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La presidente della Provincia di Cosenza nomina il marito nel proprio staff

Non è passata inosservata la nomina nello staff dell’ente provinciale guidato dal sindaco di San Giovanni in Fiore. Turbinio di polemiche a seguito della decisione del presidente della Provincia di Cosenza, Rosaria Succurro di affidare una consulenza, a titolo gratuito, al marito.

Movimento 5 Stelle: “Affare di famiglia”

Per i parlamentari del Movimento 5 Stelle Alessandro Melicchio, Anna Laura Orrico, Massimo Misiti ed Elisa Scutellà e l’eurodeputata Laura Ferrara “la scelta della nuova presidente della Provincia di Cosenza, Rosaria Succurro, di nominare il marito Marco Ambrogio nello staff dell’ente che governa, con una formula che ricorda la figura del capo Gabinetto, appare quanto mai inopportuna. La cosa pubblica – affermano – non può essere gestita come un “affare” di famiglia. E anche in presenza di una nomina a titolo gratuito la questione non può che suscitare massima disapprovazione, se non preoccupazione. Il decreto numero 6 del 4 aprile 2022 che sancisce questa scelta fa torto ai tanti professionisti, esterni o meno, che avrebbero potuto ricoprire quel ruolo senza creare imbarazzo all’ente e a chi lo governa. Non possiamo pensare che nella sua scelta la Presidente Succuro non abbia ponderato questi aspetti obiettivamente difficili da spiegare alla pubblica opinione. Ci auguriamo – concludono – ci ripensi considerato che, in caso contrario, darebbe testimonianza di un retaggio culturale, quello del familismo amorale, che continua a imperversare chi amministra la cosa pubblica in Calabria a danno della comunità e dell’interesse collettivo”.

Movimento civico Noi: “La famiglia Succurro”

Sulla vicenda interviene anche il portavoce nazionale del Movimento civico Noi, Fabio Gallo, già candidato Sindaco alle scorse amministrative di Cosenza. “Quanto accaduto – dichiara Gallo – è gravissimo e pone in essere nel cuore delle più alte Istituzioni democratiche del nostro Paese, un comportamento che incenerisce le fondamenta etiche delle stesse Istituzioni che, invece, devono essere salde, protette dallo stesso Presidente della Provincia da critiche, e ancorate in maniera granitica al buon senso. Qui si parla di amministrazione della cosa pubblica. Non è una giustificazione l’incarico “gratuito” al marito. Il punto è l’incarico di Capo di Gabinetto al marito. Stiamo parlando di una moglie che conferisce al marito un incarico diretto. Ciò – a parere di Gallo – manifesta un dato gravissimo. In aggiunta, il termine “gratuito” non distoglie dall’esercizio del potere del Capo di Gabinetto, suo marito, che andrebbe, inoltre, a utilizzare uffici, collaboratori e tutto quanto rappresenta un costo per noi cittadini che non possiamo essere democraticamente tutelati dalla “famiglia” Succurro. Qui – continua – si stanno scrivendo pagine di antropologia della non cultura con comportamenti che devono richiamare l’attenzione delle più alte cariche dello Stato, partendo dal Presidente della Repubblica a tutela di tutti noi cittadini. Ci si chiede anche che fine abbia fatto l’opposizione sia a livello locale che regionale, rispetto ad un vuoto strategico di decenza. Una cosa – secondo Gallo – appare certa: la democrazia è in pericolo”.

Tesoro Calabria, Tansi: “Rischio rapporti clientelari”

Per Carlo Tansi, presidente e fondatore del movimento civico Tesoro Calabria, già candidato alla presidenza della Regione Calabria, “a confermare l’accordo, tra la destra e la sinistra, per la nomina della nuova Presidente della Provincia di Cosenza, dottoressa Rosaria Succurro c’è il conferimento di un incarico per l’espletamento di attività a supporto della realizzazione delle linee guida programmatiche di governo”. “L’avvocato Marco Ambrogio sarà un collaboratore “titolo gratuito” e con in tasca, da sempre, la tessera del PD. Quel PD – sottolinea Tansi – che non ha proferito parola su una nomina espressione di un insopportabile familismo amorale sulla quale, in altri contesti, avrebbe fatto fuoco e fiamme! Che fine hanno fatto il presidente PD del consiglio comunale di Cosenza, Giuseppe Mazzuca, e il segretario regionale PD, Nicola Irto? Perché non hanno aperto bocca su questa inquietante vicenda? In Calabria gli accordi politici si trovano sempre, al limite anche grazie ai matrimoni. Come tutti sanno, Ambrogio è anche il marito della neo eletta presidente della provincia e anche sindaco di San Giovanni in Fiore. Lo stesso Ambrogio è definito dalla maggior parte dei sangiovannesi il sindaco ombra della città. Tutti sanno anche che l’amministrazione di San Giovanni in Fiore è nelle mani dei coniugi provenienti dalla città dei bruzi con la benedizione di quella sinistra che per anni a San Giovanni in Fiore aveva il suo quartier generale e che all’improvviso, chissà per quale strano arcano, ha deciso di cambiare gli equilibri. La Succurro è costantemente coadiuvata da un marito che ha assunto il ruolo di “principe consorte”, come se l’amministrazione pubblica equivalesse a governare un Principato, il loro Principato. Sarà così anche per la presidenza della Provincia Sull’amministrazione del comune di San Giovanni in Fiore le voci di dissenso risuonano all’unisono nel manifestare malcontento: un paese ridotto nel più completo degrado sociale ed economico e quasi senza più assistenza sanitaria. A riassumere il tutto ci sono i depuratori che sversano direttamente nei fiumi, avvelenando l’ambiente in cui vivono decine di migliaia di cittadini di una delle più importanti città della Calabria. In Calabria l’amministrazione pubblica si rivela sempre più un affare di famiglia. Anche se a titolo gratuito una nomina così, ai massimi livelli, nella Provincia di Cosenza, non consentirà di ottenere stipendio ma porterà molti contatti importanti che possono tradursi in rapporti clientelari e, quindi, in vantaggio personale. Questo è quanto accade in Calabria, e sono questi gli amministratori che i calabresi decidono di eleggere nelle consultazioni elettorali. Secondo i bene informati il prossimo passo del Principato sarà la conquista della Cittadella regionale”.

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