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La stoccata di Klaus: corsa ‘civica’. “Falcomatà? Farebbe meglio a non ricandidarsi”

L’impegno diretto di Klaus Davi, in atto consigliere comunale a San Luca, alla fine è stato formalizzato: il del giornalista-massmediologo correrà da aspirante sindaco alle Comunali di Reggio Calabria del 20 e 21 settembre.

Due le idee-forza illustrate ai giornalisti all’Hotel Excelsior, nel corso della conferenza stampa introdotta dallo psichiatra Nico Pangallo (in passato, coordinatore reggino dei Verdi): la creazione di un network dell’offerta turistica e l’allestimento di una scuola internazionale di moda rispetto alla quale Davi avrebbe già incassato il supporto di un reggino “doc”, Santo Versace, che insieme alla sorella Donatella incarna e alimenta da lunghi anni l’eccellenza di un brand famoso in tutto il mondo soprattutto grazie al genio e alla creatività dell’altro fratello, Gianni Versace (fra 5 giorni saranno 23 anni esatti da quando fu assassinato davanti alla sua “Casa Casuarina”, a Miami Beach, da Andrew Cunanan).

«Non siamo e non saremo contro nessuno; anzi, siamo pronti a dialogare con tutti. Comunque sia, non siamo e non saremo un partito – ha affermato Davi, che in queste ore aveva fatto trapelare d’essere pronto a lanciare addirittura tre liste d’impronta civica a suo supporto –: siamo assolutamente favorevoli alla forma-partito, ma in questa fase storica il nostro vuol essere un percorso più legato alla società civile che ne raccoglie il supporto, un po’ quel che ho già fatto in questi cinque anni nella Locride. È anche un tentativo per salvare la politica, vista la sua cronica incapacità di sognare e visti i nomi che circolano: in primis quello dell’uscente Giuseppe Falcomatà, che viste le condizioni attuali di Reggio Calabria farebbe bene a non ricandidarsi del tutto, anche se ad esempio sulla città sporca le responsabilità non sono esclusivamente sue».

Che città è Reggio, in definitiva? «Una città multiculturale, dell’accoglienza… La prima cosa che va fatta – così Klaus Davi – è togliere l’immondizia dalle strade; la seconda, dare opportunità di lavoro ai giovani con un “modello” che potrebbe essere quello dell’armatore Gianluigi Aponte e di Msc a Gioia Tauro. Quanto al dato elettorale, sono certo che questo “polo” civico drenerà molti suffragi da questo agguerrito centrodestra, dal Partito democratico ma anche dall’area del “non voto”».

Diverse le “facce note” viste alla presentazione della candidatura del giornalista. Ma il problema, a oggi almeno, sta nel fare massa critica: in questo senso, nel corso dell’iniziativa il candidato sindaco del Movimento Cinquestelle Fabio Foti ha lanciato la proposta – provocatoria fino a che punto, lo si vedrà presto – di unificare gli sforzi di tutte le forze dichiaramente alternative a Falcomatà; eventualmente, con un “passo indietro” di tutti a favore proprio del massmediologo Davi.  Prima dell’aspirante pentastellato alla fascia tricolore (che però, bisogna chiarire, punta sull’«apparentamento», nuova possibilità fortemente voluta nel M5S da Vito Crimi), aveva ipotizzato lo stesso metodo l’ex assessore comunale ai Lavori pubblici – con Italo Falcomatà, il padre del sindaco in carica – Pino Falduto.

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