La Corte d’appello sposta il maxiprocesso in aula bunker a Lamezia: avvocati vibonesi in agitazione

Il dibattimento di "Maestrale-Imperium-Olimpo" si sposta nella struttura della zona industriale di Lamezia dove si è celebrato "Rinascita Scott"
rinascita scottg

Il dibattimento del maxi processo sfociato dalla tripla inchiesta “Maestrale-Imperium-Olimpo” della Dda di Catanzaro si sposta nell’aula bunker di Lamezia Terme. Lo ha deciso la Corte d’appello di Catanzaro con un provvedimento che ha scatenato l’immediata reazione degli avvocati vibonesi. Il presidente della camera penale, Pino Aloi, ha infatti convocato una riunione urgente di tutto il consiglio direttivo per analizzare nella sua interezza la situazione e decidere quali iniziative di protesta adottare.

La comunicazione della Corte d’Appello di Catanzaro è stata letta in aula dal nuovo Tribunale collegiale di Vibo presieduto da Giulia Conti nel corso dell’udienza del maxiprocesso che vede imputati 188 persone. Il dibattimento si sposterà dall’aula bunker del palazzo di Giustizia di via Lacquari a Vibo a quella della fondazione Terina, nell’area industriale di Lamezia Terme, già teatro della celebrazione di “Rinascita-Scott”. Il disappunto dei penalisti è aumentato nel momento in cui non sono state rese note le motivazioni che, pertanto, risultano riservate ma si potrebbe ritenere che possano afferire a situazioni di ordine pubblico e di sicurezza. La richiesta di spostamento era stata avanzata nei mesi scorsi dal procuratore facente funzioni della Dda di Catanzaro, Vincenzo Capomolla e aveva trovato la netta e quasi compatta opposizione delle difese.

La comunicazione della Corte d’Appello di Catanzaro è stata letta in aula dal nuovo Tribunale collegiale di Vibo presieduto da Giulia Conti nel corso dell’udienza del maxiprocesso che vede imputati 188 persone. Il dibattimento si sposterà dall’aula bunker del palazzo di Giustizia di via Lacquari a Vibo a quella della fondazione Terina, nell’area industriale di Lamezia Terme, già teatro della celebrazione di “Rinascita-Scott”. Il disappunto dei penalisti è aumentato nel momento in cui non sono state rese note le motivazioni che, pertanto, risultano riservate ma si potrebbe ritenere che possano afferire a situazioni di ordine pubblico e di sicurezza. La richiesta di spostamento era stata avanzata nei mesi scorsi dal procuratore facente funzioni della Dda di Catanzaro, Vincenzo Capomolla e aveva trovato la netta e quasi compatta opposizione delle difese.

Annunciato lo stato d’agitazione

Il presidente della camera penale “Francesco Casuscelli”, Pino Mario Aloi, ha annunciato lo stato di agitazione ventilando la possibilità di altre forme di protesta: “Una decisione che ci ha colti letteralmente di sorpresa perché una precedente pronuncia dell’ex presidente Macrì aveva confermato l’idoneità dei locali dell’aula bunker di Vibo nonostante il numero degli imputati. E questo perché abbiamo potuto notare che un maxiprocesso com’è stato Rinascita-Scott, a parte le prime udienze, ha visto in aula presenze esigue in quella enorme sede. Addirittura, in un paio di occasioni non c’erano neanche avvocati. L’altro motivo è l’assenza di spiegazioni sul trasferimento a Lamezia”.

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