L’addio a Giulia, quasi 10mila i presenti. Il papà: “Che la sua memoria ci ispiri a lottare contro la violenza” (FOTO)

Gino Cecchettin: "Devo lasciarti andare. Salutaci la mamma. Impareremo a danzare sotto la pioggia. Grazie per questi 22 anni"

Stamattina, nella Basilica di Santa Giustina a Padova, circa 1.200 persone erano presenti all’interno della chiesa, mentre altre 8.000 seguivano la cerimonia all’esterno, dove erano stati posizionati degli schermi. La partecipazione riguardava i funerali di Giulia Cecchettin, la giovane uccisa dall’ex fidanzato Filippo Turetta nella provincia di Padova. Il feretro di Giulia Cecchettin, coperto di rose bianche, ha fatto il suo ingresso nel Duomo di Padova alle 11:00, dove si è svolto il rito funebre. Le esequie sono state officiate dal vescovo di Padova, Claudio Cipolla, e da numerosi sacerdoti.

Le autorità presenti

Le autorità presenti

Presenti il ministro alla Giustizia Carlo Nordio, il presidente della Regione Luca Zaia e molti sindaci. Il vescovo ha salutato in particolare i tanti giovani presenti. Nella basilica di Santa Giustina c’erano corone funebri inviate dal presidente della Repubblica, dalla presidente del Consiglio dei Ministri e dai presidenti di Camera e Senato. Oltre alla famiglia di Giulia: il papà Gino Cecchettin, i fratelli Elena e Davide, la nonna e gli zii della ragazza.

Il papà: “Una cultura che svaluta la vita delle donne”

La sua gigantografia, rimasta esposta in queste settimane davanti al municipio di Vigonovo, è stata portata nella Basilica: ritrae la giovane con un vestito rosso, sorridente, in altalena. “Che la memoria di Giulia ci ispiri a lavorare insieme contro la violenza, che la sua morte sia la spinta per cambiare”, ha detto Gino Cecchettin. “Mia figlia Giulia era una giovane donna straordinaria, allegra e vivace, mai sazia di imparare. Ha abbracciato la responsabilità della gestione familiare dopo la prematura perdita della sua amata mamma.”, ha aggiunto. “Il femmincidio è spesso il risultato di una cultura che svaluta la vita donne, vittime di coloro che avrebbero dovuto amarle; invece sono state vessate, costrette a lunghi periodi di abusi, fino a perdere la loro libertà, prima di perdere anche la vita. Come può accadere tutto questo. Com’è può essere successo a Giulia ?”.

Responsabilità educativa che tocca a tutti

“Ci sono tante responsabilità – ha aggiunto Gino – ma quella educativa coinvolge tutti. Mi rivolgo per primi agli uomini: per primi dobbiamo dimostrare di essere agenti di cambiamento, contro la violenza di genere. Cara Giulia, è il momento di lasciarti andare, salutaci la mamma. Impareremo a danzare sotto la pioggia. Grazie per questi 22 anni”, ha concluso il padre della ragazza. Un lungo applauso ha accolto la fine del saluto di Gino che, una volta arrivato al banco della prima fila, ha abbracciato e stretto forte gli altri figli.

Il vescovo: il sorriso di Giulia mancherà a tutti.

“Il sorriso di Giulia mancherà al papà Gino, alla sorella Elena e al fratello Davide e a tutta la sua famiglia, mancherà agli amici ma anche a tutti noi, perché il suo viso ci è divenuto caro”. Lo ha detto il vescovo di Padova, monsignor Claudio Cipolla, nell’omelia. “Custodiamo però la sua voglia di vivere, le sue progettualità, le sue passioni. Le accogliamo in noi come quel germoglio di cui parla il profeta”, ha sottolineato il vescovo.

Amarezza, tristezza e rabbia

Dal dolore ora è necessario costruire però un sentimento positivo: “La conclusione di questa storia lascia in noi amarezza, tristezza, a tratti anche rabbia. Ma quanto abbiamo vissuto ha reso evidente anche il desiderio di trasformare il dolore in impegno per l’edificazione di una società e un mondo migliori, che abbiano al centro il rispetto della persona (donna o uomo che sia) e la salvaguardia dei diritti fondamentali di ciascuno, specie quello alla libera e responsabile definizione del proprio progetto di vita”, ha detto Cipolla.

“La pace tra maschio e femmina”

Occorre cambiare la cultura che porta a compiere atti di abuso e sopraffazione, ha detto mons. Cipolla. “Insegnaci, Signore, la pace tra generi, tra maschio e femmina, tra uomo e donna. Vogliamo imparare l’amore e vivere nel rispetto reciproco, cercando anzi il bene dell’altro nel dono di noi stessi. Non possiamo più consentire atti di sopraffazione e di abuso; per questo abbiamo bisogno di concorrere per riuscire a trasformare quella cultura che li rende possibili”, è l’appello del vescovo risuonato nella basilica di Santa Giustina.

“La pace del cuore per Filippo”

Monsignor Claudio Cipolla, rivolge un pensiero anche a Filippo Turetta, in carcere con l’accusa di avere ucciso la sua ex fidanzata. “Chiediamo la pace del cuore anche per Filippo e la sua famiglia”, ha detto il vescovo nell’omelia. “Il nostro cuore cerca tenerezza, comprensione, affetto, amore. La pace del cuore è pace con se stessi, con il proprio corpo, con la propria psiche, con i propri sentimenti soprattutto quelli che riguardano il senso delle azioni che compiamo e il senso della vita”, ha sottolineato il vescovo aggiungendo che “il nostro cuore è il luogo dove il Vangelo e la Pasqua di Gesù di Nazareth bussano con delicatezza pronti a dispiegare la loro forza umanizzante”.

Un minuto di rumore per Giulia

Il feretro bianco di Giulia Cecchettin è uscito dalla basilica un’ora dopo accompagnato dai familiari, con un fiocco rosso contro la violenza di genere appuntato sul cappotto, dai sacerdoti e dalle autorità. Fuori, l’applauso degli oltre 8 mila presenti, che hanno affollato il sagrato e Prato della Valle per portarle l’ultimo saluto, seguendo il funerale dai due maxi schermi. Campanelli agitati e urla per ‘fare rumore. Le grida, i campanelli e le chiavi scosse verso il cielo hanno commosso Gino Cecchettin, che si è stretto in un abbraccio con i figli Elena e Davide. Gli 8 mila presenti alle esequie hanno accolto la richiesta dei familiari di Giulia di fare il minuto di rumore, per non restare indifferenti davanti al femminicidio.

Bandiere a mezz’asta e lutto cittadino

Bandiere a mezz’asta oggi nelle sedi della Regione Veneto, nel giorno del lutto. Per tutta la notte Palazzo Balbi, sede della Giunta regionale, è stato anche illuminato di rosso. All’università di Padova sono sospese le lezioni. Giulia Cecchettin proprio all’ateneo del Bo era studentessa laureanda in ingegneria biomedica. In segno di lutto la rettrice Daniela Mapelli ha disposto, fino alle ore 14, la sospensione delle lezioni e per tutto il giorno l’esposizione a mezz’asta delle bandiere. Mapelli parteciperà con una delegazione dell’Ateneo alla cerimonia funebre.

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