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La notte delle stelle cadenti: il grande tonfo grillino (SERVIZIO TV)

dì Carmen Mirarchi – Come abbia fatto un partito a passare dal 43% al 7% in pochissimo tempo è un mistero tutto italiano.

In Calabria è accaduto alle elezioni regionali appena trascorse: il Movimento Cinque stelle è crollato nei consensi nonostante Il reddito di cittadinanza di cui godono 166 mila calabresi.

Il simbolo dei grillini che certamente in una Regione così in difficoltà come la Calabria ha dato un aiuto a molti non ha avuto l’effetto sperato. 50mila voti sono pochissimi per un partito che sembrava destinato a ben altro. Ma quali sono le ragioni di questo crollo, forse non del tutto inaspettato vista la situazione del Movimento a livello nazionale. Certamente tutti pensavano che l’8% poteva essere un metà facilmente raggiungibile per i Pentastellati, ma forse nessuno aveva fatto i conti con una diatriba interna, una lotta intestina che sa tanto di vecchia politica. Che il Movimento Cinque Stelle sia stato solo un “tappabuchi” spazzato via da un Partito democratico primo in Calabria ed in Emilia Romagna? Le risposte forse le potranno dare i capi del M5S ed il candidato Aiello.

Il docente universitario Francesco Aiello ha raccolto solo 48.784 voti e nessun seggio in Consiglio regionale.

Aiello è una persona preparata certamente ma non forse in una competizione regionale come quella calabrese questo non può bastare. Inutile nasconderci dietro un dito in Calabria il partito, la storia, i rapporti contano ai fini di un’elezione regionale. Solo un personaggio di spicco avrebbe potuto salvare i grillini dal fallimento. Forse la scelta di Aiello, per quanto persona di enorme preparazione, non rispetta determinati parametri “calabresi” , giusti o sbagliati che siano. Un gioco di forza che i pentastellati non sono pronti ad affrontare. E se la vera possibilità fosse stato Pippo Callipo? Dall’altronde si trattava di un candidato civico, di un imprenditore importante e “pulito”. Pippo Callipo era stato scelto dal Pd con cui i grillini governano il Paese. Allora perché è mancato questo accordo che avrebbe potuto rafforzare l’alleanza di Governo ed evitare una brutta caduta?

Nel 2018 il M5S aveva preso in Calabria più del 43% alle elezioni politiche, diventando il primo partito.

Un calo importante si era registrato alle elezioni europee dello scorso anno, ma dal 26, 69% al 7% ci sono 19 punti di differenza finiti,a quanto pare, tra le file degli astenuti e tra i voti per Iole Santelli. Un reddito di cittadinanza con un importo di 500 euro di media e pensioni di cittadinanza di 240 euro di media non sono sufficienti per dare pace ad una regione tormentata che chiede lavoro non assistenzialismo, almeno questa potrebbe essere una valutazione rispetto al dato elettorale. O forse, semplicemente, le elezioni regionali seguono parametri che vanno al di là di ciò che di buono o di male di è fatto. Merito alla Santelli che è riuscita a vincere senza nemmeno avere la residenza in Calabria e senza essersi mai distinta per particolari interventi a favore della nostra regione, nonostante sia parlamentare da diverse legislature.

Avrà adesso l’opportunità di rifarsi visto che il 55% dei votanti le ha assegnato l’arduo compito di guidare una delle Regioni più povere d’Europa. Intanto oneri ed onori al centro destra che avrà il compito di risolvere i problema calabrese, solo oneri per il Movimento che ha fatto un lungo passo indietro che poteva essere forse attenuato da un’alleanza calabrese con Pd. Comunque visto che sono al Governo possono ancora dimostrare di voler fare concretamente qualcosa per la nostra regione. Ad esempio: attuare corrette politiche per favorire l’occupazione, evitare la depenalizzazione, dare la possibilità concreta ai calabresi di curarsi in Calabria , attuare politiche di genere, migliorare le infrastrutture.

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