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La denuncia della Cisal: “Sui precari non c’è unità di intenti”

Regionali 2021

“Le risultanze dell’ultima conferenza dei capigruppo che si è tenuta lo scorso 31 maggio 2021 hanno fatto emergere, per l’ennesima volta, la mancanza di unità di intenti nel portare avanti tematiche di emergenza sociale su cui, francamente, non riusciamo in nessun modo a comprendere le ragioni di un incredibile cambio di rotta rispetto al dibattito costruttivo che si è tenuto lo scorso 29 dicembre 2020 sulla incredibile e tormentata vicenda dei precari della L.R.12/2014”. Lo scrive, in una nota, Gianluca Persico della segreteria regionale della Cisal.  Sono trascorsi sei mesi – prosegue – dalla fatidica seduta del Consiglio regionale in cui i consiglieri di minoranza e maggioranza all’unanimità hanno chiesto agli assessori competenti di volere dare attuazione a quanto programmato dalla compianta presidente Santelli e concludere il processo di contrattualizzazione avviato nel corso del 2020 con l’individuazione delle risorse necessarie, che ad oggi risultano non utilizzate e con il grande pericolo di perderle”

“Non possiamo assolutamente pensare – continua Persico – che tutti i protagonisti di quella bella pagina di politica non possano ritrovare un comune senso di solidarietà e responsabilità per confermare quanto sancito in quella data e, quanto sottoscritto nella presentazione del “progetto di Legge N.84” che porta la firma di diversi esponenti della minoranza che più volte si sono espressi a favore di questi lavoratori e di tutte le situazioni di disagio sociale aperte su altre vertenze: precariato  storico istituzionalizzato, Lsu-Lpu, tirocinanti ecc.. In questo momento storico, noi in primo luogo come sindacati – sottolinea – dobbiamo assumerci la responsabilità di governare e guidare i processi di disagio dei lavoratori con grande senso di responsabilità e con grande spirito di servizio al fine di non generare, in una situazione già ampiamente drammatica, una totale deriva sociale. Per tale ragione, auspichiamo, come sindacati – conclude – che si possa riprendere con grande senso di responsabilità, il dialogo che aveva portato alla stesura del P.D.L. per far partire la contrattualizzazione di questi lavoratori, lo dobbiamo alle loro famiglie e soprattutto abbiamo il dovere di dimostrare ai cittadini calabresi che nel momento di difficoltà non esistono barriere o steccati di natura politica ma solo l’interesse delle persone”.

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