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La mani della ‘ndrangheta sull’Asp di Catanzaro, in 11 scelgono l’abbreviato (NOMI)

asp Catanzaro coronavirus

di Gabriella Passariello- Undici ammessi all’abbreviato e in dieci seguiranno l’ordinaria udienza preliminare per 21 imputati tra personale dell’ospedale “Giovanni Paolo II” di Lamezia,  funzionari, dirigenti dell’Asp del capoluogo calabrese e società, che erogano servizi sanitari o di ambulanza, articoli medicali e ortopedici, servizi di pompe funebri, coinvolti nella duplice inchiesta della Dda di Catanzaro Quinta Bolgia e Gerione, scattata il 12 novembre 2018 in esecuzione di 24 misure cautelari. Hanno scelto il rito abbreviato i dg dell’Asp, Giuseppe Perri (ex direttore generale dell’Asp di Catanzaro), Giuseppe Pugliese (già direttore amministrativo), Pietro Putrino, 76 anni Sambiase; Diego Putrino 38 anni, Lamezia Terme; Diego Putrino 54 anni, Sambiase;  Vincenzo detto “Enzino” Torcasio, 41 anni, Lamezia; Silvio Rocca, 64 anni, Sambiase;  Ugo Bernardo Rocca, 36 anni, Lamezia; Franco Antonio, detto Tony Di Spena, 48 anni Lamezia; Roberto Frank Gemelli, 57 anni, di Syracuse (USA), residente a Lamezia; Sebastiano Felice Corrado Mauceri, 59 anni, Sambiase. Gli abbreviati verranno discussi davanti al gup Paola Ciriaco il 12 febbraio prossimo.

I nomi di coloro che hanno scelto l’ordinaria udienza preliminare

Hanno preferito optare per l’ordinaria udienza preliminare  Eliseo Ciccone 68 anni, Albi; Tommaso Antonio Strangis, 56 anni, Sambiase; Pietro Rocca, 65 anni, Sambiase; Luigi Muraca, 52 anni, Sambiase; Croce Rosa Putrino srlLa Pietà Putrino srlPutrino Service srlRocca Servizi sas di Pietro RoccaRocca snc di Silvio Roccaassociazione Croce Bianca di Lamezia. L’udienza preliminare proseguirà il 29 gennaio prossimo.

Le accuse

Gli imputati a vario titolo rispondono di associazione a delinquere di stampo mafioso, turbata libertà dell’industria o del commercio, frode nelle pubbliche forniture, illecita concorrenza con minaccia o violenza, abuso di ufficio, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, peculato e induzione indebita a dare o promettere utilità.

L’inchiesta e l’illecita concorrenza

Al centro dell’inchiesta della Dda due gruppi imprenditoriali, i Putrino e i Rocca legati alla cosca confederata Iannazzo- Cannizzaro- Daponte, che si sarebbero accaparrati negli anni il mercato delle autoambulanze sostitutive del servizio pubblico, delle onoranze funebri, della fornitura di materiale sanitario, del trasporto sangue, escludendo dal mercato le altre ditte, operando attraverso un’illecita concorrenza e cercando di turbare, mediante atti illeciti la regolarità delle gare  di affidamento delle ambulanze. Pietro Putrino, Diego Putrino (53 anni), Vincenzo Torcasio, Luigi Muraca, Giuseppe Pugliese, Giuseppe Perri, Eliseo Ciccone, avrebbero turbato il procedimento amministrativo diretto a stabilire il contenuto del bando, (il cui iter avrebbe avuto decorrenza dal 26 marzo 2015) sull’affidamento del servizio ambulanze, occasionale o su chiamata del 118 dell’Asp di Catanzaro. Giuseppe Pugliese, secondo le ipotesi di accusa, nella sua qualità di direttore amministrativo dell’Azienda sanitaria di Catanzaro, avendo in ragione del suo ufficio la disponibilità della macchina Golf Wolkswagen e del relativo autista, se ne sarebbe appropriato per scopi privati.  Eliseo Ciccone, in qualità di pubblico ufficiale, direttore della Unità operativa Suem 118, centrale operativa di Catanzaro, avrebbe abusato della sua funzione relativamente alla corretta esecuzione del servizio di autoambulanza, servizio affidato alla Ats Croce bianca, inducendo Strangis in qualità di rappresentante  legale e amministratore di fatto della Ats Croce Bianca a dare o a promettere indebitamente utilità. Strangis, infatti, avrebbe spedito un pacco di circa 20 chili alla figlia di Ciccone, nella sua residenza di Milano.

Lo scambio di favori con la ‘ndrangheta 

Pietro Putrino, in qualità di capo indiscusso dell’omonimo gruppo imprenditoriale, riconducibile alla famiglia di ‘ndrangheta Iannazzo confederata con le famiglie Cannizzaro-Daponte, in diretto contatto con il capo cosca Vincenzino Iannazzo, dopo l’esecuzione dell’operazione Andromeda, avrebbe assunto una propria autonomia di azione, mantenendo alta la tensione concorrenziale col gruppo Rocca. Sarebbe ricorso anche alla assunzione di persone con rapporti di parentela con la criminalità organizzata lametina, quali Pierdomenico Iannazzo, figlio del capocosca Francesco, alias “Cafarone”, nonché di Luigi Notarianni, figlio di Aldo, detto “Piluosci”, per mantenere la propria posizione dominante nel settore e salvaguardare i propri interessi economici, a discapito dell’economia di libero mercato. Pietro Putrino inoltre avrebbe amministrato la “cassa comune” nella quale sarebbero confluiti i proventi derivanti dall’attività dell’illecita concorrenza. Da questa cassa venivano dati, secondo la Dda, i compensi illeciti a ciascun dipendente che con violenza o minaccia procurava committenze di onoranze funebri o forniture sanitarie per il gruppo imprenditoriale Putrino, a discapito della concorrenza di libero mercato. Putrino sarebbe risultato essere il promotore insieme con Vincenzo Torcasio ed altri della turbativa della gara di appalto per l’affidamento del servizio ambulanze grazie all’intermediazione del consigliere Muraca.

Il collegio difensivo

Sono impegnati nella duplice inchiesta Quinta Bolgia e Gerione, tra gli altri, gli avvocati Salvatore Staiano, Lucio Canzoniere, Antonio Larussa, Francesco Gambardella, Franco Laratta e Renzo Andricciola.

© Riproduzione riservata.

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