La Procura e gli uffici del Giudice di pace chiusi a Reggio, Dominjianni: “Senza preavviso”

Nello stabile che ospita i due uffici giudiziari si era già verificato in passato il distacco di estese porzioni di intonaco

Il Comune di Reggio Calabria ha dichiarato inagibili gli uffici della Procura generale e del Giudice di pace per motivi di “pubblica incolumità”. Il provvedimento d’urgenza è stato emesso negli ultimi giorni dal settore Urbanistica e Pianificazione del Comune, che ha ordinato la cessazione dell’utilizzo dei locali e vietato l’accesso e la permanenza nell’edificio. Gli uffici si trovano in uno stabile di proprietà della Curia arcivescovile, dove in passato si erano verificati distacchi di estese porzioni di intonaco. Il Comune ha chiesto all’arcivescovo metropolita, monsignor Fortunato Morrone, di garantire la sicurezza dell’immobile mediante lavori di adeguamento e consolidamento o, in ultima istanza, la demolizione. Fino a quando la situazione non sarà risolta, l’Amministrazione comunale ha vietato l’utilizzo dei locali.

Il procuratore generale, Gerardo Dominijanni, ha criticato duramente il provvedimento del Comune, lamentando la mancanza di preavviso tempestivo. “Sono sconcertato”, aveva dichiarato il procuratore generale. “Nonostante la situazione fosse già ben nota al Comune dal 14 febbraio scorso, abbiamo avuto tramite mail e senza neanche preavviso, un provvedimento di inibizione all’accesso agli uffici della Procura Generale e del Giudice di Pace e questo ha comportato il blocco di tutte le attività. Ritengo sia sconcertante non dare preavviso della chiusura di uffici come la Procura che ha competenze in materia di libertà e che tratta procedimenti in materia di ‘ndrangheta. Non siamo una sala da ballo”.

Il procuratore generale, Gerardo Dominijanni, ha criticato duramente il provvedimento del Comune, lamentando la mancanza di preavviso tempestivo. “Sono sconcertato”, aveva dichiarato il procuratore generale. “Nonostante la situazione fosse già ben nota al Comune dal 14 febbraio scorso, abbiamo avuto tramite mail e senza neanche preavviso, un provvedimento di inibizione all’accesso agli uffici della Procura Generale e del Giudice di Pace e questo ha comportato il blocco di tutte le attività. Ritengo sia sconcertante non dare preavviso della chiusura di uffici come la Procura che ha competenze in materia di libertà e che tratta procedimenti in materia di ‘ndrangheta. Non siamo una sala da ballo”.

Secondo il procuratore Dominijanni, il Comune ha sbagliato la valutazione e anche in modo grave, nella gestione di una situazione più che delicata. Nonostante la chiusura di ieri, la Procura generale ed il presidente del Tribunale, continueranno a garantire il servizio. “C’era un’interlocuzione con il Comune e con il sindaco che ci aveva proposto i locali di viale Amendola e che ringrazio pubblicamente. Abbiamo anche dei lavori in corso nei locali all’interno della Corte d’Appello ma ancora non sono pronti e servono 90 giorni di tempo per attuare il trasferimento, nel frattempo però è arrivato questo provvedimento. Non abbiamo locali e siamo in una situazione di emergenza ma nei limiti del possibile garantiremo comunque il servizio e quindi si celebreranno i processi”.

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