La libertà di opinione al tempo del Covid-19

di Eugenio Perrone – Ho sempre amato senza riserve, sullo sfondo della mia formazione democratico liberale, un aforisma a mente del quale “ chi non è capace di promuovere le proprie idee, o non valgono le sue idee o non vale niente lui”.

E costituisce per me fonte di ispirazione, altresi’, l’art. 19, ultima parte, della Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), relativa alla Dichiarazione universale dei diritti umani che stabilisce quanto segue:

E costituisce per me fonte di ispirazione, altresi’, l’art. 19, ultima parte, della Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), relativa alla Dichiarazione universale dei diritti umani che stabilisce quanto segue:

«Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione, e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e frontiera

Ed è questo un principio che si salda, con robusta inchiodatura,   all’esigenza     che ogni individuo ha  il diritto di esercitare la libertà di opinione e di espressione,  nonché  di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e frontiera,  incluso, si rimarca,  il diritto di non essere molestato per la propria opinione.

Ma si sa, a volte siamo costretti a patire  i contenuti rappresentativi di talune repliche,  velate o più o meno dirette, che in realtà disvelano –  banalmente –  intenti, paure  e rancori personali che mal si conciliano con la capacità di assumere un  leale dibattito, granitico   fondamento per la edificazione ed il mantenimento del vivere civile.

Sul solco di tale esperienza, un impulso reattivo mi  porterebbe   a desumere    che chi non è in grado di aprire un leale confronto, rischierebbe  di assumere un comportamento anacronistico ed antidemocratico,  equiparabile ad  un fenomeno da baraccone fine a se stesso.

E mi verrebbe voglia , altresi, di richiedere   a costoro di  ammettere  – senza indugio –  di essere ispirati da sentimenti antidemocratici che, in quanto tali, si disvelano  illegittimi ed anticostituzionali.

Ma l’impulso deve cedere  alla ragione che impone lungimiranza ed esprime quei sentimenti pietosi che inducono a tacere.

Il problema non è nello avere torto o ragione,  nella prospettiva delle opposte riflessioni, (la democrazia include anche la libertà di opinioni modeste) ma al  contrario, ciò che ripugna è l’approccio arrogante di chi si erge sull’altare del giudizio, a volte in un disarmonico  mix di linguaggio  e contenuti,  che spaziano dal sacerdotale al cialtrone,  forse ignari di essere posseduti dall’effetto Dunning –Kruger, oppure  tendenti a mascherare le reali intenzioni,   sotto le mentite spoglie di un’ umiltà mai posseduta.

In alcuni, casi, ancora, si presenta sotto forma di una  libertà di pensiero  che, al contrario, si manifesta in   una vera ( tediosa)  forma di servilismo politico volto ad ottenere profitti personali.

Ho anche avuto modo di leggere – sovente sui  social – confronti accesi e reciprocamente offensivi, a volte smisurati ed intollerabili, non solo  rispetto alla materia del contendere, ma nella trivialità delle espressioni applicate,  vanificatrici  della funzione del confronto. E ciò deve essere tenacemente stigmatizzato.

Ognuno esprima ciò che sente, senza mai dimenticare che la propria libertà finisce quando inizia quello dell’altro, nell’ambito del reciproco rispetto e della capacità di ricevere civilmente le opposte riflessioni.

Oggi è in corso una diatriba sui media,  dove in tanti esprimono la propria libera opinione  sui diversi tempi di attuazione delle  Fasi 1 o  2 delle misure di contenimento.

Soprattutto all’alba di un provvedimento che ha lasciato tanta amarezza negli italiani, esasperati dalla quasi totale  conferma delle  misure restrittive (per quanto mi riguarda, ribadisco ancora una volta,  estremamente eccessive e penalizzanti per la Calabria).

E tutto ciò è inevitabile trattandosi di argomento che va ad incidere sulla economia dello stato, sulla libertà individuale, sui riflessi futuri personali,  della nostra società, finanche  del nostro territorio di pertinenza.

Il momento storico, vieppiù,  offre l’ opportunità  di osservare l’ impegno, la capacità ed il contributo che ogni rappresentante politico sia  stato in grado di versare nel dramma mondiale tormentato dalla pandemia in atto.

Ma soprattutto, ciò che preme rimarcare, con sommo vigore,  è che non bisogna essere virologi per esprimere una opinione personale, sia per le ragioni dianzi adombrate, sia perché non è loro compito assumere le decisioni in luogo della politica.

A meno che non si pretenda di   surrogare le scelte del Governo con le opinioni degli espeti, alla stregua di un perito che debba redigere  una sentenza in luogo del giudice.

Senza voler considerare le iniziali dichiarazioni di Burioni nel mese di Gennaio ( che oggi denigra il collega prof. Tarro), secondo cui in Italia non sarebbe successo nulla.

La deduzione è consequenziale: se un esperto qualificato ed autorevole, della statura del dr. Burioni, esprime una prognosi  che poi si rivela drammaticamente fallimentare, perché mai un cittadino ( quale componente del tessuto sociale) non possa esprimere una opinione?

Ogni opzione  politica è il risultato ( o quantomeno dovrebbe essere) di un dibattito leale ed ordinato, nell’ottica delle garanzie costituzionali, e  ciò deve avvenire nel confronto di quei rappresentanti   eletti dai cittadini che, a loro volta,  questi ultimi, hanno tutto il diritto di offrire un proprio contributo volontaristico alla formazione di una decisione, anche se la stessa promana da perfetti  laici della materia.

Ho imparato a mie spese, in 30 anni di attività forense, che utili  spunti di soluzione  possono  discendere anche da coloro  che “sulla carta”  risultano  meno esperti, ragion per cui  quotidianamente mi nutro del costruttivo contributo dei miei collaboratori di studio.

Attenzione, quindi,  a puntare il dito nei confronti di chi esprime il coraggio delle proprie azioni demonizzandone il pensiero, perché, mutuando un’antica massima: “ Se provate a indicare qualcuno tenendo la mano dritta davanti a voi, vi accorgete che un dito è puntato verso l’altra persona ma tre sono rivolte verso di voi: questo può servire a ricordarvi che quando denigriamo gli altri in realtà stiamo solo negando un aspetto di noi stessi”.

© Riproduzione riservata

TI POTREBBE INTERESSARE

La storia di Sherlock Holmes, un mito che non tramonta mai

"Le risorse ci sono e questa settimana sarò in Senato per l'approvazione definitiva del decreto Ponte" ha detto il ministro
Migliaia di visitatori, oltre trecento scuole (tra calabresi e piemontesi) in presenza e da remoto, illustri personalità, tutti rapiti da quello che è stato definito il migliore stand della fiera
Nel giro di pochi minuti è stata portata all'ospedale dove è morta. La piccola, però, era già in coma
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, i vigili del fuoco e i soccorsi sanitari con un'ambulanza e l'elisoccorso. Inutili le manovre salvavita
L’elezione all’unanimità è avvenuta nel Consiglio direttivo dell’associazione regionale, rinnovato lunedì 22 maggio
"Abbiamo sempre prestato grande attenzione all’innovazione e allo sviluppo del territorio", spiega il presidente Sebastiano Barbanti
Due le vetture coinvolte, una Mercedes E270 e una Nissan Qashqai. I feriti sono stati trasportati in ospedale
Il brevetto si articola in 4 gruppi di prove sportive (oltre a una dimostrazione di nuoto) che evidenziano la preparazione fisica del brevettato sotto diversi aspetti
Il club bianconero a giugno affronterà anche il processo per la manovra stipendi
RUBRICHE

Calabria7 utilizza cookie, suoi e di terze parti, per offrirti il miglior servizio possibile, misurare il coinvolgimento degli utenti e offrire contenuti mirati.

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Catanzaro n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019.

Direttore Responsabile Mimmo Famularo
Caporedattore Gabriella Passariello

Calabria7 S.r.l. | P.Iva 03674010792

2023 © All rights reserved