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La Scuola Mazzini consegnata a un triste destino

di Danilo Colacino – La Mazzini, insieme al Convitto Galluppi e alla Pascoli, una delle scuole medie più note e frequentate della città. Istituzione del sapere e autentico pezzo di storia del capoluogo, ma che da anni ormai è ridotta alla condizione miserrima di un ‘mezzo rudere’. Un edificio vetusto, abbandonato al suo destino, che necessiterebbe dunque di un’ampia ristrutturazione. Intervento che il Comune, ente pubblico preposto a farsene carico, aveva per la verità avviato, annoverandolo in modo apprezzabile fra le priorità dell’agenda dell’amministrazione Abramo. Tra il dire e il fare, però, c’è di mezzo il mare come recita un vecchio adagio. E allora ecco che dopo lo start del lavori, con tanto di mega-ponteggio installato dalla ditta incaricata, tutto si è ‘arenato’. Niente stati di avanzamento. Nessun progresso. Nulla di nulla, insomma. Solo sporcizia che si accumula in una sorta di cantiere abbandonato. E un’impalcatura rimasta esposta agli agenti atmosferici, fabbrica di ruggine e habitat ideale per la proliferazione di erbacce. Una situazione inaccettabile, quindi, e per giunta potenzialmente pericolosa che si trascina tra l’indifferenza generale. A eccezione del solito, per così dire, Stefano Veraldi di Fare per Catanzaro.

L’attivista con il ‘vizietto di denunciare’. L’esponente del movimento civico che fa capo a Sergio Costanzo si arma, come di consueto, di telefonino e inizia a fare riprese e foto al termine di un breve sopralluogo. Lo scenario che ne viene fuori è desolante, poiché dipinge – come premesso – una sorta di ‘deposito fantasma’ di attrezzi edili. Strumenti rigorosamente fermi (pare addirittura dall’aprile 2017) e consegnati al degrado come il resto del sito, che da scuola d’eccellenza si è tramutato in ricovero per cani e gatti randagi ma anche ‘paradiso’ di insetti, uccelli e perfino piccoli rettili. Una specie di zoo improvvisato, in altri termini, a due passi da abitazioni e da una strada secondaria ma molto frequentata da bambini e ragazzini. Considerazione che fa scattare in Veraldi – peraltro sollecitato da alcuni residenti della zona e non solo – un campanello d’allarme tanto da spingerlo a chiedere lumi agli uffici comunali preposti fra cui il settore Grandi Opere, sensibilizzato il 10 ottobre del 2018 per lettera. Rimasta morta, tuttavia, come si dice in gergo. Un silenzio da cui scaturisce una successiva segnalazione al Noe dell’Arma a metà gennaio scorso nella speranza che vengano prima o poi avviate delle indagini sull’inspiegabile stato dei luoghi.

L’auspicio di Fare per Catanzaro e dei suoi rappresentanti. I termini dell’esposto e della rimostranza sono chiari. Perché la Mazzini è stata consegnata da ben 24 mesi a questa parte a un triste destino, quello di un magazzino di calcinacci e un ricettacolo di rifiuti. Una realtà che non soltanto i dirigenti del Movimento costanziano giudicano in maniera molto negativa. Senza contare gli eventuali rischi per la salute pubblica. Ragion per cui resta invariato il motivo dell’istanza, ma sarebbe meglio dire, della protesta confidando nell’attenzione degli organismi preposti per un rapido ripristino dei luoghi.

 

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