“Nonna dov’è la mia mamma?”. Questa la domanda che la piccola di due anni, figlia di Valeria Fioravanti – la donna morta a causa di una meningite non diagnosticata – pone a nonna TIziana, che ha affidato il suo racconto alle pagine di Repubblica.
Valeria aveva solo 27 anni, una figlia piccola e tutto il futuro davanti. Futuro che le è stato strappato a causa di un grave episodio di malasanità: è questa l’accusa dei familiari che sembrerebbe essere confermata dai primi risultati della perizia, che parlano di diversi errori medici.
Il calvario di Valeria è cominciato il giorno di Natale, con l’operazione per un semplice foruncolo infiammato presso il Campus Biomedico di Roma. A questa è seguita l’errata diagnosi di una cefalea e di una lombosciatalgia, curate con la somministrazione di un forte antidolorifico.
“Valeria, la mia amata figlia, la mia primogenita che ho cercato con tutto il cuore e ho sempre amato adesso non c’è più. Adesso ho tanta rabbia, una nipote bellissima da crescere e chiedo che anche per lei venga fatta giustizia. Chi non ha saputo diagnosticare la meningite di mia figlia va radiato dall’albo“, Questo l’appello di Tiziana, nonna e madre.
Il calvario di Valeria, ripercorso da mamma Tiziana
Il calvario di Valeria, ripercorso da mamma Tiziana
In quei giorni, ha aggiunto Tiziana nel suo racconto a Repubblica, “fu tutto folle, i dottori che la visitavano dicevano che stava esagerando. Ma lei stava male e iniziò a stare male il giorno dopo la rimozione di un foruncolo al Campus Biomedico. Il 29 dicembre la portiamo al Casilino, aveva la febbre, le vertigini, le dava fastidio la luce. ‘Mi sento un treno dentro la testa’, ripeteva”.
Durante la prima visita, però, per i medici non era nulla di grave, un semplice mal di testa.
“Il giorno dopo stava nuovamente male. E qui succede qualcosa di allucinante. È il 30 dicembre, noi ritorniamo e un’infermiera del pronto soccorso ci caccia via. Ci dice che l’avevano visitata il giorno precedente e non aveva nulla, di smetterla. Io ci litigo ma Valeria mi supplica di smetterla e di riportarla a casa”.
Le condizioni di Valeria, però, continuano ad aggravarsi e il 4 gennaio furono gli stessi genitori a portarla nuovamente in pronto soccorso, questa volta all’ospedale San Giovanni Addolorata: “Valeria – conclude mamma Tiziana nel suo racconto – praticamente non vede più, è in sedia a rotelle, aveva delle analisi del sangue con valori sballati che indicavano un’infezione in corso. La visitano e mi dicono che ha una lombosciatalgia. Una settimana prima aveva il mal di testa, adesso il mal di schiena. Io insisto perché la trattengano, affinché non siano superficiali ma quasi mi deridono. La riportiamo il 6 gennaio in ospedale. Era gonfia, biascicava le parole. Ma ormai era tardi”.