Infermieri di Catanzaro ricordano i morti per coronavirus

Fino a domenica prossima una serie di eventi in due luoghi simbolo della dell’emergenza pandemica da coronavirus
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“Non è una giornata di festa, ma un momento di riflessione, silenzio, ricordo di chi ha perso la vita  e rivendicazione di diritti”. Così il Direttivo e le Commissioni d’Albo Infermieri e Infermieri Pediatrici dell’Opi Catanzaro che oggi con la presidente Giovanna Cavaliere sarà a Bergamo e Brescia per la Giornata Internazionale dell’Infermiere. Il talento degli infermieri. Arte e Scienza in evoluzione”  è lo slogan scelto quest’anno dalla Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche (FNOPI) per l’iniziativa che vede coinvolti i presidenti di tutte le Opi Provinciali d’Italia. Fino a domenica prossima una serie di eventi in due luoghi simbolo della dell’emergenza pandemica, emergenza che ha messo ancora più in evidenza il ruolo dell’infermiere, soprattutto per il prezioso rapporto di fiducia creato con gli assistiti, nei momenti più duri della pandemia così come nella quotidianità dell’assistenza. Eventi che ridipingono un quadro preciso di quella che oggi è la posizione dell’assistenza infermieristica.

Infermieri di Catanzaro ricordano i morti per coronavirus

Infermieri di Catanzaro ricordano i morti per coronavirus

“I cittadini  – aggiungono dall’Opi Catanzaro –  “riconoscono” gli infermieri come un punto di riferimento rispetto ai propri bisogni di salute, ma questa funzione fondamentale non viene ancora riconosciuta dalla politica e dalle istituzioni, né dalle organizzazioni aziendali. A questo si aggiunge anche il divario retributivo: i professionisti in Italia ricevono i compensi trai i più bassi d’Europa e le condizioni di lavoro sono inadeguate sotto tutti gli aspetti: quasi il 60% degli infermieri dichiara, soprattutto dopo la prova durissima della pandemia, di non avere ancora accesso a supporti psicologici”. Ecco perché gli infermieri di Catanzaro chiedono che “lo sviluppo clinico, professionale e culturale della loro professione: dal rapporto emerge che quasi l’80% degli infermieri ha un percorso accademico post-base, professionisti specializzati con la necessità urgente di maggiori percorsi accademici per valorizzare le proprie competenze cliniche, a vantaggio dei pazienti. La professione infermieristica è infatti intrisa di cultura, di scienza, di rilevanza sociale e comunitaria. La Federazione e i vari Ordini provinciali hanno dimostrato in questi ultimi anni come la presenza infermieristica non sia solo una costante nell’ambito sanitario, ma una costante nell’ambito culturale e sociale di tutta la comunità”. Nel concludere, Opi Catanzaro, facendo tesoro dell’impegno profuso durante l’emergenza pandemica nel corso della quale gli infermieri non hanno indietreggiato di un solo centimetro arrivando a stilare, pur di salvaguardare i pazienti, a delle vere e proprie “autonome” Linee Guida, rinnova l’invito a non trascurare e non abbandonare il sistema sanitario e sottolinea la necessità “di riconoscere l’elevata professionalità e l’elevata rilevanza sociale e culturale che gli infermieri rappresentano”.

Perché il 12 maggio

Il 12 maggio 1820 è nata Florence Nightingale, fondatrice delle Scienze infermieristiche moderne. L’International Council of Nurses (ICN) ricorda questa data celebrando in tutto il mondo la Giornata internazionale dell’Infermiere. A partire dal 1992 l’allora Federazione nazionale Collegi Ipasvi sostiene la Giornata internazionale dell’Infermiere anche con la diffusione di manifesti che sottolineano l’impegno degli infermieri italiani sui temi della solidarietà e dell’alleanza con i pazienti e le loro famiglie. Gli slogan proposti in oltre un decennio ribadiscono tutti la scelta di stare “dalla parte del cittadino”. Il 12 maggio è così diventato l’occasione per far sì che la professione infermieristica “parli un po’ di sé” con i ricoverati negli ospedali, con gli utenti dei servizi territoriali, con gli anziani, con gli altri professionisti della sanità, con i giovani che devono scegliere un lavoro, con tutti coloro – insomma – che nel corso della propria vita hanno incontrato o incontreranno “un infermiere”.

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