Il Consiglio Direttivo provinciale della Lega di Vibo Valentia esprime “viva preoccupazione”, unendosi ai cittadini di Portosalvo prima e ora alla popolazione di Vibo Marina e di tutto il territorio delle Marinate, “per la costruzione, all’interno dell’ambito portuale, di una tensostruttura da adibire a tendopoli per l’accoglienza dei migranti. Facciamo appello al prefetto e al sindaco affinché le Marinate non diventino un centro d’accoglienza”.
“Si parla sempre di un rilancio turistico del porto di Vibo Marina – scrivono i rappresentanti leghisti – e poi invece avvengono fatti del genere che hanno sicuramente una ricaduta negativa sul territorio. Dopo l’hotspot di Portosalvo, l’area marina della città di Vibo non può subire un’altra ingerenza del
genere in un territorio, ribadiamo, già provato da diverse criticità. Basti pensare che, tempo fa, il Palazzetto dello Sport della frazione costiera era stato adibito a centro di prima accoglienza e che, dopo la sistemazione in altri posti dei richiedenti asilo, è stato definitivamente chiuso e mai più riaperto”.
“Vibo non diventi la Lampedusa della Calabria”
Gli esponenti della Lega concludono: “Tendiamo a sottolineare che Vibo Valentia non può e non deve diventare la Lampedusa della Calabria. Il nostro impegno, in linea con le direttive espresse dal nostro partito, è quello di garantire la sicurezza dei cittadini che, come già spiegato, lamentano continue problematiche legate al flusso dei migranti nella zona. L’impegno delle Istituzioni in materia di accoglienza dovrebbe essere quello di reperire le giuste strutture adottando tutte le precauzioni del caso in materia di sicurezza, non gestire la sistemazione in luoghi strategici dal punto di vista turistico e commerciale”.