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Incendi e siccità, Codacons chiede annullamento stagione venatoria

caccia

Tra pochi giorni dovrebbe aprirsi la stagione venatoria in Calabria, almeno così ha deciso il Governo regionale. Il Codacons, tuttavia, ha avanzato una formale richiesta per annullare la stagione venatoria 2021-2022. “Si tratta di un gesto di responsabilità e di buon senso – sostiene il vicepresidente nazionale del Codacons, Francesco Di Lieto – alla luce di quanto accaduto in questi giorni”.

Bruciati 40mila ettari di superficie

Una Calabria martoriata da migliaia di roghi, una superficie percorsa dal fuoco di circa 40mila ettari. Praticamente il 4% dell’intera regione è bruciata: “E se a questi dati aggiungiamo anche l’edificazione selvaggia, che ha devastato la superficie agricola, possiamo renderci conto di trovarci dinnanzi un disastro di proporzioni bibliche, che non può non spingere il governo regionale ad un immediato intervento”. Quell’emergenza, invocata da più parti, tanto da richiedere l’intervento dell’esercito, continua la nota, non può non estendersi anche alla fauna selvatica.

“Animali provati dalla stupidità umana, dalla mano criminale dell’uomo che non ha esitato e non esita, dinnanzi al profitto, ad incendiare, a distruggere, la propria terra. Quell’apocalisse di fiamme – continua Di Lieto – che hanno devastato il territorio e di cui resterà traccia indelebile nel paesaggio, sono tutti di origine dolosa. La Calabria vive un’estate da catastrofe naturale, anzi innaturale, visto che lo scempio ha un unico responsabile che è l’uomo”.

“Incendi e siccità gravano sulla fauna selvatica”

Il Codacons è categorico: “Questi dati impongono al Governo regionale di annullare la stagione venatoria”. Agli enormi danni conseguenti gli incendi, devono aggiungersi, poi, “quelli per conseguenti la prolungata siccità, che finisce per aggravare, ancor di più, la situazione ambientale ed influisce negativamente sulle condizioni della fauna selvatica. Anche per gli animali, quindi, è emergenza ed è necessario agire”. Citando la legge 157/1992 che consente alla Regione di “vietare o ridurre per periodi prestabiliti la caccia per sopravvenute particolari condizioni ambientali”, si chiede al presidente facente funzioni Spirlì di tenere in considerazione calamità come, appunto, gli incendi.

“Sarebbe da sconsiderati permettere che migliaia di cacciatori possano attraversare ciò che resta dei nostri boschi ed uccidere, per gioco, gli animali sopravvissuti ai devastanti incendi. Per questo motivo – conclude Di Lieto – confidiamo in un immediato intervento del governo regionale per porre fine a quella che appare una ulteriore mortificazione del nostro territorio e che finisce per colpire, ulteriormente, chi, a differenza degli uomini, quel territorio lo rispetta”.

© Riproduzione riservata.

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