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“La Calabria non ha problemi solo nella Sanità ma anche nelle Dogane”

“Come per la sanità anche per l’Agenzia delle Dogane ‘non c’è pace tra gli ulivi’ in Calabria: solo direttori ad interim per gli Uffici delle Dogane, ad eccezione di Gioia Tauro, in cui è stato nominato da poco un reggente; è calabrese e si spera rimanga qualche anno in più. L’interim comporta che il dirigente è titolare di incarico dirigenziale presso altro ufficio e a mezzo servizio in Calabria, una presenza limitata ed ovviamente non costante, che comporta notevoli difficoltà sia per i lavoratori che per i servizi erogati dall’Agenzia, compresa una limitata lotta all’illegalità nelle materie di sua competenza”. Lo afferma Franco Grillo, segretario generale Area Vasta FP CGIL Cz Kr Vv.

“Le sezioni e gli uffici territoriali dislocate in Calabria – continua – carenti di personale e di dirigenti titolari, faticano sempre più a  garantire i servizi doganali dalle 8:00 alle 18:00 secondo l’orario comunitario ed  i dipendenti che  svolgono, continuamente, attività più disparate, sono paragonabili al mitico Pasquale personaggio cult della scena finale del film ‘Vieni avanti cretino’ in cui al protagonista viene chiesto di fare piccole cose ma che piano-piano si complicano fino all’alienazione del lavoratore  ed il padrone  con fare conciliante  non fa che ripetere che ‘La sua soddisfazione è il nostro miglior premio’. Paradossale è molto attuale di questi tempi, vista la sequenza dei commissari alla sanità calabrese, è il caso dell’Ufficio dogane di Catanzaro, in cui nell’arco di circa un anno si sono avvicendati ben 5 direttori ad interim, alcuni con la durata di un mese o poco più”.

“Da poco – dice ancora Grillo – abbiamo appreso la nomina del sesto dirigente ad interim, già reggente dell’Ufficio delle Dogane di Gioia Tauro a cui auguriamo buon lavoro e buona fortuna, perché nonostante la sua comprovata esperienza e professionalità, dubitiamo che la situazione dell’ufficio Dogane di Catanzaro possa essere risolta con soluzioni tampone. Comprendiamo che Catanzaro è di difficile gestione, sia per la carenza di personale, che per la dipendenza da esso di 4 Sezioni operative dislocati in tre diverse province  con distanze notevoli, rese ancora più difficoltose dalla carenza di infrastrutture, ma  trovare nei tavoli di confronto  sindacale un dirigente con il ruolo di soluzione  tappa buchi,  in cui ci si legge in faccia, già dal primo incontro,  l’espressione del tipo ‘Oddio che mi è capitato, speriamo di andarmene il più presto possibile’, ‘raccontateci i vostri problemi’,  tanto se la sbrigherà chi verrà dopo di me, bisogna ammettere che è molto sconfortante”.

“Il malcapitato dirigente – continua – in quanto dipendente dell’Agenzia delle Dogane non può addurre come scusa che la moglie, il fidanzato, l’amica, la mamma etc etc, non gradiscono visite catanzaresi, perché di questo trattasi e stringendo le braccia, perché nulla può fare, fa passare il tempo necessario per andarsene. La mancanza di dirigenti titolari o d interim “a lunga o media durata” ha un impatto devastante sull’attività dell’agenzia delle Dogane in Calabria, comportando una dilatazione dei tempi di risposta all’utenza e sospensione di tutti gli atti a firma del dirigente e dei suoi delegati”.

“L’assenza dirigenziale in Calabria – conclude Franco Grillo – si ripercuote non solo sui lavoratori, ma sullo stesso operato della Agenzia la cui attività di controllo negli ambiti di propria competenza, potrebbe essere per, questo territorio, di ausilio per l’emersione dell’illegalità in settori a rischio “ndrangheta” quali il gioco, scommesse, frodi iva comunitaria ed accise etc-etc. Necessita per risollevare le sorti dell’Agenzia della Dogana in Calabria una riorganizzazione degli Uffici, ripartendo da quella già proposta dall’allora direttore dell’Agenzia delle Dogane, Giovanni Kessler nel 2018, che prevedeva una Direzione regionale in Calabria”.

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