il retroscena

La “prima” al teatro di Vibo, il pasticcio dei biglietti e i privilegi della “casta”: quando cultura è potere (FOTO)

Le massime autorità civili, militari e religiose hanno disertato l’evento. Ecco chi ha occupato le prime tre file tra omaggi, posti riservati e corsie preferenziali  

Alla festa erano stati invitati prefetto, i vertici provinciali delle forze dell’ordine, il vescovo, il presidente della Regione Calabria e la sua vice, il procuratore di Vibo. Nessuno ha risposto presente e tutti hanno disertato l’invito dell’Amministrazione comunale preferendo lasciare vuote le poltrone a loro assegnate e poi occupate da altri. Un pò come ha fatto Nicola Gratteri con il presidente del Napoli Aurelio De Laurentiis rispedendo al mittenti i biglietti per andare al San Paolo gratis. La “prima” del nuovo teatro di Vibo è andata in scena tra luci e ombre, presenze ingombranti e assenze significative. Ha lasciato a desiderare soprattutto la gestione dei biglietti, un pasticcio che alimenta ancora polemiche e crea ulteriore imbarazzo malgrado i giorni passano.

Il caos dei biglietti e i numeri che non tornano

I posti a disposizione per i primi due eventi della stagione teatrale sono stati ridotti a 430. I biglietti erano prenotabili attraverso il ritiro dei ticket a Palazzo Gagliardi. Ciascuno di esso consentiva la prenotazione di un massimo di quattro posti a sedere. I tagliandini di prenotazione sono andati subito esauriti fermandosi misteriosamente a quota 40. Un numero che moltiplicato per quattro fa 160. I paganti allo spettacolo delle 21 sono stati però 393 secondo i dati comunicati da Palazzo “Luigi Razza”. Siccome la matematica non è un’opinione queste cifre hanno scatenato una bufera intorno al sindaco Maria Limardo e all’assessore alla Cultura Giusy Fanelli ponendo diversi interrogativi sulla gestione e la trasparenza della vicenda.

La prima fila senza le massime autorità

L’Amministrazione comunale ha pensato di assegnare alla “casta” tra omaggi e riservati le prime tre file: circa 80 posti. Per le autorità più importanti Maria Limardo ha previsto 26 poltrone, tutte quelle in prima secondo un comunicato di precisazione alle tante note critiche evidenziate a margine dell’evento. Nessuna traccia, tuttavia, delle autorità più importanti della provincia di Vibo Valentia. Presenti solo il primo cittadino, con il suo vice Pasquale Scalamogna, il presidente della Provincia Corrado L’Andolina, il senatore Francesco Bevilacqua (promotore del finanziamento che ha portato alla costruzione della struttura trenta anni dopo), il nipote Domenico Barbuto, prezioso “ponte” tra il Comune e il Teatro Parioli, il sindaco di San Gregorio d’Ippona Pasquale Farfaglia in qualità di ingegnere delegato dall’Amministrazione comunale alla certificazione necessaria al via libera per i primi due spettacoli in attesa – dettaglio non secondario – del disco verde definitivo che dovrà arrivare dalla Commissione di vigilanza.

Poltronissima comoda e gratuita per i consiglieri regionali

Tra le autorità alle quali il Comune ha riservato i posti migliori e più ricercati c’erano anche i consiglieri regionali del territorio presenti in primissima fila insieme alle rispettive mogli: il capogruppo di Forza Italia Michele Comito, il leader di Liberamente Progressisti Antonio Lo Schiavo, il coordinatore regionale di Azione Francesco De Nisi. Assente il dem Raffaele Mammoliti. Sono invece rimasti a Roma i parlamentari Riccardo Tucci e Giuseppe Mangialavori che si è tenuto quindi alla larga da ogni tipo di polemica annessa e connessa.

La seconda e la terza fila tra assessori, consiglieri e burocrati

Il Comune avrebbe riservato altre due file, la seconda e la terza, “a rappresentanti istituzionali o a figure che hanno avuto un ruolo importante nella realizzazione dell’opera, come gesto di garbo e cortesia”. Non a caso erano presenti gli ex sindaci Elio Costa e Nicola D’Agostino. Qualcosa tuttavia sarà sfuggita di mano perché in seconda fila erano accomodati a gustarsi lo spettacolo di Ale e Franz quasi tutti gli assessori della giunta Limardo accompagnati da mogli o mariti. Mischiati a loro non sono passate inosservate le presenze della super dirigente sulla via del pensionamento Adriana Teti e della sua erede designata Claudia Santoro con al fianco i rispettivi consorti. Corsia preferenziale anche per i consiglieri comunali. Non tutti. I più fortunati a trovare il biglietto (a pagamento) e a sistemarsi in terza fila sono stati il presidente del Consiglio comunale Rino Putrino, il capogruppo di Forza Italia Console, il delegato allo Sport e allo Spettacolo Schiavello e l’azzurro Calabria. Ovviamente in rispettiva compagnia di mogli e fidanzate. Tutti uniti da un unico filo conduttore: far parte della maggioranza che sostiene Maria Limardo. Un privilegio da prima fila.

Relegati alle ultime file con il “popolo”

Al contrario invece degli altri colleghi di (ex) maggioranza e opposizione relegati alle ultimissime file della platea, in mezzo al popolo. Nessuna differenza, nessuna eccezione. Neanche per Loredana Pilegi, cognata del sindaco ma anche consigliera comunale di opposizione essendo una “fedelissima” di Antonio Lo Schiavo. E siccome la famiglia è una cosa, la politica è un’altra, la dottoressa ha anche chiesto ufficialmente spiegazioni alla cognata-sindaca con un’interrogazione consiliare per chiarire dubbi, sospetti, veleni. C’è chi ha preferito fare la fila evitando tutte le polemiche e assistendo allo spettacolo dalle retrovie come il candidato a sindaco Enzo Romeo e chi invece al teatro comunale proprio non si è visto. E’ il caso di Stefano Luciano il quale evidentemente ha preferito fare altro nel giorno di San Valentino tenendosi alla larga dalle polemiche e dai privilegi di una casta ormai al capolinea.

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