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Inchiesta sugli abusi edilizi del Multipiano di Catanzaro, tutti assolti

di Gabriella Passariello

Assolti con formula ampia, perché il fatto non sussiste i cinque imputati finiti nell’inchiesta sui presunti abusi edilizi del Multipiano, detto “Scacco Matto” di via Argento a Catanzaro. I giudici del Tribunale collegiale del capoluogo di regione, presieduto da Alessandro Bravin hanno scagionato da tutte le accuse   Vincenzo Belmonte, 70 anni, (difeso dall’avvocato Enzo Ioppoli) Giovanni Ciampa, 65 anni, ( codifeso dai legali Carlo Petitto e Valerio Zimatore), Rosario Vincenzo Concolino, 63 anni, Domenico Bianco, 67 anni, nelle qualità di dirigenti, tecnici e responsabili del Servizio controllo edilizio del territorio , del settore Edilizia privata Suap – Urbanistica del Comune, che si sono succeduti nel corso degli anni, (entrambi difesi dall’avvocato Antonio Lomonaco) e Fabio Gatto, 51 anni, (difeso dai legali Nicola Cantafora ed Ermenegildo Massimo Scuteri) in qualità di legale rappresentante della Gatto costruzioni. Il pubblico ministero Stefania Paparazzo ha invocato ai giudici del collegio l’assoluzione perché il fatto non costituisce reato, ma i difensori sono riusciti ad ottenere per i loro assistiti un’assoluzione piena. Tutti e cinque erano stati rinviati a giudizio dal gup Claudio Paris il 15 novembre 2017, nell’inchiesta era finito anche l’imprenditore Giuseppe Gatto, il cui processo si è concluso da tempo con un verdetto assolutorio.

Le ipotesi di accusa. Secondo le ipotesi accusatorie, gli imputati sarebbero stati a conoscenza che il multipiano detto “Scacco Matto”, sede  tra l’altro degli uffici del giudici di pace, di proprietà del noto imprenditore catanzarese Giuseppe Gatto sarebbe stato abusivo per almeno un terzo del suo volume e nonostante tutto avrebbero “chiuso un occhio”  sulle normative vigenti e le correlate sanzioni da comminare, a vantaggio della “Gatto Costruzioni spa” e dei suoi rappresentanti legali, che da una semplice omissione ne avrebbe ricavato un profitto economico. Inoltre, sempre secondo le ipotesi di accusa, quell’immobile, situato tra viale Argento, di fronte al Palazzo di giustizia “Francesco Ferlaino” e via Pugliese, sarebbe stato abusivo “perché difforme dal permesso a costruire, dallo strumento urbanistico e dalle successive disposizioni (d.i.a.) presentate in corso d’opera, tra l’altro tardivamente poiché successive all’esecuzione dei lavori”. Fatto per il quale in data 26  aprile 2010 il giudice del Tribunale di Catanzaro aveva emesso  a carico dei presunti responsabili dell’abuso, sentenza di non doversi procedere per l’estinzione del reato edilizio, dovuto a intervenuta prescrizione. Avrebbero omesso di adottare i provvedimenti “di irrogazione delle sanzioni amministrative pecuniarie, pari al doppio del costo di produzione o al doppio del valore venale, su immobili destinati ad uso residenziale ovvero ad usi diversi da questo, procurando un ingiusto vantaggio alla “Gatto costruzioni spa” e ai suoi rappresentanti legali”.  Accuse cadute oggi di fronte al verdetto dei giudici.

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