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Italcementi Vibo, impianto sicuro e pronto a conoscere il proprio futuro

impianto italcementi vibo

L’impianto Italcementi di Vibo Valentia è controllato e sicuro. Tutto il materiale presente all’interno dello stabilimento è regolarmente censito e controllato secondo la normativa e in tutta sicurezza per le persone e per l’ambiente.

In occasione della visita della delegazione del Comune di Vibo Valentia e dell’Arpacal, Italcementi conferma la disponibilità a valutare ipotesi di cessione dell’impianto del sito produttivo, a fronte di nuove e autonome iniziative imprenditoriali. Nonostante si tratti di un impianto non più operativo da diversi anni, Italcementi continua a sostenere un programma di manutenzione. Infatti ha già provveduto ad una serie di interventi per mantenere in sicurezza l’intera area.

La sua chiusura, avvenuta in maniera tanto inopinata quanto definitiva sette anni fa, ha rappresentato una lacerazione profonda del tessuto economico vibonese. In particolare, la cittadina portuale ne ha risentito profondamente. Quell’impianto aveva scritto un pezzo di storia. Il cementificio rappresentò, insieme al porto, un notevole fattore di sviluppo per Vibo Marina nonostante il prezzo pagato in termini ambientali.

Oggi quello stabilimento, che era all’avanguardia in campo mondiale per le sua avanzata tecnologia è uno, anzi il primo, dei cimiteri industriali disseminati nel territorio costiero comunale. Quale futuro lo aspetta ?

Vale la pena ricordare che l’attività produttiva dell’impianto ha chiuso i battenti in seguito a una situazione di forte crisi del mercato dei materiali per le costruzioni che tutt’oggi perdura. Nel momento in cui è stata decisa la conclusione delle attività produttive dell’impianto, la società ha adottato tutte le possibili misure di contenimento dell’impatto sociale. Allo stesso tempo ha promosso, sul territorio, una attività di ricerca sui possibili nuovi impieghi per l’area produttiva di Vibo. A tale scopo Italcementi ha sostenuto la realizzazione di uno studio ad hoc affidato a un Istituto Nazionale di Ricerca di primo piano come Nomisma e messo a diposizione del territorio.

Redazione Calabria 7

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