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La ‘ndrangheta potrebbe aver avuto un ruolo attivo nel rapimento di Aldo Moro

aldo moro

La Commissione Antimafia della XVIII legislatura porta a compimento il lavoro d’indagine sul delitto di Aldo Moro e deposita relazione finale sulle “risultanze di un supplemento di acquisizioni investigative sull’eventuale presenza di terze forze, riferibili ad organizzazioni criminali, nel compimento dell’eccidio di via Fani”.

Il rapimento di Aldo Moro e la ‘ndrangheta

Negli atti viene esplicitamente fatto riferimento a un ruolo attivo che nel rapimento e successivo delitto eccellente dell’allora esponente di punta della Dc e già presidente del Consiglio a opera delle Brigate rosse possono aver avuto la ‘ndrangheta e la banda della Magliana. “Si può legittimamente ritenere – è scritto nella relazione – che nell’organizzazione di un’azione che comportava capacità strategiche elevate e una notevole preparazione militare di cui i brigatisti, per loro stessa ammissione, non disponevano, sia stato chiesto ed ottenuto l’apporto, con qualche contropartita, di uno o più soggetti che potevano assicurare la propria esperienza, tanto nell’uso delle armi da fuoco in condizioni difficili, quanto nella gestione dei sequestri di persona”. Ed ancora: “la presenza della criminalità organizzata ed anche di altre forze sulla scena del sequestro e dei 55 giorni ha lasciato indizi disseminati in molti atti ed evidenze di cui, in conclusione, si ricapitoleranno i momenti più importanti alla luce delle vecchie e delle nuove evidenze”.

La figura di Giustino De Vuono

Nella relazione si fa riferimento a membri della ‘ndrangheta e in particolare a Giustino De Vuono, legato alla criminalità organizzata. La Commissione Antimafia, nel suo lavoro di indagine, si sofferma sui lunghi giorni del sequestro fino all’epilogo dell’omicidio fornendo spunti che potrebbero essere approfonditi dall’autorità giudiziaria. Il lavoro dei commissari si è interrotto a causa della fine anticipata della legislatura e difatti gli elementi vengono considerati “non sufficienti – viene sottolineato nella relazione finale – a poter segnare come compiuto il lavoro di indagine sulla strage di via Fani”.

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