La ‘ndrangheta potrebbe aver avuto un ruolo attivo nel rapimento di Aldo Moro

"La presenza della criminalità organizzata ed anche di altre forze sulla scena del sequestro e dei 55 giorni ha lasciato indizi disseminati in molti atti"
aldo moro

La Commissione Antimafia della XVIII legislatura porta a compimento il lavoro d’indagine sul delitto di Aldo Moro e deposita relazione finale sulle “risultanze di un supplemento di acquisizioni investigative sull’eventuale presenza di terze forze, riferibili ad organizzazioni criminali, nel compimento dell’eccidio di via Fani”.

Il rapimento di Aldo Moro e la ‘ndrangheta

Il rapimento di Aldo Moro e la ‘ndrangheta

Negli atti viene esplicitamente fatto riferimento a un ruolo attivo che nel rapimento e successivo delitto eccellente dell’allora esponente di punta della Dc e già presidente del Consiglio a opera delle Brigate rosse possono aver avuto la ‘ndrangheta e la banda della Magliana. “Si può legittimamente ritenere – è scritto nella relazione – che nell’organizzazione di un’azione che comportava capacità strategiche elevate e una notevole preparazione militare di cui i brigatisti, per loro stessa ammissione, non disponevano, sia stato chiesto ed ottenuto l’apporto, con qualche contropartita, di uno o più soggetti che potevano assicurare la propria esperienza, tanto nell’uso delle armi da fuoco in condizioni difficili, quanto nella gestione dei sequestri di persona”. Ed ancora: “la presenza della criminalità organizzata ed anche di altre forze sulla scena del sequestro e dei 55 giorni ha lasciato indizi disseminati in molti atti ed evidenze di cui, in conclusione, si ricapitoleranno i momenti più importanti alla luce delle vecchie e delle nuove evidenze”.

La figura di Giustino De Vuono

Nella relazione si fa riferimento a membri della ‘ndrangheta e in particolare a Giustino De Vuono, legato alla criminalità organizzata. La Commissione Antimafia, nel suo lavoro di indagine, si sofferma sui lunghi giorni del sequestro fino all’epilogo dell’omicidio fornendo spunti che potrebbero essere approfonditi dall’autorità giudiziaria. Il lavoro dei commissari si è interrotto a causa della fine anticipata della legislatura e difatti gli elementi vengono considerati “non sufficienti – viene sottolineato nella relazione finale – a poter segnare come compiuto il lavoro di indagine sulla strage di via Fani”.

© Riproduzione riservata

TI POTREBBE INTERESSARE
Tre le posizioni stralciate dai pm della distrettuale di Catanzaro. Fissata l'udienza preliminare per il 6 maggio
Il pontefice vuole semplificare il rito funebre riservato ai papi, a partire dal suo: "Con dignità ma come ogni cristiano"
Daniele Vacca: “Bisogna trovare una soluzione per garantire alla città e al comprensorio un importante patrimonio culturale ed educativo”
La Squadra Mobile di polizia indaga sul caso che avrebbe coinvolto la responsabile del Centro antiviolenza "Margherita", Tiziana Iaria
Il consigliere regionale e segretario di Azione in Calabria: “Fenomeno allarmante sul quale intervenire senza ulteriori perdite di tempo”
Il concorso per 5 agenti di polizia locale si appresta ad entrare nella fase operativa che precederà l’espletamento delle prove
È stato arrestato il responsabile in un istituto di Vantaa, vicino Helsinki. La polizia ha invitato i residenti della zona a rimanere in casa
La società aprirà sportelli informativi sia a Messina che a Villa San Giovanni per l’analisi della documentazione relativa al piano espropri
La vicesindaca Giusy Iemma: “Contrastare la discriminazione e l’isolamento di cui sono ancora oggi vittime le persone autistiche e le loro famiglie”
Segnalati alcuni giovani in possesso di sostanze stupefacenti, A Soverato un controllo dei detentori di armi da fuoco ha accertato diverse violazioni
RUBRICHE

Testata giornalistica registrata al Tribunale di Catanzaro n.1 del Registro Stampa del 7/02/2019.

Direttore Responsabile Mimmo Famularo
Caporedattore Gabriella Passariello

Calabria7 S.r.l. | P.Iva 03674010792

2024 © All rights reserved