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Inaugurazione anno giudiziario a Catanzaro, Introcaso: “La ‘ndrangheta elegge i suoi affiliati” (VIDEO)

“Il consenso non è ormai cercato ma esercitato direttamente dalle organizzazioni criminali che esprimono la tendenza, consolidata in molte aree, ad eleggere propri intranei”. A dirlo è il presidente della Corte d’appello di Catanzaro, Domenico Introcaso, nella relazione per l’anno giudiziario del Distretto catanzarese, con riferimento al capitolo dedicato alla lotta alla criminalità organizzata.

La “corruzione del procedimento elettorale”

Per Introcaso “ulteriore immediata conseguenza” della pervasività della ‘ndrangheta “è la corruzione del procedimento elettorale, di formazione del consenso, di raccolta di esso. Anche in tale attività si manifesta la capacità dinamica delle associazioni di ‘ndrangheta che si inseriscono in un contesto di riorganizzazione dello Stato mediante creazione di organismi politici e amministrativi intermedi, tali da delineare una potestà diffusa nel territori (si pensi alla centralità dei sindaci, eletti direttamente), titolari, per natura e funzione, di discrezionalità immediata sull’andamento generale dell’amministrazione. Il consenso – rileva il presidente della Corte d’appello di Catanzaro – non è ormai cercato, ma esercitato direttamente dalle organizzazioni criminali che esprimono la tendenza, consolidata in molte aree, ad eleggere propri intranei. Da qui lo scioglimento degli enti locali, le dichiarazioni di incandidabilità gravanti su tutti i tribunali del Distretto”.

A giudizio di Introcaso, “la crisi e le prime provvidenze economiche, di soccorso, hanno innescato il fenomeno criminogenetico proprio delle organizzazioni ‘ndranghetiste. I cosiddetti maxi processi, in misura assolutamente prevalente di criminalità organizzata, costituiscono – ha detto Introcaso – il riflesso processuale delle attività di ‘ndrangheta e delle articolazioni territoriali indicate come locali a diffusione capillare, fondate su nuclei familiari allargati da matrimoni, cosiddetti ‘comparaggi’ in una commistione di elementi comuni: crimine, impresa, rapporti di sangue. Da qui la subcultura della famiglia intesa come espressione personale, lavorativa, criminale. Articolazioni non più locali ma in proiezione nazionale”.

I locali di ‘ndrangheta in Calabria

“Pare utile ricordare – prosegue il presidente della Corte d’appello catanzarese – che le locali di ‘ndrangheta in giudiziale accertamento sono 18 nella provincia di Vibo Valentia, 16 in quella di Catanzaro, 13 a Crotone, 14 nella provincia di Cosenza. Sono di giudiziale accertamento le locali del Nord ovest d’Italia, di proiezione distrettuale, in numero di 45. Dunque, l’esportazione del crimine in zone del centro e del Nord Italia ormai assoggettate alle modalità ‘ndranghetiste di gestione di interi settori dell’economia, della finanza, dell’industria. Il fenomeno origina dalla crisi del mercato del doppio trattato di Maastricht, che ha determinato la ‘rottura’ del sistema economico. Evento traumatico che si realizza, in misura ancora più radicale, con la pandemia, che sconvolge l’organizzazione economico sociale e crea gravissime paralisi nella produzione e nei mercati determinando fenomeni mai riscontrati nell’economia mondiale progredita. In siffatte dinamiche si inseriscono i poderosi interventi conseguenti all’attuazione del Pnrr e alle correlate enormi provvidenze economiche”.

L'”inserimento della criminalità” nell’impresa

Secondo Introcaso “è di primo, giudiziale accertamento l’inserimento della criminalità nell’impresa. La pandemia ha paralizzato le attività, sottratto risorse. Siffatte emergenze globali hanno determinato crisi gravissime nelle imprese commerciali e segnatamente nelle piccole e medie imprese. La crisi e le prime provvidenze economiche, di soccorso, hanno innescato il fenomeno criminogenetico proprio delle organizzazioni ‘ndranghetiste. Diffuse su tutti i territori, gestite con spiccato carattere imprenditoriale, inserite nel tessuto sociale delle imprese in crisi e soprattutto con disponibilità economiche da reimpiegare in modo da affrancarle dalla genesi illecita e curvarle a fini leciti”.

I clan “ausiliano le imprese in difficoltà”

“Le aggregazioni ‘ndranghetiste – rimarca il presidente della Corte d’appello di Catanzaro – nascono e si pongono in una logica di soccorso e in surroga alle istituzioni nel senso che ausiliano l’impresa in difficoltà attraverso la leva del finanziamento e la gestione, attuata con il ricorso al lavoro nero in evasione contributiva, allo smaltimento illecito dei rifiuti. La corruzione del tessuto imprenditoriale non è solo endogena, ma incide anche sull’acquisizione delle provvidenze statali di supporto e finanziamento della crisi. E il cerchio – conclude Introcaso – si chiude, così da corrompere la struttura dell’impresa, la funzionalità di essa, e l’acquisizione delle provvidenze a essa destinate”.

Le “criticità” del settore penale

Per quel che riguarda il settore penale, secondo Introcaso, le “criticità sono addebitabili, in prevalenza, alle croniche e gravi scoperture di organico. Attualmente, la Corte soffre di una scopertura del 25% dei consiglieri, accentuata da un’applicazione extradistrettuale prorogata e da un indice di alternanza del giudici del 42%. Inoltre negli ultimi anni è aumentato in maniera esponenziale ed è sempre crescente il numero di maxi processi di criminalità organizzata, di trattazione urgente e prioritaria, con impegno di tutti i consiglieri in numerose udienze, di lunga durata spesso anche per la necessità di riaprire le attività istruttorie, con conseguente ripercussione di tale maggiore carico di lavoro – conclude il presidente della Corte d’appello di Catanzaro – sulla fissazione e definizione dei processi ordinari”.

Liquidati risarcimenti per 2 milioni

“Nell’anno 2020 – ha proseguito Introcaso – sono stati liquidati euro 2.066.343,82, per ingiuste detenzioni risalenti a un arco temporale tra l’anno 2000 e l’anno 2015 relativi a tutti i tribunali del Distretto. L’attività della magistratura è oggetto di evidenzia mediatica quotidiana in singolare schema di adesione assoluta o di contestazione radicale, egualmente criticabili perché entrambe orientate alla soggettivazione delle inchieste e alla ricostruzione dei fatti e delle responsabilità secondo semplificazioni alimentate dal luogo comune, alla ricerca di responsabilità continue e sostanzialmente elusive dei problemi reali. Vengono in mente i risarcimenti da ingiusta detenzione disposti dalla Corte, inseriti in un cono di luce spazio-temporale assolutamente incongruo e legato alla camera dell’eco”.

“Offro alla vostra attenzione – prosegue il presidente della Corte d’appello di Catanzaro – un dato sintetico: nell’anno 2020 sono stati liquidati euro 2.066.343,82, per ingiuste detenzioni risalenti a un arco temporale tra l’anno 2000 e l’anno 2015 relativi a tutti i tribunali del Distretto, salvo due rientranti nell’anno 2016 e 2017 (Gip Castrovillari) e altro del 2017 (Gip Catanzaro)”.

In un anno 1900 udienze della Dda

I processi penali iscritti per associazione mafiosa “sono stati 67 a modello 21 – fa sapere Introcaso – e 10 procedimenti a modello 44, con un aumento dei procedimenti per spaccio di droga, pari a 93 rispetto a 33 procedimenti nell’anno precedente. La conseguenza organizzativa-giurisdizionale – prosegue Introcaso – si individua nella celebrazione, nel periodo di interesse 1 luglio 2020-30 giugno 2021, di 1.153 udienze di Dda in primo grado e oltre 300 in Corte d’appello, per un numero complessivo di circa 1.900 udienze. In tale contesto di riferimento si inserisce la ricognizione dell’intervento giudiziale, con la ricostruzione effettuata tenendo conto della relazione territorio/processo. Il risultato – conclude il presidente della Corte d’appello di Catanzaro – è una singolare geografia criminale, espressa per cosche, locali, secondo riferimento territoriale e processi penali riguardanti soggetti e territori. L’esame di questo ‘catasto’ non è sterile o meramente ricognitivo, ma costituisce – ha precisato – lo scenario territoriale di intervento della magistratura e le modalità con cui il crimine è represso nel Distretto”.

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