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La storia di Patrizia, replicano le farmacie di Cariati: “Il farmaco è irreperibile”

farmaci

Qualche giorno fa abbiamo raccontato la storia della signora Patrizia Brunetti, paziente oncologica, e della difficoltà avuta nel reperire un farmaco per lei essenziale nella sua terapia. La signora ha vissuto momenti di grande ansia e sconforto e chiedeva a gran voce spiegazioni riguardo l’accaduto. Le farmacie di Cariati hanno così voluto dare la loro versione dei fatti: si tratterebbe di irreperibilità del farmaco.

“Il farmaco in questione nella prima prescrizione – scrivono le farmacie nel comunicato – è stato regolarmente dato alla paziente in seguito a prenotazione, in quanto trattasi di un farmaco dispensato in Dpc (Distribuzione per conto dell’azienda sanitaria) e per cui la farmacia fa solo da tramite. Alla seconda prescrizione, prenotato il farmaco presso la stessa farmacia, risultava mancante alla distribuzione e la signora è stata gentilmente informata e indirizzata a rivolgersi presso le altre farmacie, per verificare se anche i loro distributori ne fossero sprovvisti ed infatti così è stato. Purtroppo il problema della mancanza di diversi farmaci nel ciclo della distribuzione non è un problema legato alle farmacie di Cariati, del circondario o della Calabria, ma è un problema nazionale e non può essere addebitato certamente ai farmacisti. L’etica professionale di noi farmacisti impone di fare sempre e comunque il possibile per garantire ai malati le cure loro prescritte, reperire i farmaci in tempi brevissimi e nessuno può avere interesse a negare un farmaco in nessun caso e per nessuna ragione. Spesso però sono proprio i farmacisti, ultimo anello della catena di distribuzione, che devono fare i conti con i cosiddetti farmaci contingentati, cioè distribuiti su tutto il territorio nazionale in numero molto ridotto e pertanto spesso mancanti, trovandosi così, loro malgrado, a non poter garantire le cure prescritte ad alcuni pazienti. L’episodio dovrebbe porre piuttosto l’accento sui diversi interessi che regolano la distribuzione dei farmaci da parte delle case farmaceutiche che, al contrario dei farmacisti, i quali vivono quotidianamente i problemi, i disagi, le sofferenze dei pazienti, evidentemente basano tutto solo su meccanismi legati a guadagni e convenienza”. (d.r.)

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