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La truffa delle false ricette a Catanzaro e i farmaci venduti sotto banco dalla famiglia Leo

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di Gabriella Passariello- Un’associazione a delinquere finalizzata alla truffa, utilizzando come “quartier generale” la Farmacia Leo, ubicata nel quartiere Pontegrande di Catanzaro. Un sodalizio, che avrebbe rubato 116 ricettari a 31 medici, redigendo 2.574 ricette false, utilizzando il nome di cinque camici bianchi fantasma e ventiquattro esistenti, tra cui otto medici ospedalieri, dieci di base, una pediatra di base, due dei servizi territoriali Asp, due guardie mediche e un sostituto medico di base. Ricette con cui avrebbero recuperato 5.121 farmaci da rivendere alla loro farmacia in alcuni casi senza fustella. Come? Attraverso false ricette mediche “rosse” per acquistare e rivendere farmaci lucrando una somma complessiva di 81.835,91 euro, di cui 69.019.91 quale costo dei farmaci e 12.816 euro a titolo di importo di ticket regionali non versati. Un gruppo su base familiare, dove i promotori e gli organizzatori sarebbero stati i fratelli Carlo Leo e Raffaele Leo, di cui solo il primo è un farmacista regolarmente iscritto all’ordine dei medici, i partecipi con il compito di addetti alle vendite, secondo le ipotesi di accusa sono Ilaria Leo, laureata in medicina ma non iscritta al relativo ordine professionale e Pasquale Gigliotti, dipendente della farmacia Leo, mentre Giuseppe Rubino, cognato di Raffaele Leo e dipendente dell’Az spa e Antonio Mungo, guardiano all’Ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro, avrebbero avuto il compito di procurare i farmaci da rivendere, recuperando i ricettari.

Le ipotesi di accusa

Nei confronti dei sei indagati si ipotizzano, a vario titolo, i reati di associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata, in danno del servizio sanitario nazionale, falsità materiale commessa dal pubblico ufficiale in certificati o autorizzazioni amministrative, falsità materiale commessa dal privato. Accuse che sono costate loro un decreto di sequestro preventivo, vergato dal gip del Tribunale di Catanzaro Alfredo Ferraro, notificato dagli uomini della Guardia di finanza del Comando provinciale di Catanzaro, finalizzato alla confisca di somme di denaro esistenti sui loro conti correnti, depositi, titoli ed altre disponibilità finanziarie sino alla concorrenza della somma di 81.835,91 euro (LEGGI).

Le false ricette intestate a persone ignare e firmate da medici fantasma o inconsapevoli

Tutte le ricette sarebbero state intestate a persone ignare a cui sarebbero state attribuite le esenzioni dai ticket sia per i farmaci di fascia A, gratuiti per tutti, che di fascia C per cui ne è previsto il pagamento. Nelle ricette, in base all’esito delle indagini svolte, non vi è corrispondenza tra il medico a cui è assegnato il ricettario, il medico dove è in cura l’assistito e il firmatario, determinando così l’ipotetica riconducibilità di una singola ricetta a ben tre medici diversi, di cui alcuni inesistenti e altri invece ne avrebbero disconosciuto la paternità. Nel caso di ricette firmate da medici ospedalieri, le stesse risulterebbero scritte a stampa e non a penna come di regola avviene e i dati dell’assistito indicati in modo incompleto. Ricette, recanti l’apparente sottoscrizione da parte di sanitari inconsapevoli di tutto, ed intestate a “invalidi di guerra” che avevano diritto di usufruire dell’esenzione totale dal pagamento del ticket regionale, ottenendo, attraverso l’uso dei ricettari sottratti e compilati abusivamente, la disponibilità di un quantitativo ingente di farmaci, allo scopo di commercializzarli nell’attività di uno degli indagati, titolare della farmacia, con il duplice danno, connesso al loro mancato pagamento e al mancato versamento di somme dovute per ticket regionali.

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