Inquinamento area Sin in Calabria, “l’Eni vuole ‘spostare’ i rifiuti in una discarica di Crotone”

Indefinita la bonifica dell'area Sin, tra le zone più inquinate d'Italia, nonostante alcuni studi condotti colleghino la contaminazione con morti e tumori

“Il prossimo 9 febbraio si terrà una nuova, l’ennesima, Conferenza dei servizi riguardante la bonifica del Sin Crotone-Cassano-Cerchiara e l’impressione è che, visto l’ordine del giorno, le premesse siano preoccupanti per la salute pubblica e per l’ambiente”. Lo afferma in una nota la deputata del Movimento 5 stelle Anna Laura Orrico. “Infatti – dice Orrico – oggetto dell’incontro indetto dal Ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica sarà una variante al Progetto operativo di bonifica Fase 2. Una rimodulazione allo studio che andrebbe a disconoscere gli accordi presi nel 2019 alla stipula del Pob Fase 2 che prevedeva, da parte di Eni, l’asporto ed il trasferimento, fuori dalla regione Calabria, di tutti i rifiuti della bonifica pericolosi per la salute dei cittadini crotonesi e per l’ambiente circostante”.

“L’Eni vuole ‘spostare’ i rifiuti in una discarica di Crotone”

“L’Eni vuole ‘spostare’ i rifiuti in una discarica di Crotone”

“Ora, invece, Eni proporrebbe di ‘tombare’ parte del sito industriale della città pitagorica trasferendo il resto a distanza di pochi chilometri, ovvero in una discarica privata detta Columbra, adiacente tre zone abitate: il centro di Crotone, il quartiere Papanice, il comune di Cutro. Non proprio una soluzione rassicurante. Purtroppo – continua l’esponente pentastellata – la problematica del Sin Crotone-Cassano-Cerchiara, ormai presente da oltre venti anni nell’elenco delle aree più inquinate del nostro Paese nonostante alcuni studi condotti colleghino l’inquinamento con morti e tumori e nonostante la bonifica dell’area industriale sia riconosciuta anche da una sentenza del Tribunale di Milano passata in giudicato che ha condannato Eni al pagamento della somma, già versata, di 72 milioni di euro per il danno ambientale provocato nelle zone interessate, rimane pericolosamente indefinita. Ecco perché – conclude Anna Laura Orrico – proseguendo il lavoro svolto nella scorsa legislatura dalla collega Barbuto e rispondendo all’appello di una diplomanda dell’ITE del Polo di Cutro, ho voluto depositare una interrogazione parlamentare rivolta al ministro Pichetto Fratin per capire che intenzioni abbia il governo sulla vicenda e se voglia, davvero, da un lato salvaguardare la salute dei cittadini e l’ambiente dove vivono e dall’altro non pregiudicare lo sviluppo di un territorio ricco di risorse”.

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