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La verità di Floriani: “Vi spiego le cause vere e profonde della crisi del Sistema Bibliotecario Vibonese”

La crisi è il risultato di una combinazione di fattori: carenza di fondi, costi elevati, ritardi burocratici, mancanza di sostegno politico

Le cose che seguono le ho già dette innumerevoli volte, anche prima che si manifestasse la difficile situazione che fa tanto discutere giornali e social. Ma nessuno ha mai ascoltato, meglio pensar male, meglio pensare le cose peggiori. Le ripeto ancora una volta, l’ultima, e siccome voglio rimanere a Vibo Valentia e avere buoni rapporti con tutti (meno con i malvagi manifesti come diceva Hobbes), cercate di leggere quanto segue.

Il sindaco di Vibo Valentia, in qualità di rappresentante di un ente fortemente indebitato, ha tentato di addebitare la difficile situazione ad una presunta “cattiva gestione pregressa del Sistema”, paventando anche malversazioni che ha “genericamente” denunciato alle autorità. La grave crisi che attanaglia il Sistema Bibliotecario Vibonese è frutto di una serie di concause stratificatesi nel tempo, che hanno provocato una situazione di profonda sofferenza per l’ente.

I 50mila euro della Regione Calabria

Il sistema, previsto dalla legge regionale sulle biblioteche, era nato su alcuni presupposti: l’impegno della Regione Calabria a versare circa 50.000 euro annui di spese di gestione (Delibera G.R. n.5470/88 su pare del Consiglio regionale), che dal 2008 ha smesso di versare, privando il Sistema della sua più importante fonte di finanziamento. Aveva, inoltre, assegnato il personale qualificato che proveniva dall’ex Centro di Servizi Culturali, poi venuto meno a causa pensionamento.

I fattori che hanno aggravato la crisi

Ad aggravare la crisi sono stati una serie di altri fattori: dissesto finanziario della Provincia di Vibo Valentia che ha determinato il venir meno della sua quota di adesione annuale di circa 60.000 euro (40 centesimi per abitante); mancata corresponsione delle stesse quote di adesione da parte di alcuni comuni. Notevoli spese per utenze, pulizie e manutenzione hanno gravato pesantemente sul bilancio del Sistema. E ancora: mancata concessione in comodato d’uso gratuito dei locali di Santa Chiara, come è stato fatto per altri; mancata partecipazione delle spese per le utenze e mancata riduzione degli oneri derivanti dai canoni Tari e acqua; mancato versamento della quota di partecipazione (che doveva pareggiarsi con il fitto); ritardo di anni nella verifica dei rendiconti del festival “Leggere&Scrivere” che hanno costretto il Sistema ad anticipare ingenti somme, creando un’ulteriore pressione finanziaria.

Mancanza di una politica culturale regionale

La Regione Calabria non ha più attuato una politica culturale in materia di biblioteche e promozione della lettura dagli anni 2000. L’Assessore alla cultura Spirlì ha addirittura peggiorato la situazione. Nel 2005 la Regione Calabria ha indetto una gara d’appalto, con procedura europea, per l’assegnazione di personale alle biblioteche calabresi. La gara era rivolta alle cooperative che si erano formate con il Progetto Mediateca Duemila, finanziato con fondi CIPE. La cooperativa Nexus, vincitrice della gara, includeva tra i suoi soci alcuni miei figli. I loro meriti professionali sono stati riconosciuti anche dall’organizzazione bibliotecaria della Svizzera dove sono emigrati. In questa situazione e malgrado la manifesta incapacità della classe politica locale (solo Mangialavori ha fatto un tentativo non riuscito) a sostenere e difendere un ente culturale di grande importanza per il territorio, il Sistema bibliotecario è riuscito a resistere e a continuare la sua attività fino alla pandemia di Covid grazie alla sua capacità di progettazione, partecipando a bandi nazionali. Tuttavia, con questi finanziamenti non si potevano pagare le spese ordinarie di funzionamento (tariffe, affitto, personale), causando una enorme difficoltà.

Le risorse di Vibo Capitale del Libro

È importante precisare che l’indebitamento non è quello dichiarato dal Comune di Vibo Valentia – che lo ha aumentato ad arte – e amplificato da giornalisti disinformati. Il Comune, tra l’altro, non ha mai versato la sua quota di partecipazione, che corrisponde al costo del fitto. A ciò si aggiunge l’ostilità di alcuni ambienti politici e giornalisti avversi all’impostazione culturale del Sistema e timorosi che il Sistema potesse gestire le risorse legate al titolo di Capitale del Libro assegnato alla città, grazie a un progetto elaborato completamente dal Sistema. Vorrei, infine, dire che prima dell’ingresso del comune di Vibo Valentia, nel sistema c’era una grande concordia e unità di intenti, tutti. Presidente e assemblea dei sindaci lavoravano con serenità e generosità per migliorare un territorio per tanti versi disgraziato. La crisi del Sistema Bibliotecario Vibonese è quindi il risultato di una combinazione di fattori: carenza di fondi, costi elevati, ritardi burocratici, mancanza di un adeguato sostegno politico alle necessità del territorio.

Come scongiurare la fine

Solo attraverso un’azione sinergica, una rinnovata attenzione alla cultura e un richiamo alle responsabilità della Regione Calabria si potrebbe scongiurare la chiusura di un presidio fondamentale per la crescita sociale e culturale della provincia di Vibo Valentia. Ma non credo accadrà.

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