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Klaus Davi e l’aggressione all’ospedale di Vibo: “Sia fatta chiarezza su dichiarazioni Mancuso”

Novembre del 2016, ospedale di Vibo Valentia. Klaus Davi e Alberto Micelotta stanno realizzando un servizio per il loro programma “Gli intoccabili” e tentano di intervistare Emanuele Mancuso, all’epoca dei fatti rampollo dell’omonima famiglia di ‘ndrangheta di Nicotera e Limbadi ricoverato dopo un incidente stradale con i carabinieri. Qualcuno non gradisce e i due vengono aggrediti da un gruppo di persone. Quasi cinque anni dopo lo stesso Mancuso nei panni di pentito fa il nome del presunto aggressore indicandolo in Clemente Selvaggio, imputato nel processo scaturito dall’operazione “Giardini Segreti”. Rispondendo alle domande dell’avvocato Diego Brancia nel corso del controesame, Mancuso si riferisce proprio all’aggressione avvenuta nel 2016 all’ospedale di Vibo Valentia. Klaus Davi e il suo collaboratore, come riferisce Mancuso, venne immobilizzato e gli fu sottratta la telecamera. Su quella notte non fu mai fatta chiarezza. Davi presentò regolarmente denuncia ma l’indagine non ebbe sviluppi. Ora però dopo le parole di Emanuele Mancuso riaccendono i riflettori sulla vicenda che potrebbe essere nuovamente approfondita dagli inquirenti.

“Ora la verità verrà a galla”

“Dopo quattro lunghi anni finalmente un po’ di verità. Mi riferisco all’aggressione che subimmo Alberto Micelotta ed io all’ospedale Jazzolino nel 2016 da parte di un esponente di spicco della ‘ndrina e di altre 10 persone che erano con lui all’interno del nosocomio. Il Selvaggio – ha dichiarato Klaus Davi – è stato definito ‘pronto a tutto anche a sparare’ ha dichiarato Emanuele Mancuso interrogato questa mattina a Vibo. Nonostante continue segnalazioni all’Autorità Giudiziaria, la presenza sul posto di due agenti della Questura e benché io l’abbia ribadito alla giudice del Tribunale e a Pm, nessuno avverti l’esigenza di identificare l’aggressore. Ora che finalmente la verità verrà a galla si chiariranno molte cose su quella notte”. Il giornalista, nel ribadire la sua “massima fiducia nelle istituzioni” ritiene che ora la “Procura debba accertare come sono andati i fatti e chiarire il perché nessuno ha ritenuto importante accertare chi fosse presente quella sera all’ospedale e sul motivo per cui il Selvaggio Clemente, già noto alle forze dell’ordine, non sia stato fermato visto che era presente e visto che lo videro decine di persone. Ora che l’aggressione in ospedale è stata confermata – conclude – l’auspicio è che ci siano indagini in merito”.

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