato sulla rivista Infectious Diseases.

I ricercatori hanno utilizzato modelli matematici per confrontare i dati di otto Regioni (simili dal punto di vista demografico) che avevano adottato diverse misure di restrizione in aggiunta a quelle imposte a livello nazionale. “Abbiamo osservato un’eccezionale corrispondenza tra il lockdown nazionale e il picco dell’epidemia a fine marzo, fatto che indica come questa misura abbia rappresentato il principale fattore nell’arrestare la diffusione del virus”, spiega il coordinatore dello studio Morten Gram Pedersen, professore associato al Dipartimento di ingegneria dell’informazione dell’ateneo padovano.

“Situazione più critica? Mascherine insufficienti”

“A sorpresa – prosegue l’esperto – in alcune regioni abbiamo identificato ulteriori cali della trasmissione virale a metà aprile che corrispondono bene con la fornitura di mascherine gratuite e/o l’obbligo di usarle. Non abbiamo visto una simile riduzione in posti dove non erano stati introdotti interventi locali aggiuntivi”.
I ricercatori hanno vagliato altri possibili elementi che potrebbero aver favorito il calo dei contagi ad aprile in queste regioni, incluse le condizioni meteo e le attività delle persone dedotte dai dati resi pubblici da Google: nessuna delle ipotesi, però, è risultata compatibile.

“Diversi studi recenti sostengono l’uso delle mascherine e il nostro lavoro è in linea con altri recenti condotti su scala regionale in Germania e Stati Uniti, che correlano la diffusione dell’uso delle mascherine con una riduzione del contagio da Covid-19”, aggiunge Pedersen. “In ogni caso – aggiunge il co-autore dello studio Matteo Meneghini – sottolineiamo che quando la situazione si fa critica, le mascherine da sole sono insufficienti e dovrebbero essere usate in aggiunta ad altre misure di contenimento, come lockdown parziali o totali, per contribuire alla protezione della salute pubblica”.

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