Incendio alla Corte d’Appello di Reggio Calabria: assolti tutti gli imputati (NOMI)

Il 12 novembre 2020 un grave incendio portò al crollo di parte del tetto dei locali della Corte d'Appello di Reggio Calabria

Sono stati assolti tutti gli imputati coinvolti nel processo scaturito dal grave incendio che interessò i locali della Corte d’Appello di Reggio Calabria. Il 12 novembre 202, un violento rogo divampò nell’edificio, portando anche al crollo di una parte del tetto.

Il Gup, presso il Tribunale di Reggio Calabria, ha emesso la sentenza di proscioglimento di tutti i reati a loro contestati nei confronti degli imputati: Carlo Florio (direttore tecnico dei lavori) difeso dagli avv. Giuseppe Alvaro e Daniela Minniti; Paolo Abagnato (direttore operativo dei lavori) difeso dall’avv. Giuseppe Alvaro, Salvatore Piperno (operaio addetto all’esecuzione dei lavori) e Antonino Deodato (rappresentante dell’impresa di costruzioni) difeso dagli avv.ti Stilo e Ceratti; Rosario Marino Difeso dall’avv. Daniele Latella.

Il Gup, presso il Tribunale di Reggio Calabria, ha emesso la sentenza di proscioglimento di tutti i reati a loro contestati nei confronti degli imputati: Carlo Florio (direttore tecnico dei lavori) difeso dagli avv. Giuseppe Alvaro e Daniela Minniti; Paolo Abagnato (direttore operativo dei lavori) difeso dall’avv. Giuseppe Alvaro, Salvatore Piperno (operaio addetto all’esecuzione dei lavori) e Antonino Deodato (rappresentante dell’impresa di costruzioni) difeso dagli avv.ti Stilo e Ceratti; Rosario Marino Difeso dall’avv. Daniele Latella.

In particolare l’ufficio di procura aveva richiesto il rinvio a giudizio di tutti gli imputati che rispondevano a vario titolo e in concorso tra di loro del reato di incendio – e di violazione di normative in tema di sicurezza sul lavoro – sviluppatosi, presso la Corte d’appello di Reggio Calabria, a seguito dei lavori di riparazione che erano stati commissionati per la messa in sicurezza della parte superiore dell’immobile.

Secondo l’accusa vi sarebbero state delle omissioni di controllo e vigilanza nonché errori tecnici durante la riparazione del tetto (guina a caldo a contatto con materiale legnoso) che avrebbero determinato l’innesco dell’incendio rendendo inagibile parte dell’immobile in cui ha sede la Corte d’Appello di Reggio Calabria. Avverso questa impostazione accusatoria, il collegio difensivo, con copiosa documentazione e con un’articolata consulenza di parte, ha posto in luce la lacunosità dell’impostazione accusatoria e soprattutto la mancanza di elementi tali da rendere più che ragionevole la previsione di condanna in un eventuale dibattimento.

In particolare l’Avv. Alvaro Giuseppe e l’avv Daniela Minniti hanno evidenziato la possibilità di una ricostruzione dinamica dell’incendio diversa da quella prospettata dall’accusa e di conseguenza l’assoluta genericità dei dati e degli elementi acquisiti dalla pubblica accusa certamente inidonei a far ritenere, per come prescrive ora la riforma Cartabia, l’esistenza nei confronti degli imputati di una ragionevole previsione di condanna.

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