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Inaugurazione anno giudiziario a Reggio, Cartabia: “Fase difficile ma ricca di opportunità”

Riformanno giudiziario Reggioa Cartabia

“L’anno che si è appena concluso è stato per l’amministrazione della giustizia, così come per tutto il Paese, complesso e difficile, segnato da grandi sfide e continui imprevisti. Ma è stato anche un anno ricco di opportunità e di spinta al rinnovamento”. Lo ha detto il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario nel distretto della Corte d’Appello di Reggio Calabria.

Il ministro ha osservato che “anche in questa fase di continue emergenze legate alla pandemia, la continuità del servizio della giustizia è stata sempre garantita. Ma in questo contesto, ogni attività ha richiesto un sovrappiù di disponibilità, impegno, creatività e capacità di riorganizzazione. E di questo – ha detto – ringrazio tutti i magistrati, gli avvocati, il personale amministrativo, tutti gli operatori della giustizia per aver assicurato sempre questa funzione essenziale in ogni condizione”.

“Un periodo pieno di sfide”

“Quella che stiamo vivendo è una fase difficile, piena di sfide – ha detto la Guardasigilli – ma è anche una fase di rinnovati slanci e molteplici opportunità, in un momento in cui l’intero Paese è in fermento e progetta la sua ripresa, intorno al Piano nazionale di ripresa e resilienza. Proprio in questo contesto di emergenza, sono state avviate alcune riforme strutturali a lungo termine, “riforme di sistema”, per far fronte ai cronici problemi richiamati tante volte nelle cerimonie di inaugurazione dell’anno giudiziario: la durata dei processi e il fardello dell’arretrato, prima di tutto.

Mali divenuti nel tempo, insieme ai gravi fatti emersi negli ultimi anni, causa di una progressiva e dannosa erosione di fiducia da parte dei cittadini, degli operatori economici e degli osservatori internazionali. Abbiamo davanti a noi una grande occasione di rinnovamento – ha sottolineato Cartabia – favorita proprio dalla crisi aperta dalla pandemia e dagli aiuti europei del Piano di ripresa e resilienza”.

“Rinforzi e innovazione”

“Organizzazione del lavoro, digitalizzazione, edilizia giudiziaria, risorse umane sono i pilastri della riforma della Giustizia”, aggiunge la Cartabia. “Il ruolo del ministero in questo contesto – ha spiegato – è essenzialmente quello di assicurare più risorse e più strumenti a tutti gli uffici giudiziari perché possano svolgere al meglio la loro altissima funzione. Personale, a partire dai magistrati e dal personale amministrativo, risorse per l’edilizia, per la digitalizzazione.

Anche qui a Reggio Calabria i vuoti di organico, soprattutto di personale amministrativo e di dirigenti, rendono più difficoltoso il lavoro di tutti. Conosco i numeri sulle scoperture (15% a Reggio Calabria), così come conosco il bisogno di rinforzi di magistrati, che si avverte in questo distretto impegnato – come quello di Catanzaro – anche in importanti processi contro la criminalità organizzata. I rinforzi – ha annunciato arriveranno. I concorsi per l’accesso in magistratura sono ripartiti”.

Cartabia ha evidenziato che, con le restrizioni dovute alla pandemia, “anche assolvere questi adempimenti che debbono essere ordinari e a cadenza regolare ha richiesto un lavoro impegnativo di cui ringrazio tutti gli uffici del ministero. A breve dovrebbero terminare le correzioni delle prove scritte del concorso per 310 posti in magistratura e a dicembre – ha ricordato –  si è aperto il bando per altri 500 magistrati. Nel frattempo, sono entrati in servizio altri cancellieri e nuovo personale amministrativo”.

Nuovi innesti

Il ministro ha tenuto a sottolineare “l’importanza di una grande innovazione che porterà nuove energie a supporto di tutti gli uffici giudiziari. A partire dal 21 febbraio entreranno in servizio gli 8171 giovani giuristi dell’Ufficio per il Processo. Saranno una squadra di collaboratori, su cui i giudici e l’intera struttura potrà contare”. Sono 208 quelli destinati a Reggio Calabria. L’Ufficio per il processo non immette solo migliaia di giovani al servizio della giustizia, ma introduce un cambio di paradigma nell’amministrazione della giustizia ed esige un cambio di mentalità da parte di tutti.

Il magistrato, di solito abituato a lavorare da solo ai suoi fascicoli, avrà a disposizione una squadra di persone che presterà il suo supporto secondo i progetti organizzativi che in questi mesi avete elaborato. Penso che questa novità, che certamente ha richiesto uno sforzo aggiuntivo nei mesi scorsi per trovare spazi adeguati e per immaginare come impegnare al meglio le nuove risorse umane in arrivo, potrà essere motivo di un ritrovato entusiasmo e una rinnovata motivazione, nel rapporto intergenerazionale che si verrà a instaurare intorno all’ufficio del processo”.

Digitalizzazione ed edilizia giudiziaria”

A questo rinnovamento nell’organizzazione – ha proseguito il ministro – “si affiancano gli investimenti nella digitalizzazione e nell’edilizia giudiziaria, niente affatto secondari per assicurare le migliori possibili condizioni di lavoro. Quello dell’edilizia giudiziaria è una delle più ricorrenti esigenze, come è stato confermato anche dall’analisi compiuta dalla commissione istituita dal Ministero della giustizia insieme al Ministero del Sud, che ha da poco concluso i suoi lavori, volti allo scopo di elaborare progetti specifici, da realizzare anche attingendo ai fondi del Recovery dedicati alle regioni del Sud.

Questa collaborazione ci offre la possibilità di valutare ulteriori opere, oltre a quelle già previste all’interno del Pnrr: che annoverano per Reggio Calabria, 4 interventi di grande manutenzione, per quasi 12 mln di euro. È su questi pilastri – ha sottolineato Cartabia – organizzazione del lavoro, digitalizzazione, edilizia giudiziaria, risorse umane, che poggia il piano delle riforme, legato agli impegni presi con l’Europa per l’abbattimento dell’arretrato e la riduzione dei tempi di durata dei processi. La riforma della crisi d’impresa, la riforma del processo penale e quella del processo civile – ha poi detto – con un capitolo importante per il diritto di famiglia e dei minori, sono ora parte del nostro ordinamento e già stiamo elaborando i decreti legislativi di attuazione. La giustizia riparativa, il capitolo più innovativo di tutte le riforme, nel tempo porterà molti benefici, anche nel senso di una maggiore coesione sociale”.

“Onorare le vittime di mafia”

“Il miglioramento dei servizi relativi alla giustizia – ha continuato il ministro della Giustizia – contribuirà a favorire l’inizio di una nuova stagione di fiducia dei cittadini nelle istituzioni. Questo sarà anche il modo più autentico per onorare la memoria di tutti i servitori dello Stato, uccisi dalle mafie. Come Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, che ricorderemo nel trentesimo anniversario dalle stragi. Come il giudice Antonino Scopelliti a cui so che c’è intenzione di dedicare il Palazzo di Giustizia che verrà completato grazie a un protocollo che in questa mattinata firmerò con il Comune.

È significativo – ha aggiunto Cartabia – parlando del giudice calabrese assassinato dalla mafia in Calabria – rimarcare che nelle sue valutazioni professionali si sottolineavano soprattutto “zelo, intuito, grande intelligenza, altrettanta equità e ancor più il senso di umanità”. In queste virtù  – ha aggiunto – si esprime il volto migliore della magistratura in cui tutta la Repubblica vuole rispecchiarsi”.

© Riproduzione riservata.

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