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La Regione punta sui piccoli comuni. Presentato il progetto: “Reddito residenza attiva” (VIDEO)

di Damiana Riverso – “Abbiamo voluto pensare la rilancio delle aree interne, rivitalizzare i piccoli comuni e cercare di far trasferire più persone possibile. Questi piccoli comuni hanno ancora molto da dire da un punto di vista architettonico e turistico e anche valorizzazione del territorio”. Con queste parole l’assessore regionale alle Politiche agricole, Gianluca Gallo, ha presentato il progetto “Reddito residenza attiva”.

Fondi per 700mila euro

L’iniziativa della Regione, da considerarsi un progetto pilota, è stata finanziata per un importo complessivo di 700mila euro nell’ambito degli interventi previsti dal protocollo d’Intesa tra il ministero dello Sviluppo Economico, il ministero dell’Economia e Finanze e la Regione Calabria, siglato a fine dicembre 2020. Essa prende spunto dall’esigenza di dare un nuovo impulso demografico alle aree in fase di spopolamento, in particolare di quelli con meno di 5mila abitanti: in Calabria la popolazione complessiva dei piccoli Comuni si attesta intorno alle 2.500 unità, la maggior parte delle quali ultrasessantenne. Da qui la scelta di ricercare soluzioni idonee a favorire un cambio di rotta. Nello specifico, attraverso azioni volte a favorire la nascita di nuove imprese gestite da giovani, coerenti con le visioni di sostenibilità, il progetto — da intendersi quale strumento di sperimentazione – si pone la finalità di rivitalizzare il territorio dei piccoli comuni, che per la loro storia, le loro caratteristiche architettoniche e paesaggistiche rappresentano anche un attrattore turistico.

Chi potrà beneficiarne

Il progetto poggia essenzialmente sul reddito di residenza attiva, una misura da erogare ai soggetti che decidano di trasferirsi in alcune aree della regione in cui è maggiormente accentuato il fenomeno dello spopolamento. Si intende così incentivare l’attrazione di nuovi residenti, da sostenere nell’avvio di un’attività imprenditoriale che dovrà essere scelta tra quelle indicate dai Comuni che aderiranno all’iniziativa (da selezionare attraverso apposito avviso pubblico), necessarie e prioritarie per lo sviluppo e rivitalizzazione del paese ospitante. In particolare, potranno presentare richiesta di ammissione al beneficio economico per l’avvio di un’attività imprenditoriale coloro i quali risultino essere in possesso dei seguenti requisiti: – aver compiuto la maggiore età, non aver superato i 40 anni; – si impegnino a trasferire la propria residenza in uno dei comuni calabresi aderenti alla iniziativa con meno di 2.000 abitanti, entro 90 giorni dalla comunicazione di accoglimento della propria domanda di accesso al beneficio di cui al bando; – provengano da un Comune italiano con popolazione superiore ai 2.000 abitanti o da un’altra nazione.

Incrociare domanda e offerta

“Saranno i comuni stessi – conclude Gallo – a dirci di quale attività hanno bisogno e faremo in modo di incrociare offerta e domanda di lavoro. Questo è solo un piccolo esperimento ma se dovesse andare bene potremmo mettere in campo molti più fondi”. “Questo è solo un pezzo di un progetto che per ora potremmo definire minimal, ma siamo già pronti alla fase 2. – ha commentato l’assessore regionale al lavoro, Fausto Orsomarso. È un simbolo per la ripartenza.  È un progetto che rientra nella nostra visione di futuro della Calabria, valorizzando un’identità che va rivendicata e che rivendichiamo, rientra in una programmazione più generale che prevederà anche altre iniziative, come il wi-fi gratuito nei piccoli Comuni”

© Riproduzione riservata.

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