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La cupola degli invisibili, i legami tra ‘ndrangheta e politica in Calabria

Politici, imprenditori e professionisti ai vertici di clan della ‘ndrangheta. Affiliati che hanno consentito alle cosche di mantenere saldi rapporti con le istituzioni, la massoneria deviata e i servizi segreti. Su Rai3 questa sera Report nel servizio La Cosa Nuova di Giorgio Mottola e Paolo Mondani, con la consulenza di Lucio Musolino e la collaborazione di Norma Ferrara è stata ricostruita la storia della cupola segreta degli “invisibili”.

Massoneria, ‘ndrangheta e istituzioni

L’ex agente del Sismi Marco Mancini non ha inteso rispondere all’inviato di Report, mentre è stato rivelato come i servizi segreti fossero interessati  a potenziare e promuovere la figura dell’ex presidente della Regione Calabria del centrodestra Giuseppe Scopelliti che rappresentava la potente famiglia di ‘ndrangheta dei De Stefano. Scopelliti lanciato alla guida della Calabria, sarebbe stato funzionale ai business delle cosche. Il commercialista Zumbo, scarcerato dopo 11 anni di reclusione, è ritenuto figura di mezzo tra le cosche e i servizi segreti. Soggetto di cerniera che avrebbe permesso di pilotare diverse indagini, collaborava con il Sismi e durante la visita in Aspromonte al boss Pelle garantisce che lo avviserà una settimana prima degli arresti dell’operazione Crimine – Infinito. Tutele che gli sarebbero state richieste da un referente romano cui identità non è chiara, anche se non si esclude possa essere legato a uomini dei servizi segreti.

L’avvocato Paolo Romeo accusato di essere a capo della cupola

E sono sempre i servizi segreti, pur non essendo previsto da protocollo, che lavorano negli uffici della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Un’alterazione delle competenze, un corto circuito durato anni con gravi ripercussioni sul sistema democratico. Il boss Paolo De Stefano fu il più attivo nel tessere rapporti con la massoneria deviata con lo sdoganamento della strategia della tensione. L’avvocato Paolo Romeo sarebbe stato invece il regista delle candidature politiche degli ultimi 40 anni in Calabria ed è ritenuto uno degli artefici della cupola segreti di invisibili che opera tra cosche, servizi segreti, istituzioni e massoneria deviata. Raggiunto dai microfoni di Report, considerato tra i più influenti della Calabria, ha affermato di non essere così importante come lo descrivono. Definito il “Dio della ‘ndrangheta e della politica” la sua azione ha determinato il successo di diverse carriere politiche.

La Santa per entrare nelle stanze dei bottoni

Per far fuggire il terrorista nero Freda da Catanzaro ed espatriare in Costa Rica, Paolo Romeo emerge che si appoggiò al clan De Stefano. Emerge poi l’interessamento della ‘ndrangheta nel golpe Borghese e viene ricostruita la collusione tra cosche e destra eversiva durante i moti di Reggio Calabria. L’alleanza strategica coinvolgeva anche la loggia massonica Propaganda 2, mentre la ‘ndrangheta si dota di una struttura interna, quella della Santa. Attraverso la quale, come spiega il procuratore capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri, “di entrare in tutte le stanze dei bottoni”. Secondo il collaboratore di giustizia Virgilio, il conte Ugolini ambasciatore di San Marino chiamato a rifondare la P2 si sarebbe appoggiato alla loggia Fenice che sopravviverà alle inchieste della magistratura, ma permise di intrecciare relazioni con la politica cui referente sarebbe stato l’ex sottosegretario Gianni Letta. Quest’ultimo, si ricorda, fu l’artefice del patto del Nazareno tra Renzi e Berlusconi.

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