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La “Memoria del corpo”: appuntamento con il trekking archeologico al MoMe Festival di Simeri Crichi

Il punto di partenza è la delegazione comunale di Simeri Crichi, alle 9.30: la prima domenica del MoMe Festival edizione 2021- domani, 13 giugno – trascorrerà all’insegna del trekking archeologico a cura dell’archeologo Lorenzo Chiricò di APS Asperitas, dedicato ai più piccoli e non solo. Tutti insieme sul sentiero che porta alle grotte di San Bartolomeo: una esperienza che vede il corpo muoversi all’interno di un luogo sacro e al contempo misterioso come le grotte, un modo per esorcizzare e riscrivere la memoria delle Grotte in cui siamo stati confinati durante questo anno per necessità. “Ma anche Memorie da eremita per giovani del futuro, il corpo nella solitudine della grotta, come nella solitudine della casa, nel grembo della natura, a risignificare quindi il confinamento con me esperienza non solo negativa”, afferma Emi Bianchi, direttore artistico del “MoMe Festival-Momenti di Memoria”, il festival promosso dal comune di Simeri Crichi e co-finanziato dal PAC Calabria 2014-2020 (azione 1, tipologia 1.3, annualità 2019), in partenariato con l’associazione culturale Confine Incerto che cura il progetto fin dal 2018 nei suoi aspetti artistici e organizzativi. Al suo fianco nella co-direzione, anche quest’anno, Giorgia Boccuzzi.

Ma per i bambini – oltre che per i genitori è quindi per le famiglie – è in programma anche il cantiere di “Body percussion” a cura di Peppe Costa in arte Yosonu, che si chiude proprio domani ( si svolgerà dalle 18 alle 20 al parco giochi di Simeri Mare). Il workshop è diviso in due parti: la prima ora parte da un criterio di esplorazione di possibili suoni generati dal corpo per metterli in un codice riconoscibile e semplice. Questo momento è pensato per chi non ha ancora praticato la body percussion: ogni passo è un’esperienza diretta che, semplicemente giocando, sviluppa e consolida nell’ allievo senso musicale dal quale consegue una naturale consapevolezza motoria. Nelle ore successive passate assieme il body percussion viene suonato su brani di generi musicali diversi (dal jazz all’ electro), con metri ritmici differenti e con varie dinamiche esecutive. Questo tipo di esperienza ritmica globale rinforza il circuito suono-ascolto e aumenta la capacità espressiva grazie ad una comunicazione creativa, ma soprattutto divertente. Yousonu lavora con il gruppo per migliorare la consapevolezza corporea, aumentare la memoria auditiva, affinare la capacità di sincronizzazione e migliorare la gestione delle coordinate spaziali. Il gruppo entrerà in modo del tutto naturale in una “via ritmico-espressiva del corpo” portandoci verso nuove acquisizioni motorie, tecnico-musicali e relazionali.

Peppe Costa è un batterista (dal 1997), compositore e anche architetto. Ha suonato in studio e live con formazioni differenti che vanno dal metal al reggae passando per il cantautorato più sperimentale: Adriano Modica, Carmine Torchia, Teresa Mascianà, Marvanza Reggae Sound, Memories of a lost Soul, Scarma, Kalafro Sound Power, Roberta Cartisano ed altri. Nel suo nuovo progetto solista Yosonu cambia drasticamente rotta sperimentando e sviluppando l’idea di comporre musica contemporanea senza la presenza di alcuno strumento musicale. Oltre agli oggetti di uso quotidiano e la voce utilizza la body percussion per le sue improvvisazioni. Ha fondato la body percussion band Patuncha con gli allievi delle sue classi di Reggio Calabria e Catania, dove tiene corsi da 4 anni.

Si concludono sempre domani anche il Cantiere per i bambini sul linguaggio non verbale, a cura della associazione “Conimieiocchi” (con Francesco Votano e Maria Grazia Bisurgi): i il fulcro del laboratorio partito ieri – che continua anche oggi sempre nella sede del Policentro a Simeri Cristi – è stato il corpo parlante, con i suoi significati che non hanno bisogno di parole. Concluso ieri, invece, il cantiere teatrale “Identità e stereotipi” curato da Anna Macrì nel parco giochi di Simeri Mare.

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