La “carica” dei 4200 tirocinanti calabresi, un esercito di precari in mobilitazione a Catanzaro

Quindici pullman e decine di macchine attesi davanti alla Prefettura per una manifestazione indetta dai sindacati
tirocinanti pa

Circa 15 pullman e decine di macchine provenienti da tutta la Calabria sono attesi davanti alla Prefettura di Catanzaro per oggi, 7 maggio 2024, per prendere parte alla manifestazione dei tirocinanti calabresi. Da giorni, infatti, la macchina organizzativa attivata da NIdiL CGIL, FeLSA CISL, UIL Temp e USB FdS sta coinvolgendo i precari sparsi in tutti le amministrazioni pubbliche utilizzatrici, con assemblee e note che corrono nei gruppi whatsapp per dare un forte segnale affinché la vertenza che coinvolge circa 4.200 lavoratori sia posta al centro dell’attenzione della politica, delle istituzioni e dell’opinione pubblica.

“L’Azione sinergica di NIdiL CGIL, FeLSA CISL, UIL Temp e USB FdS nei mesi scorsi – si legge in una nota – si è concretizzata nell’approvazione di un emendamento al Milleproroghe che prevede la possibilità di una contrattualizzazione per 18 mesi a 18 ore. Inoltre, una definizione tecnica parziale ha escluso dalle procedure circa 500 lavoratori. La medesima norma, però, rimanda a una dotazione finanziaria di soli 5 milioni di euro del tutto insufficiente a fronte di un fabbisogno di circa 70 milioni di euro annui. La contrattualizzazione, pertanto, risulta al momento una possibilità solo teorica, stante la situazione di cronico deficit finanziario in cui versano gli Enti locali calabresi, ed il rischio concreto è che quanto conquistato con le lotte sindacali rimanga lettera morta. I fondi necessari per la contrattualizzazione di questa larga fetta di precariato calabrese, però, potrebbero essere reperiti nei mesi di maggio e giugno prossimi quando in Parlamento sarà avviata la discussione dell’assestamento di bilancio, oltre a emendare la definizione tecnica degli enti che possono contrattualizzare e così recuperare i lavoratori esclusi”.

“L’Azione sinergica di NIdiL CGIL, FeLSA CISL, UIL Temp e USB FdS nei mesi scorsi – si legge in una nota – si è concretizzata nell’approvazione di un emendamento al Milleproroghe che prevede la possibilità di una contrattualizzazione per 18 mesi a 18 ore. Inoltre, una definizione tecnica parziale ha escluso dalle procedure circa 500 lavoratori. La medesima norma, però, rimanda a una dotazione finanziaria di soli 5 milioni di euro del tutto insufficiente a fronte di un fabbisogno di circa 70 milioni di euro annui. La contrattualizzazione, pertanto, risulta al momento una possibilità solo teorica, stante la situazione di cronico deficit finanziario in cui versano gli Enti locali calabresi, ed il rischio concreto è che quanto conquistato con le lotte sindacali rimanga lettera morta. I fondi necessari per la contrattualizzazione di questa larga fetta di precariato calabrese, però, potrebbero essere reperiti nei mesi di maggio e giugno prossimi quando in Parlamento sarà avviata la discussione dell’assestamento di bilancio, oltre a emendare la definizione tecnica degli enti che possono contrattualizzare e così recuperare i lavoratori esclusi”.

Chiesto un incontro al prefetto di Catanzaro

Per questa ragione, NIdiL CGIL, FeLSA CISL, UIL Temp e USB FdS intendono promuovere una forte azione sindacale per la risoluzione definitiva della vertenza che, visto l’alto numero di lavoratori famiglie coinvolte, ha innegabili ricadute sociali ma anche di tenuta di ordine pubblico. Martedì 7 maggio, dunque, le sigle sindacali hanno chiesto di poter incontrare  il Prefetto di Catanzaro per rappresentare compiutamente le preoccupazioni e prospettare le azioni da mettere in campo per la risoluzione positiva della vicenda.

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