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Italia Viva, Fase 2: “Piano strategico sanitario provinciale condiviso e decentrato”

“Trascorso il primo mese di quarantena – seppur con dati incoraggianti sia nel nord Italia dove la diffusione del virus sembra rallentare; e al sud Italia dove sembra non esserci stata la stessa drammatica esplosione di focolai avuti soprattutto in Lombardia e nel Veneto – ad oggi la battaglia contro il coronavirus è tutt’altro che vinta. Siamo prossimi ad una Fase 2 e come ribadito dal Ministro della Salute Roberto Speranza, l’obiettivo dei prossimi mesi sarà quello di trovare un modo di convivere con il virus fintantoché non ci sarà una cura o un vaccino”. Inizia così la nota di Italia Viva Catanzaro e Italia Viva Lamezia Terme.

Occorre quindi attuare con urgenza un piano strategico sanitario che tenga realmente conto di tutto il territorio provinciale per affrontare insieme il problema, al fine di redistribuire il carico di lavoro in modo più equo e consono allo sforzo umano messo in campo da tutti gli operatori sanitari.  Alla luce di ciò, in Italia Viva abbiamo provveduto ad unire i nostri sforzi, andando oltre quelli che sono gli interessi delle singole città e affrontando la questione con gli altri coordinamenti di partito a livello provinciale. Siamo fermamente convinti che una politica a stampo campanilistico sia il vero male da combattere. Bisogna realizzare un piano strategico per consentire alla provincia di Catanzaro di affrontare nel migliore dei modi possibili i tempi difficili che dovremmo vivere nel medio-lungo periodo nella battaglia contro il Virus. Guardando alle regioni del nord Italia, piuttosto che ricommettere gli errori effettuati in Lombardia che tanti morti hanno causato (e che purtroppo ancora stanno causando), siamo dell’idea che dovremmo prendere ad esempio il modello Veneto, sia per lo screening di massa delle persone contagiate, sia per la diffusione capillare sul territorio delle strutture capaci di curare i pazienti affetti da Coronavirus. Pertanto un piano strategico sanitario provinciale, per far fronte alla Fase 2 e a possibili nuovi contagi, deve essere fondato su 3 punti :
fornire tutti le strutture ospedaliere delle adeguate attrezzature di sicurezza anti-contagio per tutti gli operatori sanitari; potenziare e trasformare in Centro Covid, oltre agli attuali ospedali Pugliese-Ciaccio e Mater Domini di Catanzaro, anche l’ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia Terme, al fine di non sovraccaricare ulteriormente gli stessi ospedali catanzaresi.  creare un centro Covid ad hoc per anziani ( over 70-80) per riuscire a far fronte anche ad eventuali emergenze come quella di Chiaravalle
In quest’ottica collaborativa abbiamo individuato gli errori sin qui messi in atto dalla classe dirigente regionale e provinciale e le soluzioni, invece, che auspichiamo vengano prese al più presto per ridefinire, verso l’alto, gli standard qualitativi-sanitari del nostro territorio”.

Redazione Calabria 7

 

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