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La carica delle pluriclassi, nella Locride si fanno i conti con lo spopolamento (SERVIZIO TV)

Di Vincenzo Imperitura

Samo, Stignano, Placanica. E ancora Martone e Pazzano, Canolo e Ciminà e via via gli altri centri seguendo le colline della costa jonica reggina: i micro paesi interni che formano il tessuto sociale e urbano della Locride fanno tutti, o quasi, i conti con il continuo abbandono dei propri abitanti. E meno abitanti, significa meno bambini.

Un’emorragia di nuove nascite che ha portato i primi cittadini a trovare soluzioni tampone per cercare di impedire la chiusura delle scuole sui propri territori di competenza. Il molti casi, la soluzione per assicurare un futuro al paese è stata quello di cercare nel passato. E così, proprio come in passato, nei piccoli centri sono rispuntate fuori le pluriclassi, unico modo per mantenere quello che spesso è l’unico presidio culturale presente in paese. Sui 42 comuni che formano il territorio della Locride, una ventina, praticamente uno su 2, sono quelli che negli ultimi anni hanno perso la scuola o hanno dovuto ricorrere a monoclassi. Una soluzione che spesso non piace ma che rappresenta l’unico modo per impedire un nuovo passo verso il baratro dello spopolamento definitivo. A Samo, poco più di 800 abitanti, a una decina di chilometri dal mare di Bianco, le pluriclasse sono presenti sia alla scuola elementare che alla media e non sono piaciute ai cittadini. «Abbiamo avuto delle lamentele anche abbastanza forti da parte della cittadinanza quando i numeri ci hanno costretti ad un’unica pluriclasse per tutto il percorso delle elementari» dice il giovane sindaco Giovanbattista Bruzzaniti. Il problema è sempre lo stesso, le persone emigrano e i bambini sono sempre meno. Ma la scuola resta fondamentale, un «presidio di legalità e un mezzo per la crescita dell’intera cittadinanza» dice ancora Bruzzaniti; e allora si studiano possibili soluzioni come quella di trovare un accordo con i piccoli centri vicini di Sant’Agata e Casignana, magari dividendosi un plesso per paese nel tentativo di evitare le pluriclassi.

Così hanno fatto a Stignano, che da Samo dista poco più di 70 chilometri e che condivide i medesimi problemi di spopolamento e di conseguente rischio chiusura per la scuola. Qui l’accordo lo hanno trovato il comune di Stignano e quello di Placanica (meno di 3 mila abitanti in totale). Ma unire “scolasticamente” i due comuni, dividendosi l’uno le elementari, l’altro le medie, non è bastato ad evitare l’utilizzo delle pluriclassi, sia alle elementari che alle medie: l’adozione delle pluriclassi viene comunque difesa dal primo cittadino Giuseppe Trono. «Mantenere la scuola aperta è fondamentale per la crescita sociale del nostro paese. E poi i cittadini non si lamentano delle pluriclassi perché i bambini vengono seguiti benissimo».

Per la verità, in questo pezzo di Locride che gravita tra Riace e Caulonia, il problema della carenza dei bambini era stato arginato grazie ai progetti di accoglienza, ma con l’allontanamento dei migranti i numeri sono tornati drammatici, minando la possibilità di mantenere le scuole: uno dei pochi appigli a cui tentano di aggrapparsi le comunità più colpite dai fenomeni migratori, anche perché, ne è certo Bruzzaniti, se le cose non cambiano il futuro si preannuncia davvero fosco. «Se le cose continuano così, il futuro che ci aspetta è la scomparsa di questi piccoli comuni, è inutile che ci giriamo intorno, le cose, purtroppo, stanno così».

Redazione Calabria 7
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