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La lotta contro il consumo di droga a Catanzaro parte dalla solidarietà

Oggi pomeriggio la grande famiglia del Centro calabrese di solidarietà di Catanzaro si è ritrovata nella sede di Villa Emilia, struttura che opera con lo scopo di assicurare trattamenti residenziali mirati al recupero personale e al reinserimento, nella Giornata mondiale contro il consumo ed il traffico illecito di droga. Un’occasione importante per stare insieme dopo i difficili anni della pandemia, per ospiti, operatori, educatori e personale amministrativo dell’ente no profit che dal 20 marzo 1986 opera nel campo del disagio e dell’emarginazione. Nel corso dell’evento si è tenuta la cerimonia delle graduazioni e a seguire lo spettacolo a cura degli ospiti di Villa Samuele e Villa Emilia, nonché il concerto live Rock&blues di Paul Costyn&Peppe Sanzi e Le Hibou.

“Sostituire il male con il bene”

“Questo è un momento per ritrovarsi, – ha affermato la presidente del Centro calabrese di solidarietà di Catanzaro Isolina Mantelli – ma anche per festeggiare i ragazzi che hanno terminato il programma. Il male produce delle forme di uguaglianza e allo stesso tempo di appiattimento della realtà. Lentamente quando il male viene sostituito dal bene, all’improvviso le persone ritrovano la propria unicità. Celebriamo oggi la loro rinascita. Combattiamo battaglie inenarrabili per continuare a sopravvivere per dare a questi ragazzi il senso della vita. Abbiamo vissuto attimi intensi e ci gratifica il fatto che vogliano collaborare con il centro ora che hanno terminato il loro percorso. Affianchiamo uomini e donne in difficoltà che riescono poi ad essere oblativi nei confronti del mondo. Servirebbe maggiore attenzione dal parte della Regione Calabria alle politiche sociali e alla povertà educativa che spesso è la causa delle dipendenze”.

“Vale la pena stringere i denti”

“Qui si lavora sull’umanità, – ha dichiarato l’arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace Claudio Maniago – mi sento a casa. Questi giovani che hanno concluso il programma hanno buone prospettive, vogliono rimettersi in gioco e questo è molto bello. Sono esempi per tutti. Ci dicono che vale la pena stringere i denti e affrontare le difficoltà, non smarrirsi, ma credere nel proprio potenziale. Avere attenzioni nei confronti degli ultimi, pensando a loro in modo inclusivo, abilita ad aver cura dell’intera comunità. Questo è un punto di partenza per una società equa e solidale”. 

 

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